Pdl: vertice con Berlusconi “la corrente di Fini non ha senso”

Trapelano varie indiscrezioni sul vertice del Partito della libertà che si è tenuto ieri sera a Roma, Palazzo Grazioli, con il premier Silvio Berlusconi e il cui punto centrale era la strategia di risposta all’annuncio di Gianfranco Fini di una corrente per esprimere il dissenso all’interno del partito (i deputati “finiani” sono circa 50, decisivi per la maggioranza alla Camera). Ma Berlusconi non ha intenzione di riconoscere formalmente l’iniziativa.
Alemanno, La Russa, Meloni e Gasparri erano stati invece tra i 74 deputati firmatari, ieri, di un documento di risposta per rafforzare il partito contro ogni iniziativa scissionista. La risposta formale del presidente del Consiglio si avrà soltanto domani con la riunione della direzione nazionale del partito. Nel frattempo sembra abbastanza certo che la reazione di Berlusconi sia stata quella di prendere tempo. Il premier, come viene riferito da personalità del Pdl, sarebbe stato scuro in volto e teso a ribadire la leadership senza lasciare campo alle mosse dei “finiani”. La corrente di Fini “non ha senso” secondo le interpretazioni dei leader presenti.
Parla da sè a questo proposito il mancato invito a Italo Bocchino, protagonista di uno scontro al fulmicotone con il resto del partito, che è culminato con una rissa televisiva con il berlusconiano Maurizio Lupi sabato notte.
Assente tra i leader del Pdl il terzo coordinatore Ignazio La Russa, che era a San Siro per vedere la sua Inter, vittoriosa nella semifinale di Champions League con il Barcellona.
Immagine da raucci.net
Fonte | Ansa
Mer 21/04/2010 da Andrea Paternostro in Pdl











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