Roma: polemica sulla stima dei danni dopo la guerriglia urbana

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Foto: Stima danni Roma

E’ polemica sulla stima dei danni a Roma, dopo che martedì la guerriglia urbana ha devastato la capitale. Già ieri gli addetti dell’Ama hanno provveduto a rendere nuovamente vivibile la città, tranne un muro annerito da un incendio che campeggia sopra un negozio di ottica in via del Babuino: è stato lasciato per ricordare cosa è avvenuto a Roma nelle terribili ore del voto di fiducia al governo Berlusconi. E Gianni Alemanno, sindaco della capitale, comincia a conteggiare i danni: dopo aver parlato con i commercianti, che sono stati maggiormente danneggiati dalla guerriglia, ha proposto una prima stima di risarcimento. Ma sono subito scoppiate le polemiche.

Martedì scorso Roma è stata interessata da atti di guerriglia e vandalismo come non se ne vedevano dagli anni’ 70. Alcuni manifestanti, per protestare contro il governo Berlusconi (che in quel momento stava ottendendo la fiducia in Senato e alla Camera), hanno cominciato a distruggere e incendiare tutto ciò che gli capitava a tiro. Secondo la Confcommercio di Roma: “La prima stima dei danni si aggira intorno ai 15-20 milioni di euro vetrine rotte, furti, mancato incasso di una giornata, danni alle strutture e mancate presenze negli alberghi”.

Conferma la stima dei danni Alemanno, che chiede che il Governo di fare uno stanziamento speciale per “risarcire i commercianti che hanno pagato per tutti”. Ma qualcuno sostiene che questi danni siano stati decisamente sovrastimati.

Marcello Brighenti, presidente dell’associazione Commercianti di Via Frattina e Adriano Angelini, sostiene che siano stati danneggiati al massimo una decina di negozi: sommando il mancato guadagno si arriverebbe a massimo 150 mila euro. E continua: “Non sappiamo come Pambianchi abbia tirato fuori queste cifre. Ci sembra sia scollegato dal territorio e dalla realtà. Così facendo ci mette in cattiva luce e non deve passare il messaggio che i commercianti chiedono più soldi del dovuto e che facciano la cresta”. E a chi parla di “danno dell’immagine”, Brighenti risponde che è un dato impossibile da quantificare.

Fonte | Corriere

Gio 16/12/2010 da Manuela Chimera in ,

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