I no tav sconfiggono la fiaccola olimpica

Non si placano i tentativi di fermare la fiaccola delle olimpiadi invernali. Nei prossimi giorni dovrebbe arrivare a Torino, la tappa finale. Il condizionale è d’obbligo viste le continue manifestazioni che cercano di fermarne la corsa. L’ultima, la più clamorosa, è avvenuta in val di Susa, vicino a Torino. La valle è divenuta famosa per l’accesa protesta contro la realizzazione della fiaccola olimpica. I no tav hanno cercato di interrompere il cammino del simbolo olimpico. Ma gli organizzatori non si sono fatti cogliere impreparati: la fiaccola è stata dirottata su un percorso più sicuro.
Il tedoforo arrivato a Susa ha tirato dritto e ha preso la strada per Bardonecchia. Che il territorio della valle fosse nemico allo spirito olimpico, si sospettava. Ma che addirittura la fiaccola, simbolo delle olimpiadi, dovesse addirittura cambiare i propri piani, questo in pochi se lo aspettavano. Bella figura che facciamo all’estero: in Italia la fiaccola è stata fermata 33 volte in 50 giorni. Un record negativo che non fa bene al nostro paese. Ma lo spirito olimpico che fine ha fatto?
Lun 06/02/2006 da Patrizia Chimera


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