Nobel per la pace: alla cerimonia una sedia vuota per Liu Xiaobo

Oggi a Oslo si tiene la consegna per il Premio Nobel per la Pace ma Liu Xiaobo, il dissidente cinese insignito di tale premio, non potrà essere presente perché si trova in carcere in Cina mentre la moglie è agli arresti domiciliari. Per questo, in segno di protesta, al suo posto è stata posta una sedia vuota per sottolineare ancora di più la sua assenza. Durante la cerimonia anche Barack Obama ha preso la parola grazie a un video messaggio che ha inviato, sottolineando come Xiaobo sia più meritevole di lui nel riceve questa onorificenza e che la Cina, benché abbia fatto molto per cercare di liberare il paese dalla povertà , deve però ancora fare passi avanti riguardo ai diritti umani. Alcuni stati, tra cui Iran, Iran, Tunisia hanno accolto l’invito della Cina a non partecipare alla cerimonia.
Proprio in queste ore si sta tenendo a Oslo la cerimonia di consegna del Premio Nobel per la Pace, quest’anno assegnato a Liu Xiaobo, il dissidente cinese che sta combattendo affinchè la Cina possa effettivamente diventare un paese democratico e per questo è stato arrestato mentre la moglie è agli arresti domiciliari. Intanto tutti i siti stranieri che parlano di questo argomento sono stati oscurati nel paese mentre parole come “Oslo” e “sedia vuota” sono state vietate in internet. Alla cerimonia, infatti, proprio per enfatizzare maggiormente l’assenza di Xiaobo, è stata posta una sedia vuota.
Intanto alcune delegazioni internazionali hanno accettato l’invito da parte della Cina di non partecipare alla cerimonia, così gli ambasciatori di Tunisia, Egitto, Sudan, Afghanistan e altri paesi non si sono presentati alla premiazione mentre la Serbia ha deciso di partecipare inviando però una delegazione di basso livello. La stampa cinese invece si divide: se il Global Times, un quotidiano scritto in inglese vicino al governo, appoggia la decisione dello stato, il South China Monrnig Post ha invece scritto: “La Cina può incolpare solo se stessa per il fiasco del Nobel. La maggior parte delle nazioni con rappresentanza diplomatica a Oslo ignoreranno l’invito al boicottaggio di Pechino. La pesante reazione cinese è controproducente per la sua immagine e per il rispetto che chiede come superpotenza pacifica“.
Fonte | Corriere della Sera
Ven 10/12/2010 da Eleonora Gionchi in Premio Nobel Pace



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