Roberto Cota contro la pillola abortiva RU486
Roberto Cota, il nuovo Governatore della Regione Piemonte, eletto alle recenti Elezioni 2010, interviene su un tema piuttosto delicato. Il presidente leghista, infatti, ha parlato della pillola abortiva RU486, affermando che, nella sua regione, cerchera’ di tenere questo farmaco che induce l’aborto sotto chiave. Lo ha affermato Roberto Cota in occasione di una recente intervista televisiva, nella quale ha ammesso di pensarla, sulla questione, all’opposto rispetto al suo predecessore, Mercedes Bresso. Parole che fanno discutere e che hanno sollevato molte rezioni politiche.
“Sono per la difesa della vita e penso che la pillola abortiva debba essere somministrata quanto meno in regime di ricovero“, queste le parole del nuovo governatore del Piemonte, al quale poi e’ stato chiesto se le pillole abortive gia’ ordinate da Mercedes Bresso, precedente presidente della regione, e gia’ arrivate, rimarranno chiuse nei magazzini: “Eh sì, per quanto potrò fare io sì“.
Ovviamente, sono state immediate le reazioni a queste parole. Alcune favorevoli, come quelle del vice presidente dei deputati del Pdl, Enrico La Loggia (“Apprezzo molto la posizione di Cota riguardo la pillola Ru486 a tutela della vita e contro le speculazioni che sino ad ora si sono fatte su questa materia“), altre decisamente contrarie. Silvio Viale, ginecologo dei Radicali, afferma: “È il primo esempio di parola non mantenuta perché in campagna elettorale ben si è guardato dal dire che avrebbe bloccato la RU486, ma si è limitato a ripetere il ritornello del ricovero obbligatorio“.
Enrico Rossi, appena eletto presidente della Regione Toscana, afferma: “Le sue dichiarazioni mi sembrano stupidaggini dettate forse dalla sua inesperienza in materia sanitaria o dalla volontà di catturare e strumentalizzare il consenso dell’opinione pubblica meno consapevole“, aggiungendo poi: “In Italia c’è una legge, la 194, che disciplina il ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza. Il farmaco di cui si parla ha ottenuto l’autorizzazione alla distribuzione sul territorio nazionale. Infine nel nostro paese è garantita la libertà terapeutica, un ambito che riguarda solo il medico, il paziente e il loro rapporto. Tutto il resto sono chiacchiere inutili“.
Dal canto suo, Guido Rasi, direttore dell’agenzia del farmaco, ricorda che le regioni non possono fare come vogliono: hanno autonomia sui tempi, le modalita’ e i percorsi di somministrazione di un farmaco, ma comunque devono trovare un modo per erogare una pillola gia’ approvata. Come lo e’ la pillola abortiva RU486.
Nel video qui sopra il primo discorso del nuovo presidente del Piemonte.
Fonte | Affaritaliani
Gio 01/04/2010 da Patrizia Chimera in Aborto, Lega Nord, Piemonte, Pillola











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