Processo Ruby, una testimone: “Ti faccio il culo mi urlava la Minetti al telefono”

Il processo Ruby riempie le pagine dei giornali e dei siti web da un anno e passa. I particolari delle serate al Bunga Bunga ormai sono a conoscenza di tutti o quasi. Meno battuta, paradossalmente, è la storia che ha fatto scattare tutta l’indagine e cioè la telefonata che ha portato Ruby Rubacuori in questura ed ha fatto scattare tutto il sistema.
Al processo è stato il giorno della deposizione di Caterina Pasquino, ex amica di Ruby Rubacuori, che denunciò la minorenne marocchina per il furto di tremila euro. Da quella denuncia partì l’arresto di Ruby e le telefonate di Berlusconi in questura con conseguente arrivo di Nicole Minetti come tutore legale della giovane.
Durante la deposizione è venuto fuori un particolare, o meglio l’ennesima telefonata. Caterina Pasquino fu minacciata al telefono da Nicole Minetti e dalla Conceicao. Le due donne urlavano al telefono “Ti facciamo il culo”. Il pubblico ministero ha chiesto alla Pasquino il perchè di queste minacce ma la ragazza non ha saputo fornire una motivazione. La testimone ha aggiunto che successivamente ha ricevuto la telefonata di scuse della Conceicao che le rivelò di non aver saputo che all’altro capo del telefono c’era lei. Nella notte incriminata tra il numero della Conceicao e quello della Pasquino è stato registrato un traffico molto intenso.
Ruby, Berlusconi alla Minetti: “Si è data da sola la patente di p*****”
Nuova intercettazione nell’ambito del processo Ruby tra i due “protagonisti” al centro delle indagini: Silvio Berlusconi e Nicole Minetti. La telefonata risale all’agosto 2010, quando il caso non era ancora scoppiato sui media nazionali: l’ex premier parla con la consigliera regionale della Lombardia, in quota al Pdl di politica e giornali. È il periodo della casa di Montecarlo che vede al centro dello “scandalo” il presidente della Camera Gianfranco Fini, ex alleato: quello che però interessa nell’ambito del processo è la chiusura della telefonata, quando Berlusconi, riferendosi a Ruby, esclama: “Si è data da sola la patente di pu*****“.
L’audio, pubblicato online da varie testate, tra cui il Fatto Quotidano, inizia con i saluti tra Berlusconi e la Minetti, “Ciao tesoro, come sta la mia consigliera bravissima?“, esordisce il Cavaliere che le riferisce di come tutti siano contenti del suo lavoro. “Mi parlano tutti così bene di te amore che mi fai un piacere“, le spiega Berlusconi che si lancia già nei “progetti futuri”.
“Quando ci sono le elezioni vieni in Parlamento“, al che la consigliera risponde con sicurezza: “Ovvio, ma certo“.
Da una battuta della Minetti si passa poi a parlare della casa di Montecarlo e della vicenda Fini: Berlusconi le spiega come l’ex alleato si sia “comprato” la proprietà del Principato “dal valore di due milioni di euro“, lasciata all’ex partito di An, per “soli 67mila euro tramite una società off shore“. Qui ora vive il fratello della compagna del Presidente della Camera che invece abita con la compagna Elisabetta Tulliani nella casa che la stessa ha “fottuto” a Gaucci, ex compagno della Tulliani.
La vicenda sarà poi archiviata dai procuratore della Repubblica di Roma, Giovanni Ferrara e Pierfilippo Laviani che accerteranno “l’insussitenza di azioni fraudolente” in merito alla vendita, ma sono i tempi dello scandalo e degli attacchi da parte dei media più vicini al presidente del Consiglio, Il Giornale e Libero su tutti.
“Poi si riempie la bocca di parole come moralità e legalità “, commenta Berlusconi. “È il peggio, una cosa pazzesca, è uno schifoso“, risponde la Minetti. “Bisogna farlo fuori ora perché ha un odio con me insopprimibile“, le risponde di rimando il Cavaliere, sempre riferendosi a Fini.
Si passa poi a temi più rilassati. Lui è in “guerra”, dice, ma si preoccupa di sapere delle vacanze e di come sta “la Barby” (Barbara Fagioli): lei gli racconta della serata a Villa d’Este con Giorgio Pozzi, consigliere regionale del Pdl di Mariano Comense che era lì con una “rumena fighissima“, come la descrive la Minetti.
Qualche scambio di battute e la consigliera chiude la telefonata raccontando della visita di Luca Giuliante, avvocato del Pdl e che poi seguirà il caso Ruby, in consiglio, per dirle delle indagini che il pm Piero Forno sta facendo dopo la denuncia di Karima El Mahroug, alias Ruby Rubacuori nei confronti di Michelle Conceicao de Oliveira.
“Il pm vorrà sentirmi a settembre perché sia la Ruby sia quella stronza della Michelle hanno fatto il mio nome“, dice la Minetti. Qualche secondo di silenzio e poi Berlusconi commenta la notizia della denuncia per induzione alla prostituzione” fatta da Ruby alla brasiliana. “Si è data da sola la patente di puttana“, tra le risate della Minetti.
Berlusconi continua: “L’importante è che ci siano persone che testimoniano come a noi aveva detto di avere un’età diversa da quella che aveva“… “L’abbiamo soltanto aiutata perché ci faceva pena“.
“Sì, anche perché ‘sto Forno ha anche delle foto in mano che gli ha dato la Michelle“, replica la consigliera. Silenzio e poi Berlusconi chiude la telefonata: “Speriamo che non venga fuori un casino“.
27 aprile 2012 – Processo Ruby, le Olgettine sono ancora a carico di Silvio Berlusconi

Vi ricordate delle Olgettine? Così erano state battezzate le ragazze delle “cene eleganti”, quelle che partecipavano ai “festini” nelle residenze di Silvio Berlusconi, oggi diventati “gare di burlesque“. Erano state chiamate così perché tutte in affitto nei condomini di via Olgettina, periferia di Milano, a due passi da Milano 2. Cosa è cambiato a distanza di 18 mesi da quando Gianni Barbacetto, il giornalista de Il Fatto Quotidiano, fece scoppiare lo scandalo Ruby parlando per primo di quanto stesse dichiarando la ragazza ai magistrati? Nulla o poco più, come racconta lo stesso giornalista tornato sul luogo del “misfatto”: le ragazze sono tutte lì, ancora a carico del Cavaliere.
Le ragazze erano tutte sistemate nel residence di via Olgettina con affitto e bollette pagate. La procura le inserì nell’inchiesta per induzione e favoreggiamento della prostituzione, anche minorile, insieme agli altri imputati, Nicole Minetti, Lele Mora ed Emilio Fede.
A distanza di un anno e mezzo una cosa è cambiata: le Olgettine sono state dichiarate dal giudice “parti offese” nell’ambito del processo, ma le ragazze sono ancora lì, in via Olgettina, nei loro appartamenti.
L’elenco fatto da Barbacetto comprende Barbara Guerra, definita “la più gentile con i vicini di casa“, ancora residente al quarto piano della scala D, Arisleida Espinosa, conosciuta come Aris ha cambiato scala, dalla A alla E, Elisa Toti è ancora alla scala D, terzo piano, Eleonora e Imma De Vivo, le gemelline napoletane, sono alla scala B quarto piano, l’italobrasiliana Iris Berardi è rimasta nel suo appartamente alla scala A.
L’unica ad andarsene è stata Marysthell Garcia Polanco che si è trasferita con la figlia piccola in una casa a pochi metri, dove inizia Milano 2, la “città ” costruita da Silvio Berlusconi.
Sette appartamenti a disposizione delle ragazze che, dicono da via Olgettina, sono pagati con cotratti Mediaset.
In realtà l’affitto è gestito dall’agente immobiliare Marcello Fabbri, della società Friza srl che si occupa della Dimora Olgettina; a versare i soldi è il ragionier Giuseppe Spinelli, colui che gestisce il portafoglio personale del Cavaliere e che preparava le buste da 500 euro per “aiutare le ragazze”.
Tra l’altro quattro appartamenti sono ancora intestati a Nicole Minetti anche dopo il suo trasferimento a seguito dell’elezione nel consiglio Regionale della Lombardia nella lista bloccata di Roberto Formigoni, tre invece sono divisi tra Barbara Guerra e Marysthell Polanco che ne ha due a suo nome anche dopo il trasferimento.
Nel gennaio 2011 il condominio aveva chiesto alle ragazze di lasciare liberi gli appartamenti: i condomini si erano lamentati con l’amministratore per “arrecato danno al decoro del palazzo“, ma nessuna si è mai mossa da lì se non per un “fisiologico avvicendamento”, come scrive il cronista del Fatto.
La situazione però sta cambiando e pare che tra un paio di mesi le ragazze cambieranno domicilio, lasciando il residence di via Olgettina, per dove ancora non si sa.
24 aprile 2012 – Le intercettazioni della Minetti che “briffa” l’amica: “Vedrai di tutto”

Ancora nuove intercettazioni nell’ambito del processo Ruby per il filone delle indagini che coinvolgono Nicole Minetti ed Emilio Fede. La consigliera regionale parla con Silvio Berlusconi e con le ragazze, spiegando loro l’organizzazione delle serate. Sì perché la Minetti è la vera organizzatrice, “briffa” le ragazze, le informa su come si devono vestire, su quello che vedranno e su come comportarsi. Tra le telefonate c’è anche quella con una sua vecchia compagna di studi, Melania Tumini, ansiosa di conoscere “Silvio”: dopo la serata però la Tumini sarà una delle voci più indignate contro “i festini”, definiti da lei un “vero troiaio”. Ci sono poi le intercettazioni di Emilio Fede: insomma, telefonate che raccontano le “cene eleganti” dal Cavaliere.
La prima telefonata è quella di Nicole Minetti che chiama Berlusconi il pomeriggio del 19 settembre 2010. “Love of my life“, lo definisce. Il Cavaliere le dice che questa sera ci sarà una cena e lei, entusiasta, gli risponde che porterà un’amica “bellissima e carinissima“, alla “seconda laurea” e quindi giusta per la festa della serata.
Subito partono le telefonate per organizzare la serata. La Minetti si sente con Lisa Barizonte che ha preso tutto l’occorrente per la “cena”. Per la consigliera c’è il “completino da maestra“: sarà lei a guidare le ragazze. La Minetti entra nei dettagli: porterà gli “occhiali da vista e il reggicalze, così quando mi tolgo tutto ho sotto l’intimo sexy” e presterà una vestaglia alla Barizonte che porterà con sé un’amica.
Si passa poi alla telefonata con la vecchia compagnia di studi Melania Tumini. L’intercettazione registra solo parzialmente l’audio di Melania. “Ho sentito The boss of the boss e gli ho detto che porto una mia amica“, le dice la Minetti che riporta la conversazione avuta con Berlusconi. “Ottimo, mi ha detto. Guarda che ha la seconda laurea, ti dà del filo dal torcere. Ottimo mi ha risposto, si vede che non poteva parlare“.
La consigliera passa poi a elencare i piatti della cena, “tutte cose casarecce, niente nouvelle cuisine“, ma la telefonata ha un solo scopo. La Minetti vuole “briffare” l’amica preparandola a quello che vedrà nel dopo-cena. “Giurami che non ti prende male, ne vedi di ogni, te ti fai i cazzi tuoi io mi faccio i cazzi miei“, dice la Minetti che sottolinea come in quella serata ci sarà chi vorrà cogliere “l’occasione della vita“.
Passa poi a un “decalogo” su come fare colpo: usare il francese “ché lui sbrocca“, dirgli della seconda laurea e dei tre mesi alla Sorbona “perché anche lui ha studiato lì”. Nella serata ci saranno varie “tipologie di persone: c’è la zoccola, c’è la sudamericans che non parla italiano e viene dalla favelas, c’è quella un po’ più seria, c’è quella via di mezzo tipo Barbara Faggioli e poi ci sono io che faccio quello che faccio“. Quindi ancora consigli: “Non sii (sic) timida, sbattitene” prima di chiudere con un “sono gasata dura“.
Ci sono anche le telefonate delle “sudamericans” dalle favelas. Il 9 settembre 2010 parlano tra loro Marystell Polanco e Aris Espinoza: il dialogo si tiene in spagnolo. Le due ragazze parlano di soldi e Aris racconta che a fine serata ha dovuto “aspettare per avere i soldi“.
Le ragazze erano già in macchina, ma lei si è fermata. “Mi ha detto: Sbrigati che sono già tutte in macchina. E io ho detto: No, io non vado via. Ha detto: Come che tu non vai via? Rimani? Ho detto: No, io non rimango. E cosa vuoi?” Marystelle le chiede a questo punto quanto le abbia dato: “Solo due” (duemila n.d.r). Le due poi si soffermano un po’ su come sia cambiato “lui”. Aris dice che le “è un po’ strano“, che “prima toglieva, adesso non sta dando niente” e chiude affermando che lei non è come “quelle donne che sono lì da 5 giorni in 90“.
Altro personaggio che rientra nelle intercettazioni nell’ambito del processo Ruby è Emilio Fede. Il 6 settembre l’ex direttore del TG4 parla con una delle ragazze, Imane Fadil, oggi testimone per l’accusa, dopo la “cena” tenuta la sera prima. La ragazza è preoccupata e i due convengono che si tratti di un “gruppo pericoloso“. Stanno parlando di Marystelle Polanco che si “porta dietro un gruppo, ma perché poi?“. Fede le spiega che è per prendere più soldi.
La sera prima, il 5 settembre, Fede e la Fadil si erano già sentiti: lei lo chiama perché “è successo un casino“. Parlano di “Katarina Knesevic”, la fidanzata di Berlusconi che “ha fatto la pazza, ce l’ha con tutte perché sono venute qua“, spiega la modella. “Se stiamo qua questa sera non va a finire bene“, dice la Fadil a Fede che parla anche con Barbara Fagioli. Anche in questo caso si conviene che “lei sia una pazza pericolosa” e la ragazza chiede a Fede dii intercedere presso Berlusconi per farlo ragionare.
Fede arriva poi a casa di Berlusconi e richiama Imane Fadil per aggiornarla della situazione: ha messo due guardie davanti alla porta e lui stesso dorme con due porte chiuse a chiave.
23 aprile 2012 – Le intercettazioni di Ruby: “Ho chiesto a Silvio 5 milioni per passare per pazza”

Cinque milioni di euro. È quanto avrebbe chiesto Karima El Mahroug, più nota come Ruby Rubacuori, all’ex premier Silvio Berlusconi per “tacere”. Sono le notizie che emergono dalla pubblicazione delle intercettazioni da parte della Procura di Milano che sono arrivate alla Giunta per le autorizzazioni della Camera. È la stessa Ruby che parla con le amiche, poi con il padre e con un amico, raccontando quello che le avrebbe detto il Cavaliere per evitare di far scoppiare lo scandalo. La Procura però stava indagando e anche le sue telefonate sono state intercettate, svelando retroscena sul caso della ragazza per cui l’ex premier è indagato per il reato di concussione e di prostituzione minorile.
Gli audio delle telefonate sono già finiti online sul sito di Repubblica e di altri grandi quotidiani, come il Corriere della Sera: sono documenti resi pubblici e quindi pubblicabili, anche se dalla Procura di Milano fanno sapere che per le intercettazioni che hanno come interlocutore Silvio Berlusconi si sta indagando per capire come mai siano state rese pubbliche prima dell’autorizzazione della Camera.
Intanto le telefonate di Ruby sono ormai pubbliche e quindi pubblicabili da parte dei media. Si tratta di intercettazioni fatte sul telefono della ragazza nell’ambito delle indagini.
Karima parla e racconta quello che le è successo: è su tutti i giornali per il caso di Berlusconi.
Il 26 ottobre 2010 parla con Grazia, un’amica, e le rivela quanto è successo: il suo nome è sui quotidiani di tutta Italia, “una minorenne con Berlusconi“. L’ha chiamata “Silvio“, poi la sua segreteria e il suo avvocato: il suo caso “supera quello della D’Addario e della Letizia (Noemi n.d.r) perché tu eri proprio minorenne“. Le ha detto “cerca di fare la pazza e salvami“.
Il 26 ottobre Ruby parla anche con il padre. Il dialogo si tiene in arabo: la ragazza racconta al padre di essere uscita su un giornale importante, almeno solo il nome, riguardo alll’incontro con Berlusconi. Sta parlando con l’avvocato proprio di questo e al padre dice che il legale le ha riferito le parole di “Silvio”: “Dille che le pagherò il prezzo che vuole, l’importante è che chiuda la bocca, che neghi il tutto, che dica pure di essere pazza ma l’importante è che lei mi tiri fuori da tutte queste questioni, che io non ho mai visto una ragazza di diciassette anni, o che non è mai venuta a casa mia“.
Il 28 ottobre Karima parla con un’amica siciliana, Antonella e si vanta di essere su tutti i giornali d’Italia come “amante di Silvio Berlusconi“. Dice che tutti ora le vogliono bene, perché sanno che “beccherà dei soldi“. Ruby racconta di come Silvio le abbia detto di essere disposta a “ricorpirla d’oro” purché stia zitta e svela che “va a casa sua” da tempo, da un anno. “La gente vede una bella ragazza a casa di Silvio e pensa subito male“. Parla anche di soldi, di “47mila euro alla settimana” anche se nega di aver fatto sesso. L’amica le consiglia di raccontare ai media che l’assillano la sua versione dei fatti, ma Ruby risponde che “deve aspettare che lui le faccia il discorso” e poi potrà parlare ai giornalisti, anche perché “lui è pazzo di me“.
Sempre lo stesso giorno c’è un’altra telefonata con un’altra amica, preocupata. Ruby però si dice tranquilla, che non le faranno niente perché lui le darà tutti i soldi che vuole, “l‘importante è che passi per pazza e che non racconti la verità “, visto che il suo caso è come quello di Noemi Letizia solo che lei è minorenne.
È la volta poi dell’amico Sergio: “I giornalisti stano scrivendo ma le notizie vere non ce l’hanno“, gli confida a proposito del suo affidamento a una comunità dopo il fermo in Questura. Lei è a casa di Lele (Mora n.d.r) e ripete ancora la stessa cosa: non è preoccupata perché Silvio la ricoprirà d’oro e che con il suo avvocato ha “chiesto 5 milioni di euro per passare da pazza e lui ha accettato“.
20 aprile 2012 – Berlusconi: “Le ragazze si esercitavano col burlesque”
L’ex Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, si è presentato questa mattina al Tribunale di Milano per partecipare all’udienza del Processo Ruby nel quale è imputato per prostituzione minorile e concussione. Più delle testimonianze dei poliziotti che gestirono l’affidamento di Ruby Rubacuori hanno fatto scalpore le dichiarazioni di Silvio Berlusconi.Come sempre gli accade, quando va al Tribunale di Milano, l’ex Presidente del Consiglio si è fermato a chiacchierare con i giornalisti ai quali ha consegnato la sua versione dei fatti. Innanzitutto ha ribadito che questo processo è “Uno spreco di denaro pubblico” e che l’unico risultato che ha ottenuto è aver distrutto la vita delle ragazze coinvolte e per questo, “Mantengo queste ragazze perchè hanno avuto la vita rovinata da questo processo. Hanno perso il fidanzato e forse non lo troveranno più. In alcuni casi i genitori delle giovani hanno chiuso il loro esercizio commerciale”.
Silvio Berlusconi, poi, è voluto tornare sulle famose serate al Bunga Bunga che in realtà erano solo delle cene eleganti che qualche volta prevedevano un dopo cena molto particolare. Niente festini e spogliarelli ma solo, “Si scendeva nel teatro, che è la vecchia discoteca dei miei figli, in un’atmosfera di simpatia, gioiosità , divertimento”, ma ancora più clamorosa è la spiegazione dei travestimenti delle ragazze, che Berlusconi ha ammesso, “È vero, le ragazze si travestivano, anche da poliziotto, ma lo facevano perché si trattava di gare di burlesque”.
Insomma Silvio Berlusconi ha ribadito per l’ennesima volta che il famoso Bunga Bunga non era altro che un ritrovo di amici e belle ragazze che qualche volta si esibivano in spettacoli stile rivista o al massimo in qualche innocente scena di burlesque. Prima di lasciare la compagnia dei giornalisti l’ex premier si è voluto soffermare anche sulle cosiddette “pentite” del Bunga Bunga dicendo, “Mi sembra che abbiano imparato una parte a memoria e le loro testimonianze siano tutte uguali”.
27 febbraio 2012 – Poliziotto: “Mi disse di voler chiamare il presidente
Continuano le testimonianze degli uomini della Polizia al processo Ruby. Alla ripresa è il turno dell’assistente della Polizia Antonio Leanza, in intervenuto per sedare una lite tra Karima El Marough “Ruby” e Michelle Conceicao, nell’appartamento della brasiliana in via Villoresi a Milano lo scorso 5 giugno verso le 6 del mattino. “Ruby mi disse che avrebbe potuto chiamare il presidente per chiedergli aiuto“, racconta l’agente. Fu la ragazza all’epoca minorenne ad aprire ai poliziotti accogliendoli semi svestita, con solo un perizoma, mentre accusava la Conceicao di essere la sua affidataria. Diversa la versione data dalla brasiliana agli agenti a cui disse che Ruby era affidata a”una persona importante, in vista“.
Il poliziotto ha spiegato di essere intervenuto quella mattina dopo la chiamata dei vicini per una tremenda lite scoppiata tra le due. La giovane marocchina raccontò di essere stata aggredita dalla brasiliana che aveva “tentato di strangolarla con il guinzaglio del cane”: Ruby aveva graffi, lividi e un segno sul collo. L’appartamento era poi in pessime condizioni, con cassetti e armadi aperti e vestiti sparsi per terra, piatti sporchi e feci del cane per terra.
A quel punto Ruby fu prelevata e portata in ospedale in stato di agitazione e disse ai poliziotti che avrebbe potuto chiamare “una certa sua conoscenza con un certo presidente, una persona importante“, ma che era senza cellulare.
La giovane confessò anche di essere stata costretta dalla brasiliana a “pratiche sessuali con i suoi clienti“, senza rapporti completi, ma con spogliarelli e “toccamenti”.
Il pm minorile a giugno vietò con fermezza che Ruby venisse affidata a Nicole Minetti, come invece accadde quella notte di maggio. I giudici stabilirono che sarebbe stata affidata ai medici e che le venisse vietato ogni contatto con terzi, individuando una struttura a cui affidarla.
Lo conferma anche il sovrintendente di Polizia Massimilano Ranaldi, presente quella mattina con Leanza che chiarisce il divieto assoluto da parte dei pm di affidare Ruby alla Minetti perché “resa inottemperante alla gestione della minore determinandone una situazione di pericolo“. Dopo quella notte infatti la ragazza tornò dalla Conceicao.
Sono stati sentiti anche i poliziotti del commissariato di Taormina che fecero gli accertamenti sull’identità di Ruby a seguito del furto della notte tra il 27 e il 28 maggio. Il sovrintendente Emilio Imperatore ha spiegato di aver sentito per telefono i colleghi di Milano perché gli accertamenti da fare erano particolarmente delicati “per interessi nazionali“.
Si doveva controllare la parentela dichiarata dalla ragazza con l’allora presidente egiziano Mubarak. Effettuati i controlli, come confermato anche da Giuseppe Caico e Giovanni Trimarchi, rispettivamente ispettore capo e assistente capo, i genitori ribadirono l’assoluta estraneità di parentela con il presidente egiziano: “Assolutamente no, guardate che siamo marocchini“.
13 febbraio 2012 – Silvio mi aiuterà a diventare carabiniere
Si aggiorna il processo Ruby con la testimonianza del poliziotto Ermes Cafaro che il 27 maggio portò la ragazza in commissariato. Secondo la sua dichiarazione, Karima El Mahroug alias Ruby gli disse che voleva fare il carabiniere e, quando le fece notare, che le mancavano anche in documenti, la risposta fu semplice. “Mi disse che ci avrebbe pensato Silvio a farle avere i documenti, disse che l’avrebbe aiutata perché era la nipote di Mubarak“. Quando però le disse che sarebbe dovuta essere affidata a una comunità perché minorenne o rimanere in Questura, iniziò a piangere chiedendo di andare a casa a prendere gli effetti personali.
Dopo il fermo infatti il pm dei Minori Annamaria Fiorillo diede disposizioni all’agente di polizia quando la notte del 27 maggio le telefonò in merito al fermo della ragazza, all’epoca minorenne. Il pm dispose che venisse affidata a una comunità e, nel caso non si fosse trovata, di trattenerla in Questura fino al mattino.
Nella sua testimonianza, Caffaro rivela che Ruby gli parlò della festa di San Valentino ad Arcore con uomini e donne che “si spogliavano“, delle avances sessuali che arrivavano da “Silvio” e della busta con 15mila euro avuta come regalo per quella serata. Una nottata indimenticabile con il caos che si scatenò in commissariato quando arrivarono le pressioni per affidarla a Nicole Minetti, “qualificatasi come ‘segretaria’ del presidente del Consiglio” e i dubbi che la ragazza fermata fosse davvero chi diceva di essere.
L’agente però riferisce come la ragazza sottolineò più volte di “essere la nipote di Mubarak“, ma poi, sorridendo, confermò che lo stesso Berlusconi sapeva che non era egiziana. “Ma come fa una ragazza marocchina ad avere documenti egiziani?” disse Ruby al poliziotto. La difesa è anche intervenuta a queste rivelazioni, ma la corte l’ha respinta e ha fatto proseguire il teste.
Si torna al festino di San Valentino a cui arrivò perché portata da Lele Mora. Uomini e donne si spogliavano e lei era a disagio, racconta Caffaro a cui la ragazza rivelò di aver ricevuto le “attenzioni” di “Silvio”, senza specificare di che genere. “Io volevo andare via e Berlusconi si meravigliò che mi fossi tirata indietro“. Ruby ha poi confessato al poliziotto che l’ex premier non sapeva che era minorenne, ma Mora sì.
La testimonianza si conclude con il racconto di quanto avvenne dopo, quando telefonò al collega a cui aveva passato il caso alla fine del turno per sapere se aveva bisogno di una mano. “Mi aveva detto che c’erano persone che si erano presentate in Questura e di telefonate e pressioni in merito alla minore, la quale a differenza di quanto era stato detto dal pm minorile era stata affidata a un’altra persona“, dice Caffaro riferendosi alla chiamata giunta dalla presidenza del Consiglio e all’affidamento a Nicole Minetti. Alla domanda se il collega parlò di “pressioni”, l’agente ha confermato.
Prossima udienza il 17 febbraio, quando è attesa la testimonianza di Marco Landolfi, che portò Ruby dal commissariato Monforte alla Questura e seguì tutta la vicenda, tra il 27 e il 28 maggio.
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Ven 11/05/2012 da Lorena Cacace in Bunga Bunga, Karima El Mahroug, Processo, Processo Ruby, Ruby Rubacuori



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Berlusconi lo ha detto”sto aiutando quelle ragazze diffamate in seguenza al Processo Ruby.
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