Riforma universitaria: si’ del Senato al testo di Maria Stella Gelmini

La riforma universitaria proposta dal Ministro Maria Stella Gelmini e’ stata approvata dal Senato. Ieri, infatti, i senatori hanno dato via libera al testo, approvandolo con 152 voti favorevoli, contro i 94 contrari. Solamente un senatore si e’ astenuto dal voto. Tutta la maggioranza ha votato a favore, cosi’ come l’Api di Francesco Rutelli e l’Svp. Il testo, che ora dovra’ passare alla Camera, contiene molte novita’: non e’ presente la proposta del Partito Democratico che voleva abbassare l’eta’ pensionabile dai 70 ai 65 anni. I docenti ordinari dovranno asciare a 70 anni, quelli associati a 68.
La nuova riforma universitaria voluta da Maria Stella Gelmini contiene molti punti che cercano di contenere la spesa. Come la fusione degli atenei piu’ piccoli e i tagli delle facolta‘. Per ogni ateneo non potranno essere piu’ di 12. Verranno anche tolti, tra i 500 corsi di laurea presenti oggi, quelli che non hanno iscritti o che hanno un numero bassissimo di studenti.
Per i corsi di laurea con problemi di bilancio, è previsto il commissariamento. I rettori avranno un mandato massimo di otto anni e potranno essere sfiduciati da parte del Senato Accademico, nel caso di cattiva gestione dell’ateneo. I consigli di amministrazione saranno formati da un minimo di 3 esterni, nel caso di 11 membri in totale, 2 se sono meno di 11.
Per quanto riguarda i ricercatori, la nuova riforma universitaria del ministro prevede che questi saranno selezionati con il tenure-track: i nuovi contratti a tempo determinato, per un minimo di 3 ed un massimo di 5 anni, saranno seguiti da contratti triennali. Al termine di questi nuovi 3 anni, se il ricercato sara’ ritenuto valido verra’ confermato a tempo indeterminato come associato.
Per diventare docente, bisognera’ avere l’abilitazione scientifica nazionale, un concorso unico a cadenza annuale. Le singole universita’ non potranno bandire concorsi. Ogni tre anni, poi, ogni docente dovra’ presentare una relazione del proprio lavoro: chi non ha fatto il suo dovere non avra’ lo scatto di stipendio. Queste alcune delle novita’ introdotte.
Fonte | Corriere
Ven 30/07/2010 da Patrizia Chimera in Ministero Istruzione, Riforme, Universita











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