Napoli: pedone distratto viene investito, la colpa è sua, no al risarcimento

A Napoli se un pedone è distratto, viene investito e muore, la famiglia non ha diritto a un risarcimento danni: la “colpa è solo sua”. E’ la curiosa sentenza, che siamo sicuri farà discutere, che proviene dalla terza sezione civile della Cassazione, che conferma una precedente sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Napoli. La vicenda inizia nel 1996: un pedone sta per attraversare una strada, scende dal marciapiede, ma si accorge che sta per arrivare un’automobile: decide allora di risalire. Ma poi ridiscende nuovamente, forse convinto che l’auto sia già passata.
E qui succede il dramma: l’uomo, distrattamente, scende senza controllare se l’autovettura sia già passata, urta il fianco destro dell’auto e viene ricoverato in ospedale. Ma muore poco dopo per le ferite subite durante l’incidente stradale.
A questo punto parte la denuncia, i famigliari chiedono il risarcimento danni per la perdita subita (d’altronde viene concesso per i danni morali subiti se il tuo cane viene investito e muore, figurati se non viene riconosciuto per la morte di una persona). Ma con grande sorpresa di tutti gli viene negato. Il primo a dire no alla richiesta era stato il giudice della Corte d’Appello.
Ma i famigliari non ci stanno, prosegue la loro lotta in tribunale, ma arriva il secondo no: questa volta è la Corte Suprema a negare la richiesta di risarcimento danni. Sottolineano come il comportamento del pedone sia stato assolutamente “imprevedibile”: in questo caso non si può attribuire nessuna colpa al conducente dell’auto, in quanto: “nessuna manovra di emergenza fu in grado di compiere per evitare l’incidente”. Voi cosa ne pensate?
Fonte | Tgcom
Sab 11/12/2010 da Manuela Chimera in Incidente Stradale, Morte, Napoli











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