Il pellegrino dei record è arrivato a Loreto

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Loreto

Nella città di Loreto, conosciuta per il famoso santuario, è arrivato pochi giorni fa un pellegrino davvero fuori dal comune. Pensate che Josè Antonio Garcia Calvo ha intrapreso sei anni fa un lungo pellegrinaggio, per visitare tutti i luoghi sacri del cristiamesimo, dell’islam e del buddismo. Senza mai fermarsi in sei anni Josè Antonio Garcia Calvo ha percorso 70.000 chilometri a piedi.

La decisione di intraprendere questo lungo viaggio arrivò nel 1998, quando il 57enne pellegrino dei record riuscì a sopravvivere al naufragio del peschereccio sul quale lavorava. Josè Antonio Garcia Calvo decise di fare un voto e di portare un ringraziamente in tutti i luoghi sacri dedicate alle diverse religioni. Tra l’Asia e l’Europa 70.000 chilometri sono davvero molti: ma un voto deve essere rispettato.

Dom 08/10/2006 da Patrizia Chimera

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Michele Foni collaboratore del giornale on line www.ghiozzo.it 6 dicembre 2006 18:52
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Mi permetto di inviarvi queste righe che riguardano il “Pellegrino Spagnolo” ed il suo passaggio da Sansepolcro (AR) e che ho pubblicato on line su http://www.ghiozzo.it
Cordialità
Michele Foni

UN ALTRO PELLEGRINO SPAGNOLO A SANSEPOLCRO
di Michele Foni

Siamo intorno all’anno mille (verso la metà del X secolo cioè verso il 950) quando un pellegrino spagnolo ed uno greco che portano sacre reliquie, Egidio ed Arcano, di ritorno dalla Terra Santa si fermano in Valtiberina e in prossimità di una sorgente decidono di seppellire e custodire le sante testimonianze che conducono; intorno a quella sepoltura nasce un rudimentale oratorio che costituisce “le fondamenta” della Città di Sansepolcro. Sarebbe questa, secondo l’antica tradizione trasmessaci per iscritto dal De Largi nel Quattrocento, la leggenda di fondazione della Città. Il luogo esatto scelto dai pellegrini è identificato con la Cappella del Monacato nota anche come Oratorio di San Leonardo (santo francese vissuto prima del Mille, venerato come patrono dei carcerati e custode dei pellegrini).
Dopo circa Mille anni un altro pellegrino spagnolo visita la Cappella; è Josè Antonio Garcia Calvo proveniente dalla regione Spagnola denominata Asturia, il cuoco di bordo miracolosamente rimasto illeso da una sciagura che coinvolse il suo peschereccio nei mari del nord cancellando in un sol colpo tutti i suoi sedici compagni marinai; martedì 05 alle ore 21,00 ha raccontato la sua storia agli “Angeli della speranza” gruppo di giovanissimi della Cattedrale di Sansepolcro nella sala parrocchiale del Vescovado: con padre Luigi del Monastero di Montecasale e i giovani “Angeli” si è poi recato a pregare nell’Oratorio di San Leonardo.
Sansepolcro è solo una tappa del cammino che lo ha portato, rispettando il voto fatto alla Vergine Maria, a percorrere 75.000 km a piedi e a star lontano da casa per più di sei anni per visitare i santuari del Mondo di tre religioni Cattolica Musulmana e Buddista. E’ stato accolto da regnanti, statisti, da **** Paolo II a Roma e dal Dalai Lama in Tibet che lo ha ospitato per circa un mese.
Il pellegrino che ha attraversato a piedi quasi tutti i continenti e che ha fatto parlare di sé i mezzi di comunicazione di tutto il mondo si è fermato a Sansepolcro dalla sera di lunedì 4 alla mattina di mercoledì 6 Dicembre ospite del Comune; in questi giorni, oltre che parlare ai giovani del gruppo della Cattedrale, è stato accolto dal Sindaco della Città, ha raccolto l’affetto di molti privati cittadini ed è intervenuto in una classe terza delle scuole superiori. Josè con semplicità e ironia si è concesso a giovani ed adulti senza lesinare le sofferenze e le paure che lo hanno accompagnato in questo spicchio di vita; ogni volta le lacrime salgono agli occhi ma Josè non si tira indietro e racconta con pudore le drammatiche ore trascorse nelle acque del mare di Norvegia aggrappato ai cadaveri di due amici. Una incredibile protezione che gli impedisce da sei anni a questa parte di rimanere vittima di malattie o anche di un semplice raffreddore lo sta ora conducendo sulla via del ritorno.

La sera del 05 nell’Oratorio di San Leonardo si è stretto per mano, durante la preghiera, ai giovani presenti; il gruppo ha formato una catena compatta e commovente di cui non esistono immagini; noi, che eravamo presenti, avevamo la macchina fotografica ma non volevamo turbare un momento intimo ed individuale che ora possiamo solo testimoniare con la memoria. Josè è Spagnolo come il suo predecessore Egidio che tanto ha segnato la Città di Sansepolcro; la singolare coincidenza arricchisce il cammino del pellegrino che oggi torna a gettare il seme della spiritualità.
Il pellegrino, la mattina del 06 alle ore 7,00 , e ripartito da Sansepolcro in direzione del Santuario de La Verna da cui, poi, inizierà il cammino di ritorno verso la Spagna. Ancora un po’ di strada lo divide da casa: gli ultimi cinquemila chilometri.

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Anonimo 16 agosto 2007 17:12
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non proviene dall’Asturia, ma dalla provincia di Cadice, Andalusia

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Anonimo 14 febbraio 2008 20:03
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L’ ho conosciuto per caso stamattina in Val di Susa. Un essere “diverso” da questo p**** mondo eppure così “dentro”, così totalmente immerso in Paesi e genti, con questi incredibili, straordinari, entusiasmanti 85.000 Km. Sono passate solo poche ore ma so che questo incontro ha cambiato la mia vita, con la consapevolezza folgorante che fede e volontà possono davvero tutto, anche e soprattutto quando sono dissimulate sotto le semplici, quasi dimesse, sembianze di un piccolo, GRANDE, uomo.
14 febbraio 2008

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Paolo 18 febbraio 2008 13:34
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anch’io l’ho conosciuto!!sabato sul treno che portava a Bardonecchia..ha raccontato di aver chiesto ospitalità alla sacra di san michele, però hanno deciso di dargli ospitalità solo se sborsava 25 euro…lui arrabbiato ha deciso di lasciare l’Italia in fretta e furia..infatti era diretto a Lourdes,poi Santiago e infine Fatima dove si fermerà (a quanto ha dichiarato lui :) )

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Andrea 29 ottobre 2008 14:01
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Il 26 ottobre l’ho conosciuto anche io in un bar a padenghe sul garda in provincia di brescia..ha detto che la mattina dopo sarebbe venuto studio aperto ad intervistarlo..dopo aver raccontato la sua triste storia alcuni ragazzi hanno fatto colletta per donargli un pò di soldi..gli abbiamo offerto la cena, gli abbiamo regalato 1 bici e 1 tenda perchè ha detto che gliele avevano rubate..chi l’ha più visto la mattina??però ha lasciato la tenda..chiusa nelle vicinanze del bar..

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Giada 30 novembre 2008 13:40
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ha lasciato in me delusione e rammarico,le bugie a volte hanno le gambe corte…

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Luca 3 dicembre 2008 01:57
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Quello che sto per scrivere non lo rendo noto per guastare la vita a una persona di cui posso anche comprendere la difficile situazione, ma per evitare che a eventuali persone di buon cuore possano capitare spiacevoli sorprese come è accaduto a me incontrando Josè.
Il 3 novembre l’ho incontrato a morbegno, in provincia di sondrio, senza un soldo e senza bici nè tenda, a quanto diceva gli erano state rubate sul lago di garda. L’abbiamo ospitato, nutrito, invitato nelle rispettive case, tutto questo per tre settimane (anche se un paio di volte è partito e poi sempre ritornato senza preavviso) nella sede dell’associazione di cui faccio parte. É riuscito a recuperare una bici nuova, una nuova tenda finché l’ultima notte (l’unica che ha passato da solo, altrimenti sono sempre rimasto io a fargli compagnia), prima di andarsene, si è portato via tutti i 300€ che tenevamo in sede, lasciandola poi aperta e senza consegnare le chiavi nel bar di fronte come ci si era accordati. Da quel giorno non mi risponde più al cellulare, né mi telefona come prima (durante le “false partenze”) era abituato a fare quotidianamente

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Iris 7 dicembre 2008 22:13
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Sono una semlicissima autista delle autopostali della svizzera italiana. Ho avuto l`occasione di conoscere José di persona ieri sera sul cortissimo tragitto tra Airolo ed Ambrì (cà 10 min di viaggio). Ho solo sentito pochissimo della sua storia e del perché è in viaggio. Mi ha fatto vedere il suo libro dove raccoglie articoli e foto che sono stati fatti e scritti di lui e del suo viaggio. Il tempo era pochissimo e ho potuto solo leggere qualche titolo.
Non sapendo quasi nulla di quest`uomo
proseguivo la mia strada verso Bellinzona, oramai senza la sua interessantissima e curiosa compagnia, continuavo a pensare a quel incontro breve, con quella persona misteriosa e speciale. Un incontro che mi ha scosso.
L`indomani (07.12.2008) ho ripreso il mio lavoro alle sette di mattina e sentivo, anzi ne ero sicura di ritrovare questo personaggio. Infatti, l`ho ritrovato dove l`ho lasciato la sera prima. Oggi ho avuto la fortuna di passare un ora con José. Lui aspettava il treno che lo portava al nord della svizzera, causa della tanta neve non aveva altra scelta. L`ora è passata velocissima. Con un semlicissimo abbraccio, uno scambio di energia, una ricarica per entrambi le parti ho dovuto lasciarlo andare per la sua strada. Tutto ciò che non mi ha potuto dire ho percepito standoli vicino. Dentro il mio cuore mi ha lasciato un segno indelebile. José ti ritroverò!

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Peppe massi bea gerri 17 dicembre 2008 02:55
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é arrivato d’improviso alle 11 in punto a goldau(svizzera centrale) disse di arrivare da Einsiden stavo io peppe gerri e bea, iniziò subito nel raccontare la sua storia del pellegrinaggio, sul naufragio e tutta la storia era talmente interessare che ci ha convinto a chiamare la stampa. Era una storia incredibile….passava il tempo e doveva prendere il treno per andare a trovare ricovero dove sapeva lui, intanto era tardi e Comunque facemmo l’intervista, dopo gli abbiamo pagato l’albergo, rinfoccilato , vestito e adeguato il “portamonete”per il lungo viaggio verso lourdes poi santiago poi…. ci salutammo commossi, fieri di di aver fatto bene. Il giorno dopo non ancora aperto gia stava là ad aspettare, attese l’arrivo di tutti noi, si rinfocillò nuovalmente panza e portamonete poi via.
……certo che se il pellegrino dice di andare a pié poi va in bus treno nave e a passaggi che razza di pellegrino, poi tutti questi pianti, giochi e risate un pò di serietà, niente di male ma al pellegrì poca confidenza. Peppe

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Adriano 9 luglio 2009 09:02
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e`stato un momento che ha dell’ incredibile:conoscere Jose un di`a mezzogiorno mentre siamo in pausa del lavoro. Siamo in piazzale Roma a Venezia seduti tra colleghi nella stazio di nostra competenza. E da dietro le frasche del giardino spunta una bici con la bandiera spagnola. “ciao vecio come sea, da dove ti salti fora?”. E da qui con il senso di grande amicizia corredato da una ricca simpatia lo accolgo a casa mia con la felicita`di mia moglie, anchessa spagnola. Rimane a casa con noi per un mesetto, aiutandomi instancabilmente su tutto.
Ed ecco come vuole la prassi, e`sparito ma dimenticando il cellulare, e lasciando la sua preziosa bici. Dalle ultime da casa mia e`passato a Tarvisio a salutare una sua amica. E da qui per la Croazia. Da due settimane non so nulla di lui.
Aggiorniamoci.
Ciao Jose fate vivo.
Adriano 9/7/2009

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Giorgio 17 settembre 2009 11:42
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ieri sera il buon josè era a Fénis in valle d’aosta…che tipo !!! stà bene e abbiamo passato un paio d’ore ridendo e scherzando…al new pixie bar…!!!
Stamattina…non c’è più…
Prosegue il suo pellegrinaggio a quanto pare…direzione cadice…vuol fermarsi stavolta…!!!
Ciao
Giò

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Adriano 10 luglio 2009 00:20
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pensate che dal giorno del suo naufragio non e`salito piu`su una imbarcazione(e te credo). ho avuto il piacere e l’ onore di scorazzarlo con la mia gondola per i canali di Venezia.eccezionale.pensate che ha delle capacita`che non ho mai visto. ciao Antonio sei una persona straordinaria.fatti sentire…siamo preoccupati.
Adriano

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Licia 11 luglio 2009 22:23
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ciao ! anche io ho avuto l’enorme piacere di conoscere josè l’anno scorso verso fine agosto….l’unica cosa rimpiango è di non essere riuscita a salutarlo. Gli avevo dao appuntamento a casa mia per regalargli la mia tenda visto che la sua era rotta..ma non l’ho più visto..spero un giorno di rivederlo…e spero di sapere quando la sua promessa sarà finalmente completata..

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Manu 12 agosto 2009 17:37
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Anche noi l’abbiamo conosciuto in ottobre del 2007 si trovava a Tenero, vicino a Locarno (Svizzera italiana). Gli abbiamo dato ospitalita’. E’ stato un incontro molto emozionante.

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Giusy 21 settembre 2009 20:33
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21 settembre 2009
oggi ho conosciuto Jose’ non credevamo alla sua storia era diretto a vercelli, ed arrivava dal santuario d’ oropa;ho un bar a chiavazza
(BI)e lui mi chiese la strada per….
lo guardai e gli dissi ma in bici, e da li raccontò la sua storia incantando anche i clienti.Una persona simpaticissima e anche se dite che proprio onesto al 100 per cento non lo e’ provate voi a sopravvivere in questo mondo difficile…..auguri JOSE’ e buona fortuna

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Fedemasiado Nasazzi
Fedemasiado Nasazzi 7 ottobre 2009 22:34
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OGGI HO CONOSCIUTO JOSè…A LECCO IN UN BAR.STAVA ANDANDO A FARE UN’INTERVISTA AL TELEGIORNALE PROVINCIALE…MI HA APERTO IL CUORE QUEST’UOMO.è PROPIO VERO CHE FEDE E VOLONTà SONO UN MIXS PERFETTO PER IL BUON VIVERE.

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Anonimo 27 ottobre 2009 16:51
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Conosciuto oggi a verbania, diceva di arrivare da medjugorie ed era diretto in svizzera, ha raccontato tutta la sua storia incredibile dopo dichè ha detto che doveva essere intervistato da studio aperto, insomma racconto tale e quale a quello dei commenti più sopra. Diceva tra l’altro di voler andare via dall’italia al più presto, pare fosse diretto in svizzera, via sempione, per tornare entro due mesi a cadice. In ogni caso buona fortuna.

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Retxc 17 novembre 2009 23:48
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oggi Jose è transitato per Ventimiglia soffermandosi con glia mici templari di compostela. è ripartito verso la Francia diretto i Spagna.

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Anonimo 10 dicembre 2009 14:37
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Ciao a tutti, il 6/12/09 Josè è passato da Savona al bar di mio marito il Caffè Roma, raccontando la sua storia ormai nota a tutti, anche a noi ha parlato della già suddetta intervista di Studio Aperto. Ci ha detto di aver trovato difficoltà a trovare accoglienza da Caritas e croce rossa ed allora gli abbiamo trovato da dormire rifocillandolo.Si stava dirigendo verso Albenga e poi via per Lourdes.Ancora 3 mesi di cammino verso Santiago e poi si sarebbe dedicato a fare il nonno.A noi ha rifiutato soldi e bicicletta ed è stato pronto nella restituzione delle chiavi, non abbiamo nulla da lamentare, per la nostra singolare esperienza è stato onesto.Chiunque sia e qualunque sia il suo scopo, ha fatto comunque una scelta di vita, non è un santo solo perchè sta facendo un cammino sacro, è solo un uomo che crede fermamente in una promessa fatta alla Madonna.Aiutiamo tanta gente di tutti i tipi e per vero o bugiardo che sia è un uomo con bisogno di aiuto è ovvio che l’occasione fa l’uomo ladro…sicuramente bisogna dare con amore ma con attenzione.Comunque sta bene ed è in perfetta forma sempre con la sua voglia di fare battute e raccontare barzellette…e la sua storia

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biondo4x4
Biondo4x4 19 febbraio 2010 22:28
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io non posso sapere come siano andate le cose in altri paesi ma da noi a fenis è stato un vero piacere conoscerlo.
un uomo stupendo che a me e alla mia famiglia ha dato una grande energia positiva e soprattutto ripartendo per il suo viaggio ha lasciato un grande vuoto.
ciao josè e ricordati che ci rivedremo presto!!
cristian!!!

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Stefano 16 ottobre 2010 20:54
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io l ho conosciuto a settembre sul cammino di santiago in un rifugio comunale a mio avviso piu esibizionista che pellegrino comunque sia ognuno e libero di fare cio che vuole

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Anonimo 17 ottobre 2010 16:36
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Insieme ai miei amici al 18 Settembre 2010 abbiamo conosciuto el sig. Antonio detti el Pelegrino. Era su un bus diretto a Melide (la patri delle pulperias) ed ha raccontato anche a noi la sua storia. Va detto che la prima impressione avvalorava quella degli scettici che ho potuto leggere in questo sito. Era stravaccato su un sedile di un autobus messo di traverso appoggiato al finestrino e non gradiva che qualcun altro si sedesse al suo fianco. Lui si diceva stanchissimo ma lo eravamo anche noi che dall’Italia eravamo appena sbarcati a Santiago e ci stavamo portando al nostro punto di partenza a Sarria. Possiamo dire che è un istrione. Si è subito lamentato con gli italiani e l’Italia, da dove disse che se ne era andato di corsa. Poi però racconta dell’incontro con il Papa G.P.II e del Santuario di Loreto. Ho preferito sedermi io vicino, visto che mia moglie si sarebbe comunque fatta largo anche con un personaggio così. Forse però avrebbe sacrificato la sua carta di credito. O forse no. In Italkia leggo che ha avuto ospitalità che uno di noi non avrebbe normalmente. Quindi contrasta un pò che si lamenti al punto di dire “Italiani bahh, giù dal bus” con all’inizio aveva gridato a noi appena saliti e in cerca di un posto. Non ci sembrava malnutrito. Anzi, quando è sceso appunto a Melìde aveva dimenticato una scatola di cioccolatini e di fornaggini e una lattina aperta e solo sorseggiata. Penso che un pò fosse viziato dalla bontà facilmente carpita da quella terribile storia che raccontava ed anche dall’interesse che attraeva per gli incontri probabilmente veri che ha fatto. Certo è che quando mi ha raccontato di essere stato a Gerusalemme e di esserci arrivato a piedi ho capito che stava mischiando il sacro col profano, tanto da cogliere l’attimo buono in ogni occasione. Io sono stato a Gerusalemme e quando gli ho chiesto di descrivermi i posti che avrebbe visitato è stato parecchio evasivo. Ha preferito girare l’argomento sui suoi giornali, sull’intervista a studio aperto (capirai) e su altro. Mi è rimasto un sapore di agrodolce in bocca. E’ un personaggio, forse un matto o forse un vero pellegrino. Ma Quando lo abbiamo reincontrato a Portomarin pieno di energia, che correva verso l’Ostello che era sul basso del paese, il primo pensiero che ho avuto non è stato di una persona per bene che faceva il cammino verso Santiago da Pellegrino. Sembrava che dopo aver accompagnato qualcuno in basilica all’apice di quella collina dove si aggrappa il paese, tornasse di corsa e con un suo giovane compare per fare qualciosa di urgente. E non dico che andasse a sgraffignare qualcosa ma era tanto di fretta da fingere di non vederci quando abbiamo cercato di chiamarlo. Volevamo anche noi offrirgli una cena. Noi però eravamo veramente sfiancati dal cammino, mentre lui era freschissimo e preso da altre cose “urgentissime” tanto che se la dstava dando a gambe levate. Forse è un poveretto e forse un furbo o forse uno che ancora non ha trovato quel che cerca. Penso che a Cadice (che pure io conosco bene) trovi finalmente ospitalità A CASA SUA anche perchè arriva l’inverno e in Galizia si gela. E la vita negli ostelli sul Cammino di Santiago non è delle più comode. In inverno ospitano anche i Veri Clochard e forse Lui si troverebbe non proprio a suo agio con loro. Gli auguro ogni bene ma ripeto che chi mischia Sacro e Provano pur di averne buon prò non dev’essere proprio genuino. Sennò avrebbe fatto il cammino non in bus ma a piedi, come noi. VUOI VEDERE CHE I VERI PELLEGRINI ERAVAMO NOI E TUTTI QUEGLI ALTRI MILIONI CHE SE LA FACEVANO COL BASTONE, CONCHIGLIA E ZUCCA, E I PIEDI ROTTI? Cia Antonio dal tuo amico Valerio, l’Italiano che hai avuto a fianco sul bus per un’oretta. A meno che volessi donare a me i tuoi formaggini, i cioccolati e la tua mezza bibita. (improbabile).

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Anonimo 23 ottobre 2010 19:08
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ciao a tutti
sono Adriano il gondoliere che ospito’ Antonio per un mese l’anno scorso. Con piacere l’ ho conosciuto all’ entrata dlla citta`lagunare ed e`atato il mio “compagno” per un mese dopodiche`e`sparito nel nulla accaparrandosi una bella cifra dal mio cassetto. Mezzo stipendio. Che io magari avrei regalato come riconoscimento di tutto cio`che ha fatto a casa mia. Non si fa cosi`. certo che di tante cose che noto tra i commenti di tanti anni non so come e quanto posso credere di cio`che mi ha raccontato.
Anche perche`la cronologia non corrisponde.
Cosa ne dite dopo aver appurato cio`che dico.

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Anonimo 23 ottobre 2010 19:26
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nota una cosa caro Antonio, come puoi raccontare a tutti che arrivi dal giro del mondo, passi per Venezia un anno e mezzo fa, a piedi, da buon pellegrino, e ora non sei arrivato ancora a Cadice. E vedo che non te la passi male. Magna bevi e gira da una parte all’ altra.
Vorrei esser ancora con te per una settimana e sentir veramente cosa racconti ancora alla gente dopo tutto cio`che mi hai raccontato.
Ormai dopo tutte la storie che osservo in questi commenti riconosco che sei un bel “Cantastorie”.
La cosa che vedo e`che tu sei un bel personaggio, fai tanto divertire sei operativo ma non concludi mai in bellezza le tue buone azioni. E bruci tutto cio`che dimostri.

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