Niente scorta per il giornalista che indaga sulle ecomafie

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gianni lannes

Gianni Lannes è un giornalista freelance specializzato in inchieste sui danni provocati dalle ecomafie. Inchieste scomode, veritiere e pericolose che gli hanno fatto vivere gli ultimi due anni sotto scorta visto il pericolo di attentati al quale lui e la sua famiglia sono costantemente sottoposti. La scorta gli è stata revocata recentemente, per telefono e senza una motivazione solida.

Con tempismo quanto meno sospetto, alla scomparsa della scorta sono ricomparse le minacce. Qualche anno fa la macchina di Lennes e di sua moglie sono state fatte saltare in aria. Questa volta sul seggiolino del bambino è stato ritrovato un biglietto che invitava Lannes a lasciar perdere le ecomafie sempre che avesse realmente a cuore la sua famiglia.

Una minaccia reale, che però non ha fatto ripristinare la scorta, e non è scattato l’allarme neanche qualche giorno dopo quando il videocitofono di Gianni Lannes è stato distrutto, unico in tutto il complesso residenziale dove abita. Due eventi accaduti a ridosso dell’ultima inchiesta del giornalista, riguardante la bonifica della centrale nucleare di Caorso. Questi due fatti uniti con la sospensione della scorta costituiscono una prova che magari potrà non valere davanti ad un tribunale, ma che dovrebbe bastare per un ministro come Anna Maria Cancellieri, l’unica che può porre rimedio.

L’indagine di Lannes ha evidenziato come sulla bonifica della struttura di Caorso ci sia la mano della ‘ndrangheta. La criminalità calabrese controlla la società che ha ricevuto in sub appalto i lavori per completare la bonifica, prevista per il 2025. La centrale di Caorso è chiusa dal 1987. Lannes racconta, dalle pagine del suo blog, l’andamento della vicenda, “Il 13 luglio 2011 ho prestato la mia collaborazione raccontando, alla presenza del mio legale e dei miei due agenti di scorta, al tenente Vincenzo Scarfogliero del Noe carabinieri di Roma, specializzato nel nucleare, ciò che avevo scoperto a Caorso. (…) Sei giorni più tardi, il 19 luglio, mi è stato comunicato telefonicamente che di lì a poco mi sarebbe stata revocata la protezione. Così è stato”. Lannes chiede protezione per la sua famiglia non per se stesso che ha fatto una precisa scelta di vita.

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Claudia 2 febbraio 2012 00:45
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Mi stupisce come ancora non si sia a conoscenza del fatto che ‘nrangheta , mafia siciliana e cammorra siano degli stati dentro lo stato . Questi si occupano di tutti quei fatti che lo Stato centrale non potrebbe risolvere alla luce dei cittadini .. La mafia signori è il mezzo con il quale lo stato risolve le questioni più sporche . Il gioco che esso costruisce a discapito di tutti i cittadini è incredibile… si si incredibile nel vero significato della parola.. sacrifica vite umane per continuare a nasconderlo ; mettono su squadre di polizia, carabinieri , squadre segrete speciali per combatterle .. ahahhha.. tutto un bleff… certo però che se non fosse cosi assurdo magari tutti avremmo capito ormai già da tempo quale fosse lo sporco e brutto gioco dello stato … Il bello è che non lo possiamo combattere ..no cari amici … non possiamo farlo perchè esistono delle persone per cui la vita degli altri , ma ancor peggio la propria, non hanno alcun valore.. per fare questo si attorniano di persone sfortunate , ignoranti , nullaventi , nullafacenti che niente hanno e di conseguenza niente hanno da perdere.. e no , le persone oneste , con i valori più puri e non abberrati da questo sistema cosi subdolo e meschino non hanno armi per combattere questo . Però mi rincuora una cosa e una frase che io amo la rispecchia perfettamente :
NON ESISTE PEGGIORE SCHIAVO DI COLUI CHE NON SA DI ESSERLO …
Buon intenditore :-) .. il mio sostegno morale a Gianni Lannes

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