Renato Brunetta e i DiDoRe, i diritti per le coppie di fatto

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Ormai i Pacs e i Dico possiamo buttarli nel dimenticatoio: roba vecchia per chi vuole dare anche alle coppie di fatto gli stessi diritti, e gli stessi doveri, delle coppie sposate. Adesso sono arrivati i DiDoRe, una sorta di scioglilingua inventato dal ministro Renato Brunetta. Vediamo di cosa si tratta.

I DiDoRe sono i “diritti e doveri di reciprocità dei conviventi“, proposti dal ministro della Funzione pubblica insieme a Gianfranco Rotondi. “Con il pretesto dei diritti, la sinistra intendeva assalire la diligenza del welfare. In particolare, le pensioni di reversibilità, su cui l’Italia ha già le norme più generose al mondo, che però non affondano il sistema perchè di solito un coniuge sopravvive all’altro di una manciata di anni. Ma con i Dico il superstite avrebbe percepito la pensione per venti o trent’ anni: un disastro. Al contrario, i ‘Didore.’ non prevedono oneri per lo Stato. Non un solo euro a carico del contribuente. Non welfare: diritti individuali. La sinistra, nascondendosi dietro le coppie omosessuali, aveva progettato un colpo grosso, un imbroglio. Paradossalmente, meglio Zapatero, per cui le due tipologie di convivenza si equivalgono“.

I DiDoRe non rappresenteranno un’imitazione riduttiva del matrimonio, ma saranno uno strumento per portare la tutela dello stato anche a quelle coppie non sposate che pero’ sono legate da legami di affettivita’. Il testo unico prevede, ad esempio, “il diritto, in caso di malattia, di accudire il convivente. Di designarlo come rappresentante per le decisioni in materia di salute. Di succedergli nel contratto di locazione. Diritti, ma anche doveri: ad esempio, gli alimenti, per un periodo proporzionale alla durata della convivenza“.

Fonte | Quotidiano.net

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Dorella 26 settembre 2008 12:28
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I diritti alle coppie di fatto non dovrebbero essere riconosciuti quando ci sono figli nati durante il matrimonio. Per fare un esempio: il caso di un genitore vedovo che si mette a convivere con una persona, avendo dei propri figli nati dal matrimonio con l’altro genitore deceduto.I diritti ereditari dei figli, che sono certamente la parte più debole e quindi più bisognosa di tutela, NON SI DEVONO TOCCARE!

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