Sei mesi dal terremoto in Giappone: le commemorazioni e le proteste

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Terremoto in Giappone

Mentre tutto il mondo celebra la commemorazione per il decimo anniversario dell’attentato alle Torri Gemelle, il Giappone deve anche ricordare le vittime del terremoto e dello tsunami che esattamente sei mesi fa hanno devastato l’intera costa nordorientale, provocando anche un disastro nucleare le cui conseguenze si percepiscono ancora oggi nel mare giapponese. Per tutta la giornata si sono, quindi, succedute numerose commemorazioni in tutto il paese, ma non sono mancate anche le proteste.

Le famiglie e le varie comunità hanno infatti voluto ricordare i propri morti con canti e preghiere e alle 14.46 locali, che sarebbero le 7.46 in Italia, tutta la popolazione ha anche osservato un minuto di silenzio per commemorare i circa 20mila giapponesi che sono morti o sono stati dispersi durante il terremoto.

Ma, intanto, a Tokyo circa 3mila persone hanno voluto ricordare anche il disastro nucleare avvenuto nella centrale di Fukushima e, quindi, hanno organizzato una manifestazione di protesta per chiedere al governo che il Giappone abbandoni quanto prima l’energia nucleare.

Secondo i manifestanti, oltre alle 20mila vittime e ai 40mila ancora sfollati, altre miglia di persone rischiano ancora di morire o quantomeno di ammalarsi a causa delle radiazione che sono uscite e continuano ad uscire dalla centrale e che inquinano il territorio.

Anche queste, secondo i manifestanti, devono essere considerate vittime del sisma che alle 14,46 del 11 marzo 2011 ha fatto tremare il Giappone e, quindi, il bilancio di quella tragedia non può ancora chiudersi, nemmeno a distanza di 6 mesi.

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