Olimpiadi di Pechino 2008: contestazioni pro Tibet alla cerimonia della fiaccola olimpica

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Foto: Fiaccola Olimpica

Ancora polemiche contro le Olimpiadi di Pechino 2008. Ancora tensioni per le manifestazioni pro Tibet e contro la Cina che si stanno tenendo ormai da molti giorni, tra violenze, morti e contestazioni internazionali. Questa volta gli attivisti sono riusciti a portare il proprio messaggio nel cuore delle Olimpiadi, ovvero a Olimpia, durante la cerimonia dell’inizio del viaggio della fiaccola olimpica.

Il sito archeologico della cittĂ  greca, dove si svolge la cerimonia dell’accensione della fiaccola, è stata presidiata dalla polizia. Si temevano contestazioni, vista l’alta presenza di giornalisti e spettatori. E le contestazioni sono arrivate. Un gruppo di persone rappresentanti di Reporters sans Frontières, un’associazione che lotta per i diritti della liberĂ  di stampa, ha fatto la sua comparsa durante il discorso di Liu Qi, il presidente del comitato che organizza le Olimpiadi di Pechino 2008.

Jean-François Juilliard e Vincent Brossel, questi i nomi degli attivisti, hanno sventolato la bandiera con le manette al posto dei cinque cerchi delle olimpiadi. La bandiera portava la scritta “boicottate i Paesi che disprezzano i diritti umani”. Subito sono stati bloccati. Mentre in Cina queste scene non sono andate in onda: la diretta è stata interrotta e nulla è stato spiegato ai telespettatori cinesi.

Fonte | Corriere

Mar 25/03/2008 da Patrizia Chimera

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Fabrizio Fuglieni 25 marzo 2008 11:28
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“…in Cina queste scene non sono andate in onda: la diretta è stata interrotta e nulla è stato spiegato ai telespettatori cinesi.”
Senza parole.

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Giulia 25 marzo 2008 12:09
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Peggio ancora.
“Al posto della diretta, la tv cinese ha mandato in onda immagini di archivio di Olimpia e di una vecchia torcia olimpica.”
(http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?NewsId=79941)

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Predator87 25 marzo 2008 17:28
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questa limitazione dell’informazione rende la vita della popolazione cinese come quella in matrix ma nel mondo reale…

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Federico Ferrari 22 giugno 2008 09:22
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Non abbassiamo la guardia. Siamo tutti tibetani. Il Governo Italiano non deve andare a Pechino l’8 agosto. In seguito alla “Marcia per la Pace in Tibet” di domenica scorsa, quando oltre duemila persone hanno marciato al grido di “Tibet libero”, ed in vista dell’arrivo della fiaccola Olimpica a Lhasa, la ComunitĂ  Tibetana in Italia, l’Associazione delle Donne Tibetane, l’Associazione Italia-Tibet e la Laogai Research Foundation Italia hanno chiesto al Governo Italiano di non partecipare all’inaugurazione delle Olimpiadi il prossimo 8 agosto a Pechino.

Con questo accorato appello, una lettera firmata dai quattro presidenti delle suddette associazioni è stata inviata al Primo Ministro, On. Silvio Berlusconi, oggi giovedì 19 Giugno. Nel testo della lettera i firmatari ricordano che “Il Comitato Olimpico cinese aveva promesso che, se Pechino fosse stata designata come sede dei Giochi Olimpici 2008, la Cina avrebbe apportato un miglioramento al proprio standard di rispetto dei diritti umani. La promessa non è stata mantenuta e la brutale repressione in corso, in Tibet, lo dimostra”. Infatti, la repressione in Tibet continua con arresti, torture e morti. Pechino rifiuta l’ingresso dei giornalisti stranieri e il Governo Tibetano in esilio ha identificato almeno 200 morti a causa di armi da fuoco o torture. Migliaia di monaci e laici tibetani sono ora internati e costretti al lavoro forzato nei Laoga i, i campi di concentramento cinesi.
Quando, recentemente, gli Stati Uniti e l’UE hanno chiesto insieme l’apertura di una concertazione sincera sul Tibet, le autoritĂ  cinesi hanno respinto l’appello, considerandolo un’ingerenza negli affari interni del Paese. La minaccia della politica della “sedia vuota” per il prossimo 8 agosto nello stadio olimpico di Pechino è forse l’unico modo di ottenere dei gesti concreti in favore dei diritti umani dalle autoritĂ  cinesi.
Tenzin Thupten, presidente della ComunitĂ  Tibetana in Italia sottolinea che “nonostante le relazioni commerciali del suo paese con la Cina , il presidente francese Nicolas Sarkozy ha espresso seri dubbi sulla sua presenza alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi di Pechino. Analoghi dubbi sono stati espressi anche dall’attuale presidente del Parlamento Europeo Hans Gert Poettering. Lo stesso Parlamento ha approvato una risoluzione comune sul Tibet in Aprile. In Europa, altri importanti capi di stato, come Angela Merkel e Gordon Brown, hanno deciso di non presenziare alla cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici 2008 “.
Secondo i sondaggi l’idea del boicottaggio della cerimonia di apertura è sostenuta anche dall’opinione pubblica europea.
I firmatari chiedono al Governo Italiano di seguire l’esempio di altri coraggiosi leaders europei “per dimostrare concretamente la forte sensibilitĂ  del popolo italiano e di tutto il paese nei confronti del rispetto dei Diritti Umani e della Pace in Tibet, in Cina e nel mondo”.
Tenzin Thupten, presidente ComunitĂ  Tibetana in Italia
Dechen Dolkar, presidente Associazione Donne Tibetane in Italia
Guenther Cologna, presidente Associazione Italia Tibet
Toni Brandi, presidente Laogai Research Foundation Italia Onlus

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