Prostituzione: le scuse dei clienti fermati dalla polizia
Dopo le tante polemiche sulla Legge Carfagna contro la prostituzione, che punisce duramente clienti e lucciole, a Roma la polizia, in seguito al decreto di Gianni Alemanno, ha iniziato una vera e propria caccia sulle strade maggiormente trafficate per chi cerca e per chi offre rapporti a pagamento. Da bravi italiani, pero’, quelli che vengono pizzicati con le mani nel sacco, cercano qualche scusa. Ecco le migliori.
Qualche cliente fermato dalla polizia a Roma mentre era in macchina con una professionista del settore, si nasconde dietro la scusa dello smarrimento della strada, affermando che aveva “bisogno di un’indicazione stradale per tornare a casa“. Altri affermano di essersi fermati solamente perche’ quella ragazza a bordo strada sembrava una sua conoscente, una sua parente e quindi di essersi fermato solo per salutare.
C’e’ chi invece sostiene che andare a prostitute “prima di tornare a casa dopo una faticosa giornata di lavoro” e’ legittimo e chi lo ritiene un toccasana per ogni problema di salute. E un meccanico pizzicato con una prostituta ha semplicemente detto: “Ahò, ma io che c’entro? Sono loro che ci stanno!“.Ma tra le piu’ utilizzate c’e’ questa: “Che volete? Con mia moglie non vado piĂą. Così mi consolo con queste ragazze…ma le avete viste?“.
Fonte | Corriere
Lun 22/09/2008 da Patrizia Chimera in Gianni Alemanno, Polizia, Prostituzione






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