Muammar Gheddafi, le ultime ore del Rais, la sconfitta di Sirte e la fuga disperata

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Foto: Foto Morte Gheddafi

La fine di Muammar Gheddafi è, probabilmente, arrivata con la caduta della città di Sirte, avvenuta questa mattina verso le otto. I ribelli del CNT, con il supporto aereo della Nato, sono entrati nell’ultima città sotto il controllo delle truppe leali a Muammar Gheddafi. Il colonnello non ha potuto fare altro che lasciare il suo rifugio e tentare la fuga. Durante la fuga il convoglio è stato colpito da alcuni elicotteri della Nato, in questo scontro il colonnello potrebbe essere rimasto ferito.

Il periodo compreso tra l’attacco al convoglio e la morte di Gheddafi è quello più controverso ed aperto a varie interpretazioni. Difficile conoscere con precisione come sono andati i fatti. Di certo Gheddafi ed i suoi fedelissimi, tra cui due figli Mutassim e Saif Al-Islam, hanno cercato scampo in una sorta di cunicolo bunker nel quale sono stati raggiunti dai ribelli e trucidati o catturati.

Il video con il corpo senza vita di Muammar Gheddafi è stato mandato in onda da Al Jazeera alle 15.53 ed è stata la conferma definitiva della fine di un’era. A quanto pare il Rais avrebbe combattuto fino alla fine. Con lui sono morti il figlio Mutassim ed il capo dei servizi segreti Abdallah Senoussi, ed il ministro della Difesa. E’ riuscito a sfuggire alla morte ed alla cattura Salif Al-Islam che è scomparso nel deserto libico. A dare il colpo di grazia al Rais pare sia stato un giovane combattente di 18 anni, Ahmed Shabani, che è uscito dal bunker con la pistola d’oro di Gheddafi stretta in pugno. Il ragazzo potrebbe reclamare per se la taglia di 20 milioni di dollari messa sulla testa di Gheddafi.

Le reazioni del mondo politico italiano e mondiale non hanno tardato ad arrivare. Silvio Berlusconi, amico del Rais, è stato lapidario, “Sic Transit Gloria Mundi” il suo commento ed ha poi aggiunto, “Ora la guerra è finita”. Il messaggio del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è di tono diverso, ma ugualmente dimesso, “Si chiude una pagina drammatica, ora si costruisca un Paese nuovo, libero e unito”. I massimi esponenti della Comunità Europea, Barroso e Van Rompuy si rallegrano per “La fine dell’era del dispotismo”. Per certi versi Muammar Gheddafi è stato vittima di quella stessa primavera araba che ha sconvolto il Nord Africa e parte del Medio Oriente.

Gio 20/10/2011 da Fabio Pagano in ,

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