Premio Nobel per la pace Liu Xiaobo, la moglie agli arresti domiciliari

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liu xia twitter

La moglie di Liu Xiaobo, dissidente cinese al quale gli è appena stato assegnato il Nobel per la Pace, ha fatto sapere da Twitter di essere agli arresti domiciliari. Liu Xia era infatti scomparsa nella giornata di venerdì quando, assieme al fratello minore, era stata vista allontanarsi dalla sua casa di Pechino scortata dalla polizia; da quel momento i telefoni cellulari dei due sono sempre risultati irraggiungibili. Ora il messaggio della donna che, tramite Twitter, ha fatto sapere di stare bene anche se agli arresti e di non poter usare il telefono: “Amici miei, sono tornata a casa. L’8 ottobre sono stata messa agli arresti domiciliari. Non so quando potrò vedere qualcuno. Il mio cellulare è fuori uso e non posso effettuare nè ricevere chiamate” ha scritto.

Quest’anno l’assegnazione del Premio Nobel per la Pace ha creato molto clamore, soprattutto in Cina; il paese ritiene infatti un’oscenità l’assegnazione del prestigioso riconoscimento a Liu Xiaobo, professore di Letteratura in prigione dal 2008 perché tra gli autori di “Carta08″, un documento favorevole all’introduzione della democrazia nel paese. Dopo la notizia dell’assegnazione del Nobel, anche la moglie Liu Xia era scomparsa nella giornata di venerdì, dopo essere stata vista scortata dalla polizia; la donna ha poi fatto sapere di essere riuscita a incontrare il marito, non si sa ancora se in prigione o in qualche località segreta come ha scritto un giornale taiwanese, e di avergli detto dell’assegnazione del premio di cui non sapeva nulla.

Un gruppo americano che lotta in difesa dei diritti umani, Freedom Now, ha fatto sapere che Xiaobo ha deciso di dedicare il Premio ai “martiri di Tiananmen”. La tensione in Cina resta comunque molto forte: molti professori, blogger e avvocati per i diritti umani sono stati bloccati dalle forze dell’ordine in tutto il paese per aver solo espresso la loro soddisfazione riguardo l’assegnazione del Nobel mentre la stampa locale ignora la notizia; sono solo due i giornali che ne parlano, il Quotidiano del Popolo e il Global Times che, entrambi nelle loro edizioni in inglese, hanno scritto che “La controversia in Occidente sulla condanna di Lu Xiaobo non è basata su preoccupazioni legali, stanno cercando di imporre alla Cina i valori occidentali“.

Fonte | Corriere della Sera

Lun 11/10/2010 da Eleonora Gionchi in ,

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