Riso Scotti Energia: chiuso l’impianto, usavano rifiuti tossici

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E’ stato chiuso l’impianto della “Riso Scotti Energia spa“, a causa dell’utilizzo di rifiuti tossici per produrre energia elettrica e altri materiali ad uso zootecnico. Duri i capi di imputazione contro l’azienda: truffa allo stato, falsità ideologica, frode in pubbliche forniture e traffico illecito di rifiuti. L’indagine, condotta dal Corpo Forestale di Pavia e dalla Scientifica di Roma, ha portato alla chiusura della ditta, ma viene precisato come questa inchiesta non riguardi assolutamente la famiglia di produttori di riso che ha il risificio vicino.

L’indagine ha permesso di appure come sia i dirigenti che molte delle persone che lavoravano nella ditta fossero a conoscenza di utilizzare rifiuti pericolosi con quantità eccessive di metalli pesanti, tali da nuocere alla salute umana.

Pare che tutto ciò sia stato permesso grazie alle falsificazione delle normali analisi di controllo e alla compiancenza di alcuni laboratori. E anche grazie al fatto i gestori non avrebbero dovuto accettare i carichi di rifiuti pericolosi, che invece vanno smaltiti in ditte come quella di Paderno, dove nelle settimane scorse è avvenuta un’esplosione con incendio che ha causato morti e feriti.

La Riso Scotti Energia nasce primariamente come impianto per l’incenerimento del legno e della lolla di riso, salvo poi trasformarsi in una ditta che aveva lo scopo di produrre energia da fonti rinnovabili. Solo che insieme all’incenerimento della lolla di riso, si univano fumi, fanghi, rifiuti di ditte esterne che trasformavano la lolla in un rifiuto speciale pericoloso, che non può più essere usato per la produzione di energia pulita. La lolla così modificata è stata anche usata per creare pannelli di legno (utilizzati come lettiere) a destinazione zootecnica in allevamenti del Piemonte, del Veneto e della Lombardia.

Fonte | il.Giornale.it

Gio 18/11/2010 da Manuela Chimera in

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