Pordenone, insegnante licenziato perche’ parla napoletano in classe

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Un insegnante campano e’ stato licenziato a Pordenone perche’ parlava in dialetto. Questa vicenda riguarda un maestro, che era stato chiamato per fare una supplenza in una scuola elementare della citta’ friulana: secondo quanto riportato dal Messaggero Veneto, questo docente di 40, con origini campane, e’ stato allontanato dalla scuola, dove prestava servizio, come supplente, in due classi dello stesso istituto, perche’ parlava in dialetto con gli alunni. Pare, infatti, che ogni tanto usasse espressioni e parole campane: fatto che non e’ stato gradito dai genitori degli alunni che, arrivati a casa, raccontavano quello che succedeva in classe.

Secondo quanto riportato dai media locali, l’insegnante campano e’ stato allontanato dalla scuola dove prestava servizio come supplente, perche’ le sue espressioni in dialetto campano procuravano sconcerto negli alunni e non permettevano loro di capire quello che il maestro stava dicendo. La protesta dei genitori degli alunni che frequentavano le sue classi e’ stata accolta dalla dirigenza scolastica, che non ha rinnovato il contratto di lavoro al supplente.

Stefano Caravelli, responsabile del Centro Servizi Amministrativi di Pordenone, ha annunciato che il contratto di lavoro non e’ stato rinnovato al suo termine “per manifesta incapacità didattica in un docente non abilitato“, escludendo categoricamente che questa incapacita’ sia legata ad eventuali problemi linguistici del docente.

Immagine presa da:
www.taranakicareers.co.nz.

Fonte | Ansa

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Diablo -the original-
Diablo -the original- 12 marzo 2010 22:36
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Giustissimo provvedimento! A scuola va imparato l’italiano e non il dialetto. Inoltre quello napoletano fa proprio ribrezzo: non si capisce veramente niente! sembra un’altra lingua non derivata dall’italiano e inoltre i napoletani non fanno nulla per nasconderlo. Ho parlato con persone di tutta italia e quando si ha una conversazione formale un po tutti cercano, si sforzano, di parlare ITALIANO… i napoletani NO! I napoletani parlano SEMPRE in napoletano!

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Danilo De Luca 13 marzo 2010 01:12
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Innanzitutto il Napoletano non è un dialetto ma una lingua, quindi non vedo perché vergognarsi e occultare la propria tradizione linguistica. Una lingua, per giunta, arricchita dall’arabo, dal latino, dal greco, dallo spagnolo. Poi questa è una discriminazione, in quanto integrare il proprio lessico con espressioni del proprio dialetto (ma dialetto, lo abbiamo già detto, non è) non compromette affatto l’efficacia della didattica.
Signor Diablo, inoltre, Le confesso che a me fa ribrezzo ben altro, non certo la musicalità della lingua napoletana. Ah, ma Le hanno mai spiegato che l’Italiano va insegnato e non certo va imparato? Ah, La prego anche di sforzarsi di porre l’apostrofo su “po”. Sa, non mi sarei mai permesso di invitarLa a notare queste mancanza, ma stiamo parlando di purezza della lingua, e Lei che ne è un sostenitore non può certo esimersi dal darle linfa.

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Danilo De Luca 13 marzo 2010 01:13
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*Queste mancanze

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Diablo -the original-
Diablo -the original- 13 marzo 2010 12:47
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Curioso vedere come certi “puristi della lingua” vadano a puntualizzare certi minuscoli errori derivanti dalla scrittura su tastiera (cosa che invita ad esprimere velocemente e senza tanti ripensamenti il proprio pensiero, aumentando la posibilità di commettere errori) e poi difendano un DIALETTO! Perchè di dialetto si parla… non so quando il napoletano è diventata una lingua… ma daltronde i napoletani vogliono fregare il mondo intero con i loro raggiri e le loro truffe, quindi è più che logico pensare che vogliono far credere che la loro è una lingua e non un dialetto!
Ma andate a lavorare tutti quanti invece di cercare di fregare il prossimo in ogni modo possibile ed immaginabile. Il 90% dei napoletani sono truffatori ed il restante 10%, sicuramente onesto e perbene, o viene soggiogato dalla maggioranza o ne diviene parte!
Questa è la realtà! Che il napoletano rimanga confinato a Napoli! Sta bene li. Nel resto dell’Italia non lo vogliamo! Musicalità del dialetto? Ce la vedete solo voi napoletani la musicalità! Io ci trovo solo cafonaggine e totale mancanza di integrazione… come il romano d’altronde, ma almeno quello è divertente da ascoltare! Sono discriminatorio? Certo! Vorrei ben vedere… ne ho viste, sentite e vissute troppe di storie “napoletane”. Siete voi stessi a costruire la vostra immagine nel mondo. Dovreste farvi un bell’esame di coscienza prima di parlare!

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Anonimo 13 marzo 2010 13:32
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Il dialetto È una lingua. E, indovina un pò, non sono napoletana. Vergognati, non solo per il tuo razzismo, ma anche per la tua ignoranza manifesta.

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Anonimo 13 marzo 2010 15:00
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In una scuola e’ importante FARSI CAPIRE per poter INSEGNARE agli alunni. Me ne frego se e’ una lingua o un dialetto, FATTO STA’ che in quella scuola non lo capiva NESSUNO, quindi, NON ANDAVA BENE, chiaro?

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Anonima 2 aprile 2010 17:49
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Non voglio entrare nella discussione sul dialetto, ma vorrei ricordare al signor Diablo che, oltre al comunissimo “indicativo”, esiste anche il “congiuntivo”, modo usato per esprimere dubbio, possibilità, etc. Glielo avranno sicuramente insegnato i suoi Docenti di lingua italiana non napoletani, vero?

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Diablo -the original-
Diablo -the original- 14 marzo 2010 00:00
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Il dialetto è una “varietà linguistica” non una lingua. E’ un sottoprodotto di una lingua e, nel caso del napoletano, “sottoprodotto” si addice particolarmente.
Sono ignorante e razzista? Sicuramente lo sono meno di quei veri ignoranti e farabutti dei partenopei. E poi, ripeto, non faccio altro che esprimere FATTI non opinioni: ogni giorno si sentono in tv truffe, raggiri, imbrogli, illegalità di ogni genere e un buon 70% viene da Napoli e dal sud in generale…. ergo! Se difendi strenuamente le tue idee nonostante i fatti dimostrino il contrario significa che sei una che non è mai stata “toccata” da qualunque tipo di illegalità o truffa. Altrimenti saresti di opinione contraria. Bye…

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Danilo Domenico De Luca 14 marzo 2010 02:09
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Innanzitutto, mi permetta di dirlo, i suoi errori sono un vero e proprio affronto alla grammatioca italiana, veramente qualcosina di molto diverso da errori di battitura (ah, una nota merita anche l’altro utente che scrive “fatto sta’ (!!!) che a scuola si insegna l’Italiano” -e mno male!)
Poi Le dimostro che il napoletano è una lingua, in quanto ha una letteratura, una grammatica ed era la lingua di uno stato (Il Regno delle due Siciilie). Riguardo le percentuali, poi, che Lei ha snocciolato non so con quale presunzione, La invito a riflettere sul fatto che tre tra le cinque più alte cariche dello stato sono occupate da meridionali(Schifani, Napolitano, Amirante); così 9 giudici su 15 della Corte Costituzionale sono laureati alla Federico II di Napoli. Quindi posso solo invitarLa ad evitare di riferire in pubblioo determinate cose, perché una persona che ha studiato un po’ più di lei (e non mi pare che ci voglia così tanto) potrebbe coprirla di ridicolo davanti a tutti. Ora La saluto che è arrivato per me il tempo di compiere il mio crimine quotidiano, come è nella natura dei partenopei!

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Anonimo 14 marzo 2010 06:03
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Bla bla bla, quando non si hanno valide argomentazioni con cui controbattere si offende l’altrui immagine, tipico.

Il problema non e’ il napoletano, ma il fatto che nessuno in quella scuola lo comprendeva, per poter insegnare e’ indispensabile farsi comprendere, e’ una logica inattaccabile e lei non puo’ scardinarla semplicemente contando gli errori grammaticali altrui allo scopo di farli apparire meno intelligenti di lei.
Scacco matto.

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Danilo De Luca 14 marzo 2010 14:21
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Qui le argomentazioni altrui sono poca cosa, dato che si citano dati assurdi e denigrandi, ed inoltre si riduce il napoletano a dialetto. Il giornale riportava di una frase in napoletano, forse assettateve piccerille, che avrebbe compromesso la carriera del professore. Una frase adottata come pretesto per licenziare il professore e per compiacere il razzismo dei consociati.
Inoltre, io rilevo gli errori altrui quando questi personaggi si scannano per difendere la purezza della lingua, ignorando che la Federico II, assieme alle università di Roma, Firenze, Bologna, Torino e Palermo, ospita la migliore tra le facoltà di lettere e filosofia.

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Diablo -the original-
Diablo -the original- 14 marzo 2010 22:21
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Caro De Luca… vedo con piacere che non sono il solo a pensare che, in mancanza di argomentazioni valide, si cerchi di attaccare l’avversario su altri fronti, anche se questi poco hanno a che fare con l’argomento principale. Cercherò quindi di esprimermi meglio per farle capire come la penso.
Io ho espresso un mio PERSONALE giudizio (ed essendo personale non è certo da prendere come dogma) su quanto riferito nell’articolo, aggiungendoci poi una mia, sempre personale, affermazione.
Affermazione dovuta ad esperienze personali (che lei chiaramente non può aver vissuto).
Chiaramente il mio commento è opinabile ma non certo al punto da offendere la mia persona o il modo di esprimermi… anche perchè stare a sottolineare certe sottigliezze linguistiche mi sembra un comportamento da maniaco ossessivo che cerca di arrampicarsi sugli specchi!
Per quanto mi riguarda il napoletano può essere un dialetto o una lingua: poco me ne importa!
La cosa importante e riconosciuta da tutti (tranne che dai napoletani stessi, mi sembra ovvio) è che quella “lingua” non ha musicalità, non ha comprensibilità e non è nemmeno divertete da ascoltare! E questo è derivato anche dal famoso e universalmente riconosciuto accostamento “napoli-mafia; napoli-malavita; napoli-truffa” che i partenopei si sono saputi crostruire nel corso degli ultimi decenni!
Sono ben felice se a Napoli c’è una delle più eminenti università italiane, ma ciò non cambia che il napoletano resti una “lingua” quasi cacofonica per chiunque la ascolti… napoletani a parte! Inoltre, per quanto riguarda il prestigio di quell’università, visto il contesto in cui si trova, è pari al piantare un fiore in un campo di letame!
Così come non cambia nulla se alcune delle piu alte cariche dello stato sono napoletane: cosa c’entra con la “lingua” napoletana? Sono persone che hanno saputo spiccare (c’è poi da vedere come…) ma non cambiano il fatto che il napoletano sia una “lingua” incomprensibile e che mal si adatti al normale colloquio di tutti i giorni… tranne per i napoletani.
Infine non se la prenda per i miei “dati assurdi”: non li ho inventati ma sono il risultato della deduzione logica derivante dalla somma dell’immane quantità di notizie relative a truffe, inganni, attività malavitose e chi piu ne ha piu ne metta, che hanno come mittente l’ormai famosa città! Non è immaginazione ma semplice realtà.
Se lei appartiene alla “napoli bene”, ne sono felice, e dovrebbe essere felice anche lei di non appartenere a quella feccia che la circonda… ma ammettere che non c’è o che non c’è mai stata solo perchè a napoli c’è una famosa università o perchè il capo dello stato è napoletano… bhe, è come avere le fette di prosciutto sugli occhi.
Saluti.

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Danilo De Luca 15 marzo 2010 14:38
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Qui occorre precisare qualcosina, perché altrimenti sembra che sia io il p**** che blatera sciocchezze.
Innanzitutto mi preme rispondere con chiarezza al quesito fondamentale esplicitato dall’articolo, e cioè il licenziamento ingiusto di un insegnante dovuto a manifesto razzismo. Ingiusto, perché l’adozione di intercalari nella propria lingua/dialetto non inficia affatto l’efficacia della didattica, dato che la comunicazione non viene alterata; se l’insegnante in questione fosse stato inglese, tedesco o francese, folle di genitrici soddisfatte della ottima qualità del servizio avrebbero manifestato piena gratitudine al dirigente scolastico per l’approccio poliglottico, ma invece è Napoletano, quindi niet. Razzismo per giunta già manifestato in altri modi, e quindi non occorre molto per comprendere la vera causa del licenziamento
Ora passiamo ad altri punti.
Diablo, Lei ha detto che il Napoletano Le sembra un’altra lingua, non derivata dal napoletano, e questo avrebbe compromesso l’esito del percorso didattico. Strano, però, che un intercalare reprima le potenzialità del pupo, ma la Lega è ostinata nel richiedere l’insegnamento del dialetto a scuola: un’esclamazione napoletana può far danni mentre un dialetto locale, tipo quello Lombardo o Friuliano, assai dissimili dall’Italiano, giovano?
Poi Lei ha detto che il Napoletano le fa orrore e che la sua musicalità è percepita, forse per campanilismo, dai soli napoletani, strano, però, che la canzone napoletana sia conosciuta e apprezzata in tutto il mondo, e che i più grandi interpreti si siano cimentati in questo genere; il teatro e la poesia napoletana, poi, hanno un’illustre tradizione.
Ritiene, poi, fuorviato da chissà quali libelli di pessima sociologia, che Napoli sia popolata da un 90% di delinquenti e un 10% di eroici cittadini, ai quali non resta che scappare via o adattarsi. Qui occorre precisare che Napoli, come tutto il meridione, soffre una grave crisi sociale, dovuta all’assenza di una classe di produttori che sappia conferire alla economia una valore sociale, ma ciò perché c’è la criminalità organizzata, che reprime ogni possibilità di sviluppo economico e sociale, e non c’è uno Stato capace di fronteggiarla (mi verrebbe da pensare al buon Matteo Savini, espressione di uno Stato che abbandona il Sud); ma la percentuale 90% è del tutto errata: come ovvio, Napoli è popolata da una percentuale di persone perbene, ma il brutto fa più notizia sui giornali. Lei, poi, voleva provocarmi, affermando che i meriti di di qualche istituzione si sarebbero persi in un mare di letame: queste istituzioni, proprio perché funzionano perfettamente in un contesto disagiato, producono eccellenze che si impongono su tutto il territorio nazionale (9 giudici campani su 15 della Corte costituzionale significano un monopolio campano della scienza giuridica).
Ah, vuole sapere perché Le ho fatto notare i suoi indicibili errori di ortografia? Perché Lei con presunzione ha giudicato ignoranti i napoletani, manifestando però il più totale disprezzo anche per l’Italiano.

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Anonimo 16 marzo 2010 02:58
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Mi dispiace dirlo, ma il suo ragionamento e’ chiaramente prevenuto, menziona solamente cio’ che le fa’ comodo allo scopo di avvalorare le sue tesi e tralascia volutamente aspetti che possono contraddirla.

Un esempio?

1) Non puo’ essere sicuro al 100% che sia stato un caso di razzismo, l’articolo menziona anche indagini fatte dall’ispettorato ministeriale (”Sono venuti fuori refusi linguistici e lezioni abborracciate”), quindi, perche’ non ha menzionato che la causa del licenziamento potrebbe non essere esclusivamente legata al fatto che ha detto: ”assettateve piccerille”? Chiaramente un ragionamento prevenuto.
Sono d’accordo sul fatto che potrebbero aver cercato i peli sul uovo per avere un pretesto di licenziarlo, ma se non fosse cosi’? Se era davvero un incompetente? Ha modo di dimostrare la sua tesi? No, ovviamente.
Personalmente, credo che se un bambino arriva a criticare male un professore per come parla, deve avere un buon motivo, perche’ non sono cose che capitano sovente.

2) La proposta di insegnare il dialetto nelle scuole era esclusivamente per le regioni dove esso viene parlato, non mi risulta che si parli il napoletano a Pordenone, le pare?
Se poi lei reputa che insegnare il napoletano possa giovare, e’ esclusivamente una sua opinione, probabilmente legata al suo interesse per la suddetta lingua, non un dato di fatto.

3) Non puo’ negare che a Napoli il livello di criminalita’ e incivilta’ raggiunge livelli da fantascienza rispetto altre citta’ italiane.
Esempi?

http://www.haisentito.it/articolo/napoli-in-spiaggia-con-il-morto-tra-l-indifferenza/16891/
http://www.haisentito.it/articolo/napoli-omicidio-davanti-alle-telecamere-il-video/18633/
http://www.haisentito.it/articolo/droga-nel-menu-di-un-ristorante-nella-provincia-di-napoli/11673/
http://www.haisentito.it/articolo/emergenza-rifiuti-in-campania-la-condanna-dell-unione-europea/22081/
http://www.haisentito.it/articolo/natale-2009-ragazzini-rubano-l-albero-di-napoli/19717/
http://www.youtube.com/watch?v=9BJThn0IDrY (Traffico a Napoli)

Sono solo alcuni dei TANTISSIMI che potrei mostrarle, vuole che continui? Le risulta che esistono altre citta’ italiane dove si raggiungono questi livelli di degrado e incivilta’? Come vede, non mi sono limitato a elencarle comuni omicidi o furti (quelli capitano dapperttutto), ma veri e propri casi di mancanza di dignita’ umana, come le persone che rimangono impassibili di fronte a una persona che sta’ annegando e implora aiuto.

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Diablo -the original-
Diablo -the original- 15 marzo 2010 17:34
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Senta De Luca… io non so per quale ragione abbia intrapreso questa sua “battaglia” contro un mio personale -e sottolineo ancora PERSONALE- giudizio espresso in un’articolo che è stato quasi immediatamente dimenticato da chiunque lo abbia visto (altrimenti si sarebbero alternati tanti altri commenti).
Non capisco le ragioni per cui debba per forza voler affermare che io abbia torto e lei ragione quando, su internet, io e lei siamo nessuno.
Non capisco perchè c’è gente che crede che quello che si scrive su queste pagine sia oro colato e che rispondere a tono, facendo valere diritti e doveri, sia importantissimo quasi quanto la propria vita.
Internet è solo una raccolta di notizie (vere e false) che permette ad un maggiore numero di persone di fruirne e di commentarle (ed è questo il vero valore aggiunto della rete, al contrario della carta stampata).
Ora, queste premesse portano ad un’unico epilogo: visto che chiunque può esprimere un proprio giudizio è normale pensare che ci sarà maggiore possibilità che ci siano pareri contrastanti o considerati “ingiusti”.
Il mio o il suo sono alcuni di questi. Tuttavia restano sempre e solo pareri personali, che non hanno valenza alcuna al di fuori di queste pagine. E allora perchè prendersela tanto? Perhè cercare di difendere strenuamente un’idea quando il “duello” non può essere faccia a faccia? Ipoteticamente avrei potuto non confrontarmi con la sua risposta, facendo intendere che non me ne importava nulla… e spesso è così che accade in rete, ma io la penso in maniera diversa… tuttavia diverso non significa stupido o “pecorone”.
In pratica sto cercando di farle capire che io non cambierò idea e lei nemmeno, quindi a che pro continuare questa discussione?
Ognuno di noi ha le sue ragioni per affermare ciò che ha scritto e dubito che lei o io cambieremo idea per le parole dell’altro.
Capisca che internet è questo: un posto dove tutti possono esprimere le proprie idee e che, conseguentemente, può generare molto piu caos di quanto non se ne possa creare semplicemente leggendo la carta stampata.
Finiamola qui per piacere e saremo tutti piu contenti.
Saluti.

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Anonimo 16 marzo 2010 22:29
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De Luca ti cito un pezzo di Bennato: hai voglia e parla’ chella gente ca nun vo senti nun te sente ma fall’e’ sfuga’ pecche’ tanto a furia e parla’ s’annozzano ‘ngan

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Ice857 9 aprile 2010 00:14
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sentite, lasciate valutare a chi lo parla il napoletano se è bello o brutto, comprensibile o no… di certo la nostra è una lingua a tutti gli effetti e non un italianetto modificato da intonazioni particolari come il veneto, il milanese etc, degni di chi proviene dalle palafitte… ma vi sentite quando parlate??? il napoletano cacofonico è il massimo che potevate partorire… vi ricordo sempre che prima della conquista del regno di napoli (che non è stata una unificazione) i vostri bisnonni pativano la fame, poi avete preso i nostri soldi, vi siete costruiti le industrie e ora ci mandate solo i rifiuti tossici, siete complici dei nostri camorristi, e mi fate + pena di loro…

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