Clinica Santa Rita di Milano: la clinica degli orrori?

  • Commenti (1)
  • Condividi
  • Email
  • Stampa

Clinica Santa Rita Milano

In questi giorni, partendo da poche intercettazioni ambientali, ha preso il via un’indagine nell’ambito della Sanità privata-convenzionata italiana, che sta crescendo a livelli esponeneziali mano a mano che i giorni passano e le accuse si aggravano: la vicenda giudiziaria riguarda la Clinica Santa Rita di Milano che è passata, come si suol dire, dalle stelle alle stalle.

Questa clinica privata convenzionata (ovvero è privata ma riceve contributi statali) è sempre stata un punto di riferimento per i malati della città fino a queste ultime settimane quando le voci sul fatto che ci fosse qualcosa che non andasse si sono fatte sempre più insistenti “costringendo” la magistratura ad intervenire. I risultati delle indagini e le risposte alle domande degli inquirenti, unite alle intercettazioni ambientali delle forze dell’ordine, lasciano sbigottiti e attoniti!
Sembra infatti che all’interno di questa “Clinica degli Orrori” (come è stata subito ribattezzata dai media) le comuni e basilari regole della buona sanità venissero ignorate, quando andava bene, e totalmente stravolte a proprio piacimento nei casi più gravi: operazioni non necessarie svolte per ricavi monetari personali, ricoveri coatti e mantenuti il più a lungo possibile per i rimborsi delle spese, trapianti non necessari, asportazioni di organi non legati ai problemi dei pazienti, impianti di protesi non sterili o addirittura di “pezzi” sbagliati volontariamente, per risparmiare sulle forniture, e molte altre violazioni a qualsiasi regola etica e professionale.

Le morti accertate per queste operazioni “fantasiose” sono circa una decina ma alcuni pensano che il numero sia molto più elevato basandosi soprattutto su alcune delle centinaia di intercettazioni telefoniche effettuate; in alcune di esse, infatti, si affermava candidamente il fatto di poter usare protesi non sterili sugli anziani perchè tanto resta loro poco lo stesso da vivere e, al tempo stesso, di “curare” i più giovani inserendo interventi non necessari al fine di prolungare loro la degenza, aumentando i rimborsi regionali.

Le accuse ai vari medici e infermieri compiacenti (si parla di buona parte del personale) vanno dalla truffa al falso ideologico, dall’appropriazione indebita all’omicidio volontario aggravato (pena massima 30 anni) ma l’indagine, al giorno d’oggi, pare essere solo all’inizio! Se si continua di questo passo, affermano gli inquirenti, sarà probabilmente molto elevato il numero delle persone coinvolte in questa indagine che si pone, come primo obbiettivo “il trovare la verità sulla morte di molte persone che, forse, potevano essere salvate o curate in maniera più appropriata“.

Dopo che la Regione Lombardia, nella persona del suo presidente Roberto Formigoni, ha bloccato a tempo indeterminato i finanziamenti, molti dei lavoratori della clinica si dicono sconcertati, ritrovandosi senza lavoro da un giorno all’altro, ma la Regione fa notare loro come sia, nel contempo, difficilmente credibile il fatto che nessuno sapesse niente di questa faccenda che sembra avere ramificazioni ovunque. La Regione si dice infatti “dispiaciuta del taglio improvviso, ma è una cosa che andava fatta subito, senza ripensamenti“!

La questione, in conclusione, è ancora tutta da chiarire e molte sono ancora le domande che gli inquirenti porranno a chi di dovere, certo, resta la preoccupazione dei normali cittadini che, andandosi a curare, devono fare ora attenzione addirittura a non trovarsi in una clinica dove i soldi contano più, ma molto di più, della salute dei pazienti stessi.

Commenta

Ricorda i miei dati

Pubblica commento
Anonimo 13 giugno 2008 16:44
Subtract karmaAdd karma3 Punti

E’ solo la punta di un drammatico ma enorme iceberg…speriamo che si faccia luce, su questa clinica così come su tutte quelle in Italia…

Rispondi Segnala abuso