Processo Breve: contrari i parenti delle vittime dell’Aquila e di Viareggio

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Il processo breve non piace alle famiglie delle vittime delle grandi tragedie che hanno colpito negli ultimi anni il nostro paese. Sono contrari alla proposta di legge di Angelino Alfano e Silvio Berlusconi i parenti delle vittime del terremoto in Abruzzo, ai quali si aggiungono i famigliari che hanno perso qualcuno di caro nell’incidente della stazione ferroviaria di Viareggio o i parenti delle vittime di mafia, di chi ha perso la vita sul posto di lavoro o a causa delle case realizzate con l’amianto. Loro vogliono giustizia per i loro cari che non ci sono piu’: e dicono no al processo breve.
A causa delle norme contenute nel testo del processo breve, infatti, rischiano di non essere celebrati non solo i processi di Silvio Berlusconi, ma anche quelli che riguardano queste grandi tragedie. E loro, ovviamente, non ci stanno: il prossimo 13 aprile saranno a Roma, prima davanti alla Camera dei Deputati e poi davanti al Pantheon, per chiedere sostegno ai cittadini per una legge che trovano ingiusta e che non darebbe giustizia ai loro cari.
Gianfranco Mascia del Popolo Viola sottolinea che “Berlusconi continua ad andare avanti con le sue leggi ad personam e non si preoccupa delle migliaia di processi che verranno prescritti per salvarlo dai suoi processi“. E tra questi ci sono i procedimenti nei confronti del terremoto in Abruzzo, della strage di Viareggio, dei crac della Parmalat e della Cirio, delle morti sul posto di lavoro, oltre che il processo Eternit di Torino e quello che riguarda i rifiuti a Napoli. Grandi tragedie dei nostri tempi, che otterranno mai giustizia?
Mar 12/04/2011 da Patrizia Chimera in Crac Parmalat, Incidente, Intercettazioni, Mafia, Morti Bianche, Processo, Terremoto











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