Riforma Gelmini: approvata al Senato, Napolitano “Ascolto, ma decide il Governo”
Il Senato ha approvato la Riforma Gelmini, con 161 voti favorevoli, 98 contrari e 6 astenuti. A favore della riforma si sono schierati Pdl, Lega e Fli; contrari Pd e Idv; astenuti Udc, Union Valdotaine, Svp e Api. Il nuovo Terzo Polo ha dunque mostrato un fronte compatto durante la sua prima prova in aula. Intanto Giorgio Napolitano, riferendosi all’incontro con i rappresentanti dei comitati studenteschi, ha dichiarato: “Io ascolto a 360 gradi ma astenendomi dall’esprimere qualsiasi opinione di merito su scelte legislative che appartengono alle responsabilità del governo e del Parlamento”.
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Nonostante le proteste in piazza degli studenti e dei ricercatori dell’Università , la Riforma Gelmini è stata approvata al Senato. Per diventare ufficiale, adesso dovrà prima essere firmata e promulgata dal presidente della Repubblica (il quale ha lasciato ogni decisione nelle mani del Governo) e poi pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale.
Ma vediamo quali sono le principali novità della tanto travagliata Riforma Gelmini. Prima di tutto i cda avranno maggiori responsabilità per quanto riguarda le spese e le assunzioni, con una maggior partecipazione dei privati. Poi viene creato la figura del ricercatore a tempo, che potrà avere un massimo di 2 contrattti di seguito per 3 anni l’uno. Ci sarà l’obbligo di valutazione dei docenti, con tanto di relazione triennale, i quali, comunque, non potranno rimanere in carica dopo i 70 anni. Novità anche per i concorsi: i commissari interni saranno costituiti da massimo una persona, per il resto ci saranno delle commissioni di abilitazione nazionale, con anche professori stranieri. E vengono anche diminuiti il numero di atenei.
Si dichiara soddisfatta Mariastella Gelmini: “Ho i soldi, è stato stanziato un miliardo di euro nella legge di stabilità che è sufficiente per garantire le spese di funzionamento e il riconoscimento degli scatti meritocratici ai ricercatori e ai professori. E ci sono 125 milioni di euro per le borse di studio. Mi pare siano risorse significative, che determineranno l’entrata in vigore della legge sul piano concreto”. Intanto continuano le proteste degli studenti.
Fonte | Repubblica
Ven 24/12/2010 da Manuela Chimera in Riforma Scolastica, Riforme

















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