Prigione di Guantanamo: canzoni usate come tortura
Britney Spears puo’ essere uno strumento di tortura? Pare proprio di si. Nella tanto discussa Prigione di Guantanamo, infatti, pare che tra i metodi di tortura ci fosse proprio quello di far ascoltare notte e giorno a tutto volume alcune canzoni americane. Molti gli artisti famosi utilizzati per dare tormento ai prigionieri.
Un gruppo di cantanti ha chiesto ufficialmente a Barack Obama di rendere note le canzoni che venivano utilizzate come tortura a Guantanamo. A fare questa richiesta Rosanne Cash, figlia di Johnny Cash, Trent Reznor dei Nine inch nails, i Roots e molti altri ancora.
Si parla di Britney Spears, Bruce Springsteen, Eminem, Metallica, Prince e molti altri ancora. Il gruppo di musicisti e’ davvero allibito: “Siamo disgustati dal fatto che la musica sia stata impiegata in crimini contro l’umanità. Sappiamo che Obama ha posto fine alle torture, ma occorre fare luce su di esse e chiudere Guantanamo“.
Ed ecco le canzoni che si sospetta siano state usate come tortura per i prigionieri di Guantanamo: “Born in USA” di Bruce Springsteen, “American Pie” di Don McLean, “Sesame street“, dalla serie televisiva per l’infanzia, “We are the champions“» di Queen, “March of the pigs” dei Nine inch nails e “The real slim shady” del rapper Eminem.
“Di solito i detenuti sono stati costretti ad ascoltare musica rap e country, nonché gruppi di heavy metal la musica più lacerante, che ferisce maggiormente i nerviSusan Cusick, insegnante di musica, che ha intervistato degli ex detenuti di Guantanamo. “È una tortura che serve a fare parlare o a punire le vittime e può farle regredire a una condotta infantile“.
Nel video qui sopra un’esibizione live di Britney Spears.







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