Referendum Fiat: vincono i “sì”, alta l’affluenza ai seggi

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Foto: Referendum Fiat: vincono i sì

E’ finito lo scrutinio del referendum di Fiat Mirafiori a Torino: dopo nove ore sono stati i “sì” a vincere, anche se di stretta misura. Il voto è iniziato con il turno di notte del giovedì, quello delle 22,00 ed hanno votato 5110 operai, praticamente oltre il 94,2%. Il sì si è aggiudicato la vittoria con 2735 voti, cioè il 54,05%. 2325 aventi diritto hanno invece votato no, pari al 45,95%. Solo 59 le schede bianche e nulle. Durante lo spoglio delle prime schede, relativi al motaggio e alla lastratura, sembravano prevalere i no, ma era scontata: qui domina la Fiom, contraria all’accordo. Ma poi la situazione si è modificata a causa del voto degli impiegati.

Le operazioni di scrutinio sono iniziate intorno alle ore 9,00, senza particolari tensioni: qualche attimo di crisi lo si è avuto quando i si hanno superato la soglia del 50% ed è stato chiaro che avrebbero vinto. Un rappresentante della Fiom, saputo della vittoria dei si, ha avuto un malore: per questo motivo lo spoglio è stato sospeso per un attimo, proprio mentre mancava poco ad arrivare al risultato definitivo.

Un’affluenza ai seggi altissima: per questo lo spoglio è andato avanti così tanto. Inoltre avrebbero dovuto iniziare a conteggiare i voti alle 20,30, ma il tutto è slittato alle 21,15 a causa del fatto che prima hanno stilato il verbale di voto e poi c’è stato il blocco al seggio 8.

In merito all’esito del voto, Luigi Angeletti, segretario generale della Uil, ha dichiarato: “Come per tutti i veri cambiamenti, la decisione è stata sofferta. Alla fine hanno vinto le ragioni del lavoro. Il sì all’accordo ci fa vedere con più ottimismo il futuro di Mirafiori e dell’industria automobilistica del nostro paese”, mentre Maurizio Sacconi, ministro del Welfare ha affermato: “L’esito del referendum apre un’evoluzione nelle relazioni industriali soprattutto nelle grandi fabbriche che dovrebbe consentire un migliore uso degli impianti e effettiva crescita dei salari”.

Fonte | Corriere

Sab 15/01/2011 da Manuela Chimera in ,

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