Referendum 2009: nel 2010 se i promotori danno l’ok

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Foto: Dario Franceschini PD

Dario Franceschini interviene in merito al referendum sulla riforma elettorale. Dopo tanti giorni di dibattito riguardo la data di questa votazione, anche il leader del Partito Democratico dice la sua: si potrà spostare al 2010, ma solamente se i promotori di questo referendum sono d’accordo.

Nei giorni scorsi si è parlato davvero tanto del referendum sulla legge elettorale. Tutto è nato dalle posizioni della Lega Nord, che non vogliono assolutamente che gli italiani votino su questa questione nell’election day che chiamerà i cittadini aventi il diritto al voto alle urne per le europee e alcune amministrative. C’era chi si lamentava del fatto che scegliere una nuova data, sarebbe costato, in termini economici, moltissimi soldi agli italiani. Pare ora che sia stato trovato un compromesso: si voterà il referendum nella giornata del ballottaggio delle amministrative.

Ma il referendum potrebbe anche essere spostato nel 2010. Dario Franceschini, che dice che sia gravissimo il fatto che il referendum non sia incorporato nell’election day, afferma anche che si potrebbe votare il prossimo anno, ma solo se i promotori dello stesso daranno il via.

Il Pd ricorda che il ministro dell’Interno ha chiesto al segretario del partito un’opinione unicamente sulla scelta di una data tra quelle del 14 e del 21 giugno per la celebrazione del referendum. A questa posizione del governo il Pd ha dato la propria disponibilità ad un percorso legislativo che, nel rispetto delle regole, consenta di votare il 21 giugno, data nella quale si può ottenere un risparmio minore ma significativo. Aspettiamo su questo parole chiare e univoche da parte del governo e della maggioranza. Rispetto al dibattito che avviene sui giornali sull’ipotesi di slittamento della consultazione referendaria al 2010, peraltro mai proposto dal governo all’opposizione e sul quale i più autorevoli esponenti della maggioranza e del governo dicono quotidianamente cose diverse tra loro, il Pd – conclude la nota – dichiara la propria disponibilità con la condizione, giuridicamente e politicamente irrinunciabile, che vi sia il necessario e preventivo assenso da parte dei promotori del referendum“.

Questo quello che si legge in una nota del Pd. Giusto spostare tutto al prossimo anno?

Immagini prese da:
blog.lasiciliaweb.it
rockpoliticaepessimismo.wordpress.com
www.politikos.it
cronaca.tanterisorse.com
gallery.panorama.it

Fonte | Corriere

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filipparoma
Filipparoma 21 aprile 2009 11:52
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Secondo me come la mettano la mettano rimane sempre una truffa alle spalle del popolo italiano e un immane sperpero di danaro pubblico , come ha commentato anche l’on. daniela melchiorre , soprattutto in questo periodo di crisi.

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Duro 21 aprile 2009 11:52
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vai a lavorare buffone

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Duro 21 aprile 2009 11:57
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I buffoni dicono di risparmiare ed poi vogliono fare I referendum gl’italiani sono stufi di voi pagliacci della politica larve umane andate a lavorare

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30 aprile 2009 22:34
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Ciao a tutti
invece di discutere sugli sperperi e sui costi della politica vorrei proporre di “fare” non “chiacchiere”
ad esempio un partito dove il primo punto del proprio programma invitasse al popolo italiano di mandare a lavorare la terra almeno al 90% della nostra classe politica chiudendo regioni, province una parte del parlamento , comunità mondane ecc.. ecc.
ITALIANI AVETE IL CORAGGIO DI DARE
IL VOSTRO CONSENSO A PROGRAMMI SIMILI?
Se la risposta è no , mi dispiace, non lamentiamoci, rispettiamo la democrazia e viviamo come ci meritiamo.

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Gio50 6 maggio 2009 23:09
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IO non ho ancora capito franceschiello lo è o lo fa

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