Processo breve, nuova tensione Pdl: i finiani “No ad amnistie mascherate”

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I finiani Briguglio, Granata e Bocchino

Silvio Berlusconi ha chiesto al Pdl una tregua con i parlamentari seguaci del presidente della Camera, Gianfranco Fini, confluiti in Futuro e libertà per l’Italia. Ma la nuova polemica arriva subito dopo la mano tesa del premier e riguarda un tema caldissimo come il processo breve, priorità del governo al rientro dalla pausa estiva:processo breve: “Non accetteremo mai una norma retroattiva che sarebbe un’amnistia mascherata che cancellerebbe migliaia e migliaia di procedimenti in corso. Il testo uscito dal Senato aveva suscitato fortissime perplessità nel presidente Fini e in tutti noi e siamo fermi su queste posizioni” ha detto il deputato Fli Fabio Granata, intervenendo ai microfoni di CNRmedia.

“Un tema questo molto delicato su cui vogliamo discutere e abbiamo il diritto di discutere. Abbiamo il diritto e il dovere di portare avanti le nostre idee. Lo abbiamo fatto con la creazione dei gruppi parlamentari e con Generazione Italia” ha aggiunto Granata. “Agosto ha segnato delle divisioni molto nette. Se tutto questo si trasformerà in un partito dipende dalla nostra volontà, certamente, ma anche da come si evolverà la situazione politica” sottolinea ancora il deputato vicino a Fini.

Sembra che la riunione del collegio dei probiviri del Popolo della libertà, prevista per il 16 settembre, in cui si doveva parlare del deferimento di Briguglio, Bocchino e Granata sia confermata (in un primo momento le indiscrezioni interne al partito di Berlusconi la davano per smentita). I “ribelli” di Fli sono incalzati dal leader Idv, Antonio Di Pietro che li invita ad avere il coraggio di “andare avanti”.

Fonte | Corriere

Mer 01/09/2010 da Andrea Paternostro in

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