Ostensione della Sindone a Torino: fino al 23 maggio 2010

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Foto: Ostensione della Sindone al Duomo di Torino

Da oggi si potrà visitare nuovamente la Sacra Sindone: a Torino, presso il Duomo del capoluogo piemontese, fino al prossimo 23 maggio 2010. Era dal 2000 che non veniva mostrato al pubblico questo oggetto sacro: si dice che sia il sudario che ha avvolto il corpo di Cristo, dopo la sua crocifissione. Era dai tempi dell’ultimo Giubileo, datato proprio 2000, che non veniva mostrata al pubblico. Grande l’attesa per vedere la Sindone: sul sito internet ufficiale ci si può anche prenotare, per essere sicuri di entrare e di non dover aspettare troppo tempo.

La Sacra Sindone sarà visibile fino al 23 maggio. Prenotandosi sul sito, si potrà scegliere il giorno e l’ora nel quale ammirare il sudario che ha avvolto il corpo di Cristo. Sullo stesso sito internet si potranno conoscere anche tutte le informazioni per raggiungere l’ingresso del percorso allestito per arrivare fino al Duomo di Torino.

Il momento di raccoglimento di fronte alla Sindone durerà 3 o 5 minuti, a seconda dell’afflusso di pellegrini e non deve essere rovinato. Raccomandiamo il rispetto per la preghiera“, queste le parole del Cardinale Poletto, che invita dunque al silenzio e ad evitare di disturbare le persone lì in preghiera, evitando anche di fare fotografie alla Sacra Sindone, anche perchè, come sottolinea Marco Bonatti, direttore della comunicazione: “L’illuminazione in Duomo è molto tenue, che cosa si possa poi trovare su un’eventuale fotografia è difficile dirlo…“.

Se siete interessati a conoscere tutte le informazioni necessarie, la Sacra Sindone arriva anche sull’iPhone, il telefono cellulare della Apple. Sulla speciale applicazione, si potranno conoscere tutte le informazioni in merito all’ostensione, oltre che guidare il pellegrino alla visita della città di Torino, che intensificherà il trasporto pubblico urbano, con una serie di bus e di navette che porteranno i turisti nei punti di raccolta.

Immagini prese da:
www.lastampa.it.

Fonte | La Stampa

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