Pena di morte: in Giappone condannato un ragazzo minorenne

Questa notizia che ci arriva dal Giappone farà sicuramente discutere. Un ragazzo è stato infatti condannato alla pena di morte per duplice omicidio. All’epoca in cui i delitti sono stati commessi, però, il giovane era ancora minorenne. E nello stato nipponico è vietata la condanna alla pena di morte per i minori. Eppure il giudice ha deciso che questo ragazzo dovrà essere giustiziato per i reati commessi.
La sentenza di primo grado aveva condannato questo ragazzo alla pena dell’ergastolo. Ma il giudice della corte d’appello ha commutato la prima sentenza nella pena capitale. “La mancata premeditazione non è un motivo sufficiente per evitare la pena di morte“. Queste le motivazioni di Yasuhide Narazaki, il presidente dell’Alta Corte di Hiroshima. E i media giapponesi gridano allo scandalo.
In Giappone la maggiore età si raggiunge quando vengono compiuti i 20 anni. I condannati minorenni possono essere giustiziati solamente se al momento del delitto hanno compiuto i 18 anni. Ma anche in questi casi la pena capitale non viene mai sentenziata. Tranne in rari casi. Come questo. Il ragazzo protagonista di questa vicenda, infatti, aveva appena compiuto i 18 anni: uccise e violentò una donna di 23 anni, prima di assasinare anche la figlia di appena 11 mesi.
Il marito della vittima commenta così la sentenza: “Non è qualcosa di cui rallegrarsi. Ho accettato la decisione del giudice. C’é una punizione per cui la mia famiglia é stata compensata in una certa misura, anche se i risultati finali sono la morte di mia moglie e mia figlia e dell’omicida. Non é un fatto positivo per la società “. Mentre Amnesty International ribatte: “Ci deve essere una spiegazione perché non poteva essere comminata un’altra punizione“.
Fonte | Repubblica
Ven 25/04/2008 da Patrizia Chimera in Amnesty International, Giappone, Pena Di Morte





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