Ottavia De Luise, riaperto il caso della bambina scomparsa nel 1975

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Ottavia De Luise

Riaperto il caso legato alla sparizione di Ottavia De Luise, una bambina di 12 anni che sparì nel nulla il 12 maggio del 1975, in Basilicata. Dopo il caso di Elisa Claps, riaperto dopo 17 anni, in seguito al ritrovamento di uno scheletro in una chiesa di Potenza (scheletro che poi si è rivelato essere proprio quello della giovane ragazza sparita nel nulla), ecco che ora torna alla ribalta un caso di 35 anni fa. A parlare di Ottavia De Luise è stata la trasmissione televisiva Chi l’ha visto, di Raitre, che ha riaperto il caso nelle scorse puntate e che nell’ultima appuntamento ha parlato di un importante ritrovamento.

Secondo quanto riportato dalla trasmissione televisiva, i vigili del fuoco insieme agli agenti della polizia scientifica hanno ritrovato, nella giornata di lunedì, dei reperti, all’interno di un pozzo-cisterna che si trova all’esterno di una masseria di Montemurro, in provincia di Potenza.

Il pozzo è stato subito svuotato e i resti umani, oltre che agli oggetti ritrovati, sono stati consegnati ad un medico legale, che li deve analizzare. Questo pozzo cisterna si trova poco distante dal centro abitato, proprio in una delle zone indicate in delle lettere anonime che erano state inviate alla famiglia della bambina, nelle quali si diceva che Ottavia De Luise “era stata violentata, uccisa, e poi nascosta“.

Quei resti potrebbero appartenere proprio alla bambina, dal momento che l’ultima persona a vederla in vita, una donna, raccontò di averla vista vicino alla Parrocchia del Carmine, sulla strada per Armento, affermando che la ragazzina era diretta proprio ad una masseria del luogo.

Immagine presa da:
www.lastampa.it.

Fonte | Corriere

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