Roma: parlano i poliziotti bersaglio della guerriglia urbana

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Foto: Lo sfogo dei poliziotti di Roma

Dopo la guerriglia urbana che ha sconvolto Roma nel giorno del voto di fiducia al governo Berlusconi, è il turno dei poliziotti coinvolti negli scontri di parlare. E’ Luca Drago, all’anagrafe Gianluca Salvatori, 43 anni, una famiglia sulle spalle, assistente capo della polizia a svelare il punto di vista di queste manifestazioni stando dall’altra parte della barricata. E dice: “Dio non voglia che questi, un giorno, raggiungano il loro scopo: uccidere uno di noi. Come gli ultrà hanno fatto con Raciti. Perché allora non so proprio come andrebbe a finire. I politici, gli onorevoli come li chiamo io, devono capire che bisogna cambiare strada. Subito”.

Luca Drago racconta di come in 25 poliziotti abbiano dovuto respingere 5 mila persone armate di picconi e accette. E protesta di come abbiano dovuto farlo dotati solo di scudo e manganello. Si chiede poi come mai la polizia italiana non possa usare in questi casi gli idranti e i lancia-peperoncino: se li avessero avuti in dotazione magari Drago non sarebbe stato ferito e non sarebbe finito in ospedale.

Luca Drago racconta poi di come gli stipendi per le forze dell’ordine siano estremamente bassi, 1200 euro al mese: considerato il fatto che ogni giorno è costretto a lavorare con casco, tuta mimetica e scudo per sedare manifestazioni di protesta violente di vario tipo, appare davvero inadeguato come salario (siamo a livello della Grecia, per intenderci). E confida come ormai non si preoccupi più degli insulti che gli vengono rivolti, anzi, ogni tanto, durante gli scontri, cerca di convincere i manifestanti a evitare di farsi arrestare per non rovinargli il futuro. Qualcuno ascolta, qualcuno no.

Luca Drago era anche presente quando l’uomo con la pala ha cercato di aggredire un finanziere, nel tentativo di portargli via la pistola. Ha asserito che il finanziere avrebbe avuto tutti i motivi per usare la pistola, ma non l’ha fatto. E cosa sarebbe successo se il manifestante fosse riuscito a rubargli l’arma?

Pare che alcuni fra i feriti delle forze dell’ordine di Roma, vogliano costituirsi come parte civile nei confronti degli aggressori che li hanno fatti andare in ospedale. Luca Drago conclude la sua intervista dicendo che: “Se un agente sbaglia paga tre volte rispetto a un cittadino normale, ma i danni fatti da questi teppisti a chi li chiediamo? Ai genitori? Tanto nemmeno loro capiscono”. E intanto si chiede come abbiano potuto scarcerare i giovani fermati per gli atti vandalici a Roma, motivo di forte indignazione anche per Roberto Maroni.

Fonte | Corriere

Sab 18/12/2010 da Manuela Chimera in , ,

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