Olimpiadi di Pechino 2008: il Cio e le regole da dittatura dei blog

Vi ricordate che qualche settimana fa vi davamo la notizia dell’apertura del Cio verso i blog tenuti dagli atleti durante le Olimpiadi di Pechino 2008? Per la prima volta gli sportivi impegnati nei Giochi Olimpici avrebbero potuto raccontare la loro esperienze durante la manifestazione con un diario online. In questi giorni il Cio ha reso pubblico il regolamento al quale dovranno sottostare questi blog. Un regolamento che, di fatto, mette una museruola agli atleti.
Le “Ioc Blogging Guidelines” ci confermano che le Olimpiadi di Pechino 2008 non brilleranno per libertĂ . Queste regole non varranno solamente per gli atleti in gara: a quanto pare saranno obbligatorie anche per i giornalisti. Ad esempio i blog “non dovranno in ogni caso contenere interviste con o storie su altre Persone accreditate“. Non si potranno divulgare informazioni confidenziali o private su altre persone, per cause di sicurezza. Niente racconti di cattivo gusto o scandali di alcun genere.
E ancora. Non si potranno inserire suoni, immagini in movimento o sequenze di qualsiasi evento sportivo e non durante le Olimpiadi che si svolga all’interno degli impianti e dei palazzetti, villaggio e centro stampa e anche nei luoghi di allenamento. Per quanto riguarda le immagini potranno essere inserite. Ma non liberamente: niente foto che ritraggano gare, cerimonie o premiazioni. Insomma, foto private sì… E ancora niente sponsor che non siano quelli ufficiali dei Giochi Olimpici: sul sito non possono apparire pubblicitĂ che superino il 15 per cento dello schermo.
Ma non finisce qui. Anche la url del blog deve seguire delle regole: il termine olympici non può apparire direttamente nel dominio, ma in altre forme. Ma oltre a queste regole, i comitai olimpici si riservano di aggiungerne altre in corso di manifestazione. E chi sgarra? SarĂ perseguito e gli verrĂ ritirato l’accredito.
Insomma, di queste Olimpiadi di Pechino 2008 vedremo solamente immagini ufficiali e ascolteremo solamente racconti ufficiali. Quelli che vogliono farci vedere e sentire… Che tristezza!
Fonte | Repubblica
Mar 04/03/2008 da Patrizia Chimera






