Rapporto Istat: due milioni di bamboccioni in Italia

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bamboccioni

Due milioni di bamboccioni nel nostro paese. Il nuovo rapporto reso noto dall’Istat, infatti, ci dà un quadro ben preciso della situazione lavorativa dei giovani italiani: il nostro paese può vantare il maggior numero di giovani che non lavorano e che non studiano. E che vivono con i genitori: del resto è l’unico modo che hanno per poter avere un tetto sopra la testa e un piatto caldo. Il rapporto annuale dell’Istat ci svela che il nostro paese sta accusando pesantemente la crisi economica. E lo si vede nella vita di tutti i giorni, con famiglie che non arrivano alla fine del mese e tassi di disoccupazione molto alti, soprattutto nella fascia femminile.

I Neet (tradotto con Non in Education, employment or training), cioè i giovani che non lavorano e non studiano, i bamboccioni, sono davvero molti nel nostro paese, che ha il primato europeo. Questi giovani hanno un’età compresa tra i 15 e i 29 anni e per lo più sono maschi.

Nel 2009 il numero di questi giovani, definiti in passato bamboccioni, è cresciuto in maniera preoccupante: 126mila in più (85mila al Nord, 27mila al centro). Più di un milione di Neet vive nel Mezzogiorno. Il 21 per cento dei giovani senza occupazione che non studiano è laureato, mentre il 20,2 per cento è diplomato.

Per quanto riguarda le famiglie, invece, il 15 per cento vive in condizioni di disagio economico: 1 su 3 non riesce a far fronte alle spese improvvise, 1 su 2 non può permettersi una settimana di vacanze e i debiti salgono sempre di più. La crisi economica ha colpito maggiormente le famiglie che già non se la passavano bene.

Immagine presa da:
abitare.noblogs.org.

Fonte | Corriere

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