Paolo Ravasin: video-testamento per non diventare un vegetale

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In questi giorni, in Italia, molto si è parlato di eutanasia e diritti dell’individuo di scegliere se, quando e come terminare la propria vita, tema da sempre dibattuto e di cui ognuno dovrebbe essere libero di farsi la propria idea. Dopo il via libera concesso dai giudici alla libertà di staccare le macchine e liberare Eluana Englaro dai suoi 16 anni di malattia, l’esempio di questa lotta viene preso anche da Paolo Ravasin (tra i tanti) che, viste le enormi polemiche del caso-Eluana ha deciso di lasciare preventivamente un videomessaggio in cui dichiara le sue volontà.

Dopo infatti le polemiche per Eluana e il suo caso e la discussione, durata anni, su quali fossero le sue reali volontà (nonostante tutti, parenti e amici affermassero il suo non voler vivere così), molti malati e non hanno deciso di incidere come prova dei videomessaggi in cui dichiarare la propria volontà riguardo alla vita assistita dalle macchine.

Il caso di Paolo Ravasin da Treviso rientra in questa casistica: ammalato da anni di ASL (Sclerosi laterale amiotrofica), patologia degenerativa dalla quale non si può guarire, questo coraggioso e determinato uomo ha deciso di stabilire come dovrà essere la sua vita negli ultimi momenti, quando cioè, non avrà più il controllo di sè e del suo corpo: per far ciò ha registrato un videomessaggio (visibile qui) che ha poi messo su youtube, appoggiato, in questo, anche dall’associazione Luca Coscioni che da sempre si muove per la libertà dei malati di scegliere per la propria vita.

La Chiesa, in questo come in altri casi più o meno recenti, si oppone fermamente a questa libertà dell’individuo di scegliere per la propria vita ponendo come obiezione principale la “divinità della vita concessaci da Dio” e le polemiche, ora più che mai, infuriano.
Attendendo la conclusione della storia di Eluana Englaro (vicenda che non sembra avere mai fine) molte persone, anche non direttamente interessate, cominciano a porsi domande e a decidere per la propria vita, per quei momenti futuri così bui e duri, momenti nei quali ognuno dovrebbe poter scegliere per se stesso. O forse no?

Paolo Ravasin

Fonte | Corriere

Dom 27/07/2008 da Gio81 in ,

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Zetan
Zetan 27 luglio 2008 20:05
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Caro Gio81
Ma scrivi solo per mantenere e diffondere il tuo anticlericalismo?
Che strumentalizzazione di bassa lega per la tua strana campagna anti-vaticano…
Ma vergognati…

Forse non lo sai che finchè ci saranno medici che invece di uccidere guariscono questa società si allontanerà sempre più dalla deriva nichilista che tu professi.

Qui non si parla di impedire una persona di uccidere, si parla del fatto che un medico debba uccidere un paziente… si parla del fatto che magari questo paziente non è nemmeno consapevole che gli stanno togliendo la vita.
Sono attegiamenti come quelli che porti con te che stanno rovinando i giovani allontanando da ciò che è gustoso nella vita.
A Milano dove vivo io, ci sono mille-millecinquecento casi di suicidio ALL’ANNO, non credi forse che a questi mille morti non sia meglio non dare la panacea del suicidio davanti ai mali che li affliggono?
Credi che una cultura sociale che promuove il fatto che se stai male, fai bene a suicidarti non abbia conseguenze disastrose?
Parli di negazione dela libertà… sono libertà 1500 morti? Se questa è la tua libertà non pretendere di criticare chi consiglia di tenersi stretto il dono della vita.

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Laura 28 luglio 2008 08:51
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“si parla del fatto che magari questo paziente non è nemmeno consapevole che gli stanno togliendo la vita”

Si parla anche di pazienti che non sono nemmeno consapevoli di averla ancora una vita :(
Il discorso è troppo complesso per potersi permettere di lanciare strali su questa o quella opinione .. bisognerebbe trovarcisi e non lo auguro a nessuno.

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Fabrizio F.
Fabrizio Fuglieni 27 luglio 2008 22:32
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Ma vedi Zetlan, si potrebbe discutere per giorni riguardo all’eutanasia, e sarebbe comunque improbabile trovare un accordo tra favorevoli e contrari. Concordo che il suicidio sia per molte persone una via di fuga da problemi risolvibili, ma nel caso in questione, se toccasse a me decidere per la mia sorte, probabilmente sceglierei di andarmene. Una decina di anni fa, negli Stati Uniti, conobbi lo zio della mia ex ragazza (ora deceduto) tetraplegico a causa di una malattia rara. Ricordo che veniva nutrito con un sondino, che immetteva direttamente nello stomaco il cibo frullato. Parlando al ritmo del respiratore, mi disse che gustava il pasto una volta digerito, grazie ai rigurgiti. Io in questi casi lascerei la libertà di scelta.

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Gio81
Gio81 28 luglio 2008 01:34
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ciao Zetan!
questo articolo da me scritto è, come in molti casi, derivato dall’unione di più fonti di informazione che hanno parlato della notizia: tv, giornali, internet e così via… così come è scritto rappresenta quella che è la realtà dei fatti, realtà che può piacere o no…
io la realtà l’ho semplicemente riportata. la situazione è: quest’uomo, per non subire il rimpallo di indagini (come nel caso della Englaro) ha deciso di fare un videotestamento in cui dice che, piuttosto di vivere attaccato alle macchine, preferisce morire. punto. questo ti disgusta? ti opprime? prenditela con lui mica con me!
se poi tu confondi la dura realtà (è dura ma è pur sempre la realtà) con un mio tentativo di “mantenere e diffondere il mio anticlericalismo” mi spiace ma ci hai visto male… la mia opinione ovviamente traspare ma, non essendo un giornalista professionista e non essendo “il sito della verità universale”, nessuno mi obbliga ad essere totalmente imparziale!
io le mie idee le ho ben chiare e non mi pare di aver fatto propaganda nei miei articoli al mio punto di vista che tu ritieni tanto offensivo ed immorale…
l’eutanasia è una questione etica e personale: ognuno si fa le sue idee e decide per se stesso! se io, in una determinata situazione, scelgo di voler morire mi spieghi perchè tu, e la gente come te, deve e (gravissimo) PUO’ impedirlo? io della tua vita non mi interesso e se fai una tua scelta non vengo certo a metterci bocca: per te è vita dopo 16 anni di coma vegetativo? è un po’ difficile da provare scientificamente ma ok… te la passiamo buona! non c’è problema! tu nel TUO caso deciderai di mantenerla in “vita” e continuare, niente in contrario… puoi permettere invece a me di fare qual cavolo che voglio della mia vita??? perchè devi decidere anche per me? chi ti ha dato questo diritto?
inoltre, cosa che non cita mai nessuno (forse per paura della risposta dell’”umile” Chiesa Cattolica), ti ricordo che, nel caso della Englaro, se la scienza che voi odiate tanto non esistesse lei sarebbe morta 16 anni fa: è un sondino che l’ha mantenuta in vita negli ultimi 16 anni, non la volontà di Dio! se l’uomo ARTIFICIALMENTE non l’avesse alimentata sarebbe morta 16 anni fa! non è un po’ troppo comodo apporfittarsi della scienza quando serve e poi denigrarla quando è scomoda?
se cmq ciò che scrivo non ti comoda, prenditi 10 minuti e scrivi un articolo anche tu dove fai vedere il problema dal tuo punto di vista… non te lo vieta nessuno! se in redazione te lo passano lo vedrai apparire e così potrai diffondere il tuo punto di vista!
a me spiace del tuo “vergognati” perchè spero sempre di essere il più imparziale possibile nei miei articoli e mi pare, sino ad adesso, di esserci riuscito abbastanza bene! se per te cmq lo scrivere un articolo del genere è fare propaganda all’eutanasia evidentemente non riesci a distinguere la realtà da quello che le persone che ti circondano ti fanno credere sia l’unica verità… di questo mi dispiace ma il mondo è bello perchè ognuno la pensa come vuole no?
ps. il discorso sui suicidi è un pochettino pretestuoso cosa dici? è come se per parlare di zucche tu citassi le carote… non mi sembra che suicidi e eutanasia c’entrino molto…
ps. la campagna anti-vaticano la vedi tu e quelli che sono come te: io la Chiesa non la sopporto è vero e nei miei commenti (non certo negli articoli) lo faccio notare tranquillamente… qual è il tuo problema? non posso pensarla differente da te? se tu mi dici “la musica metal fa schifo” ti dico “ok, mi spiace, non ti piace”, non vado in giro a dire “toh, ecco Zetan e la sua campagna anti-metal” o “vergognati nel diffondere queste notizie”… perchè voi credenti, quando uno mette in dubbio la vostra fede (in cui tutto è dettato e niente è pensato) spara subito a zero, accusando chi non la pensa come voi di fare una “capagna diffamatoria” o, peggio, di “vergognarsi per il suo anticlericalismo”?
saluti!
pps. stavolta ho esagerato in lunghezza… perdonatemi… :)

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Gio81
Gio81 28 luglio 2008 01:50
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solo un’altra cosa:
“si parla del fatto che magari questo paziente non è nemmeno consapevole che gli stanno togliendo la vita”: quello che dici è vero… ed è proprio questo il punto: è proprio per quello che il paziente, in questo caso Paolo Ravasin, ha deciso quando ancora in possesso delle sue facoltà cosa fare quando in possesso delle sue facoltà non lo sarà più… ha l’ASL malattia degenerativa mortale… lui ha detto: “quando sarò in tali condizioni da non capire più, da non vivere più quella che PER ME è vita, potete staccare le machine”… allora: la vita è la sua, capisce quello che dice… perchè non fargli fare quello che vuole? perchè qualcun altro deve decidere per lui se lui ha deciso cosa vuole per se stesso? solo per farlo preseguire nel coma vegetativo fino alla morte, magari soffrendo? sarò io strano, ma non mi pare abbia molto senso…

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Zetan
Zetan 28 luglio 2008 11:08
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“La Chiesa, in questo come in altri casi più o meno recenti, si oppone fermamente a questa libertà dell’individuo”
Dimmi se questo non è anticlericalismo! Libertà dell’individuo? e in che modo?
Facile per te nasconderti dietro queste parole ma la realtà è molto più semplice.
Ci sono persone che piuttosto che soffrire, vogliono farsi ammazzare dai dottori. Questo è il significato dell’eutanasia..
E non è forse la stessa cosa con il suicidio? Certo per te potrebbe sembrare semplice, ma hai idea di quante pesrone scelgano la morte perchè costantemente i giornalisti propinano questo disprezzo per la vita?
Dimentichi inoltre che non è il malato a uccidersi, è il medico che lo deve uccidere… credi che questa sia una cosa eticamente possibile?
Se uno chiede al proprio medico di ucciderlo quello deve accettare?
E perchè tanto insistere ad uccidere una persona ridotta a un vegetale? Quella è non vita? Chi si può arrogare il diritto di dire che quella non è una vita che va rispettata e amata?
Forse il paziente ma solo lui e solo lui deve essere responsabile delle proprie azioni. Perchè coinvolgere i medici e far passare il messaggio mediatico del desiderio di morire?
non te ne rendi conto ma giorno dopo giorno i suicidi aumentano sempre di più, l’uomo rifiuta sempre di più la vita. Disprezzi chi crede che la vita sia un dono e dabba essere rispettato?
Se agisci in questo modo agisci solo esclusivamente secondo una banale ideologia.
Come è banale ideologia il tuo attacco alla Chiesa riguardo alle relazioni con la scienza. Ennesimo tentativo di ridicolizzare una cosa che odi.
Sinceramente a me non me ne frega molto… ma almeno non pretendo di far partire il mio giudizio dall’odio.
Come criterio ho intenzione di usare ciò che mi è più caro, la mia vita. E’ il fatto che lo stato auturizzi un proprio dipendente ad uccidere chi lo desidera, va contro questo mio criterio.
Dio o non Dio, Chiesa o non Chiesa, i suicidi aumentano di giorno in giorno e la vita viene sempre più ridicolizzata.

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Gio81
Gio81 28 luglio 2008 21:39
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“Ma tu ne fai un problema religioso, senza che io l’abbia usato come punto di riferimento”: ma stai scherzando vero??? primo messaggio seconda riga: “Ma scrivi solo per mantenere e diffondere il tuo anticlericalismo?”, secondo messaggio seconda riga: “Dimmi se questo non è anticlericalismo! Libertà dell’individuo? e in che modo?”
a parte questo dato di poco conto, è questo che ci differenzia: per te mantenere in vita tutte le persone è un atto d’amore, per me invece bisogna valutare attentamente… ovvio che se uno va lì con un braccio rotto non proporrei l’eutanasia ma per casi come la Englaro, lo stesso Ravasin o il caso citato da Fabrizio Fuglieni io non li obbligo di certo a sceglierla ma lascerei loro almeno libertà di scegliere… A LORO lascio la libertà di scegliere per LORO capisci?
e cmq, per la terza volta te lo chiedo vediamo se è quella buona che rispondi: “Chissà perchè ultimamente c’è sempre più gente che invece di fare atti di amore decide di staccare la spina”: se IO lo scelgo per la MIA vita perchè non posso farlo? perchè NON posso fare quello che voglio della MIA vita lasciando decidere persone come te, o come altri, che la pensano diversa da come la penso io??? la vita è la mia, la morte è la mia, perchè non posso decidere io per me stesso?
“Ha ancora ragioni per stare in questo mondo”: questo per TE… se LUI stesso non le trova perchè non può scegliere di andarsene dolcemente invece che tra mille dolori?
saluti!
ps. il punto è sempre lo stesso: perchè voi negate la libertà agli altri di fare quello che vogliono di/per se stessi? la vita è loro, potranno farne quello che vogliono o devono chiedervi il permesso?

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Verena 29 luglio 2008 10:12
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Mi intrometto… A mio parere la Chiesa dovrebbe essere lasciata fuori da questi discorsi. Se uno è credente sono affari suoi.Si tratta della propria coscienza, di empatia, solidarietà verso un’altra persona che sta soffrendo tantissimo. (E proprio la Chiesa che dovrebbe essere la prima a condividere questi valori, se ne frega di una persona che soffre e si arroga il diritto di decidere cosa fare della vita di una persona…) Quì non si parla di tanti casi, ma di UN caso, di un uomo che è pienamente cosciente ed esprime la sua volontà, sulla SUA vita. Quello che vorrei farvi notare è che non sta chiedendo di essere ucciso, ma che la sua malattia abbia un decorso naturale. Chiede di non essere tenuto in vita forzatamente, dato che il suo corpo naturalmente non funziona più. Secondo me questo non è chiaro. Non è anzi spaventoso, amorale, anticristiano, tenere forzatamente in vita (con alimentazione e idratazione forzata) un uomo?? Oltretutto se lui stesso esprime la volontà di lasciare andare le cose come sono, forse come Dio vorrebbe? non è forse ritenersi superiori a Dio voler a tutti i costi continuare a tenere in vita un corpo che naturalmente si sarebbe spento? Non si parla di curare una persona come per un raffreddore, un calcolo o altro. E’ una cosa forzata, estrememente contro natura e soprattutto contro la volontà di un uomo che sta soffrendo. Dov’è la pietà? Abbiamo più pietà per gli animali, che quando soffrono aiutiamo dolcemente a morire. E poi scusate, ma che c’entrano i suicidi? Nessuno vuole dare quel messaggio di cui tu parli. ANzi, quì si tratta di rispetto per lì’individuo e per la vita!Poi parli di suicidio come se fosse un atto impuro!!Ovviamente non approvo il suicidio, ci mancherebbe. Ma tu parli delle persone come se fossero dei deficienti che non hanno voglia di soffrire e per questo scelgono la via più facile, farsi ammazzare o suicidarsi.. questo è rispetto?a me sembra cinismo. Non penso proprio che il suicidio sia una cosa presa a cuor leggero!!non ti rendi conto che chi decide di compiere un atto del genere forse non sta bene come te?forse non riesce a trovare le forze per sopportare la vita?Ma non per questo la disprezza e deve essere condannato!Sono persone che andrebbero aiutate, ma a volte non ci si rende conto e non si fa in tempo. Se una persona è debole e non riesce a trovare via di uscita non è condannabile!vergognati tu che ti permetti di giudicare le sofferenze degli altri!Io credo proprio che la Chiesa come istituzione abbia rovinato in tutto il vero messaggio cristiano originale, che è quello di aiutare, comprendere, tollerare, essere solidali con il prossimo. Spero tanto che accolgano le volontà di quest’uomo, che ha tutto il diritto di pretendere che la sua malattia abbia il decorso che deve avere (anche perchè non c’è una cura ed è questo l’unico decorso possibile)e che venga lasciato in PACE.

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