Natale 2011: il giro d’Italia tra shopping e crisi economica
Il Natale è alle porte e gli italiani sono alle prese con la corsa ai regali. Nonostante un anno terribile, tra crisi e tagli, non si rinunciano ai pacchetti colorati da mettere sotto l’albero. Si fanno economie, si calcola quanto destinare allo shopping, meno rispetto agli anni di abbondanza, certo, ma non si può rinunciare ai doni di Natale. Un modo per dimostrare affetto alle persone care o solo il richiamo del consumismo? Forse tutte e due le cose, ma gli italiani non sembrano voler rinunciare alla tradizione dei regali, fossero anche meno costosi o destinati a una piccola cerchia di amici e parenti. Vi accompagneremo ora in un viaggio lungo l’Italia alla scoperta dello shopping di Natale, da nord a sud. Partecipate alla nostra inchiesta raccontandoci lo sopping nella vostra città .
Lo Shopping di Natale a Roma
Aggiornamento a cura di PaulDes

Lo shopping di Natale a Roma non è per nulla decollato. Le strade sono piene anche per merito dell’iniziativa che ha portato in strada alcuni reperti archeologici che così possono essere ammirate durante le tradizionali passeggiate natalizie. Per quanto riguarda strettamente il lato economico la situazione è molto triste. Alle strade piene corrispondono essenzialmente i negozi vuoti. La Confcommercio ha divulgato dei dati che parlano di un calo degli introiti pari al 20%. In alcuni settori questo calo si è sentito meno come in quello dei giocattoli che ha perso “solo” il 10%. Confcommercio ha calcolato una spesa procapite di 200 Euro per lo shopping ma a quanto pare è una stima sfacciatamente ottimista. Le persone vanno alla ricerca dell’acquisto mirato e quanto più possibile economico.
La crisi non ha fermato, però, le aperture di nuovi store e punti vendita. Negli ultimi giorni due prestigiosi marchi sono entrati a far parte della lussuosa famiglia dei commercianti di Via Borgognona. Il primo che salta all’occhio è il Mini Temporary Shopping, 80 metri quadri dedicati al brand Mini che si rivolge agli appassionati di automobili e/o di un certo tipo di stile di abbigliamento e di vita legato a quello espresso dalla famosa automobile. Sempre restando in tema britannico a pochi passi ha aperto la botique della stilista Stella McCartney, figlia di Sir Paul McCartney.
Lo Shopping di Natale a Napoli
Aggiornamento a cura di Lorena Cacace

Ma quale crisi e crisi d’Egitto, si direbbe, citando il grande Totò. A Napoli il Natale significa tradizione e per nulla al mondo i partenopei potrebbero rinunciarvi, soprattutto quelli della Napoli bene, delle zone ricche e nobili che affollano via Chiaia, quello dello shopping elegante. Ecco perché davanti al negozio di Maurizio Marinella si forma, come tutti gli anni, una lunga coda: signore e signori eleganti, avvolti nei loro cappotti e pellicce che si affollano davanti alla vetrina in attesa di entrare nel regno dell’alta sartoria. Perché una cravatta “serve sempre, è una tradizione, mica si può rinunciare“, spiegano le signore.
Lo shopping da Marinella è un must irrinunciabile per la Napoli dei “commendatori“, quelli che la crisi manco l’hanno sentita e che strisciano le loro carte di credito con indifferenza. Non importa quale sia il prezzo da pagare, purché il regalo sia di classe.
Cravatte di seta, pullover di cashemire, maglioncini di lana pregiata, gemelli d’alta fattura: tante le opzioni che offre uno dei luoghi simbolo dell’alta artigianalità di Napoli, famosa anche per l’alta sartoria.
In coda ci sono anche gli stranieri, anche gli americani che conoscono e apprezzano la bellezza del made in Naples, sanno che le cravatte fatte a mano sono tutt’altra cosa rispetto a quello comprate da Walmart. In più non costano neanche molto, almeno per loro.
Una coda lunga ma piacevole per i ricchi napoletani, che parlano tra loro, si scambiano gli auguri, in attesa di essere ricevuti da Maurizio, che li sa coccolare, servire e indovina sempre il regalo giusto.
Perché Natale è tradizione, la tradizione è la cravatta e la cravatta è Maurizio Marinella, almeno a Napoli. Alla faccia della crisi.
Lo Shopping di Natale a Milano
Aggiornamento a cura di PaulDes

Il centro di Milano è stato letteralmente preso d’assalto durante queste festività natalizie. E’ sufficiente un giro per il centro cittadino per imbattersi in lunghe code, e non è raro trovare intere comitive provenienti dall’hinterland per vere e proprie spedizioni di shopping selvaggio. Il tutto in barba alla crisi e con gravi danni per gli stipendi. Il nuovo negozio di Abercrombie and Fitch è l’esempio più lampante di questo fenomeno.Il negozio si trova al centro di Milano appena alle spalle del Duomo ed è diventato meta dei fanatici dello shopping di tutta la provincia, oltre che dei milanesi. Per entrare c’è da fare una fila che può prendere anche qualche decina di minuti. C’è da dire che alcuni sostengono che sia tutta una strategia da parte di Abercrombie and Fitch.
Ci sono alcuni particolari che rendono il negozio appetibile. Innanzitutto la novità e l’importanza del marchio. Abercrombie and Fitch ha aperto da poco a Milano ed è ricercatissimo, c’è l’effetto novità e c’è la possibilità , una volta dentro il negozio, di farsi fotografare con i bellissimi modelli che sono lì proprio per quello. Una bella iniziativa di marketing che lega le campagne pubblicitarie con la comunicazione on site. I prezzi sono quelli che sono eppure nessuno si tira indietro, anche quelli che dichiarano candidamente, “Entro solo per dare uno sguardo”.
Molte scolaresche organizzano tour natalizi per la città di Milano, l’obiettivo dichiarato è la visita al Duomo piuttosto che alla Galleria, invece molte delle ragazze scompaiono per mettersi in fila ed entrare nei vari negozi, per poterlo raccontare alle amiche il giorno dopo. Abercrombie and Fitch, in questo, è la metà privilegiata del momento. Ovviamente non è tutto ore quello che luccica, c’è anche chi critica le tante persone che si mettono in fila. Secondo alcuni il marchio è in declino all’estero, soprattutto per quello che riguarda la moda di un certo livello, “Ab. è un marchio bollito. In Canada viaggiava alla grande e lo indossano solo i poveracci”, oppure, “A New York i prezzi sono più bassi. Non per il dollaro. Qua speculano. Non cambia niente la fila è sempre interminabile”.
Difficile fare un analisi sul negozio e sul marchio in un periodo “drogato” come quello delle festività natalizie, probabilmente si dovrà attendere l’andamento sul lungo periodo. Di certo però la fila è sempre più lunga e le colleghe ed i gruppi di amiche si precipitano a farsi fotografare avvinghiate ai modelli per l’invidia di chi non c’è.
Mer 21/12/2011 da Fabio Pagano in Modelli











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