Morbo della Mucca Pazza: donna in fin di vita a Livorno

  • Commenti (1)
  • Condividi
  • Email
  • Stampa

Morbo della mucca pazza

Il morbo della mucca pazza torna a colpire. Di ieri la notizia che una donna di 42 anni si trova ricoverata in coma presso l’Hospice di cure palliative dell’Ospedale di Livorno: si sospetta che la donna sia stata colpita dal morbo di Creutzfeldt-Jakob, diventato piu’ celebre con il nome di morbo della mucca pazza. Otto anni fa la paura dilago’ in tutta Europa: in Italia si accertarono pochi casi, il primo riguardo’ una donna siciliana che nel 2002 venne colpita da questa sindrome. Ora un nuovo caso: la donna livornese e’ in condizioni disperate e per lei le speranze di ripresa sono quasi nulle.

Nell’ottobre del 2009, il Ministero della Salute aveva segnalato il caso della donna di Livorno come “probabile variante della malattia di Creutzfeldt-Jakob “. Nei mesi successivi la donna aveva avvertito diversi disturbi neurologici, come vertigini e disturbi dell’equilibrio. Ricoverata prima presso l’Istituto neurologico milanese Carlo Besta, qui le e’ stata diagnosticata la malattia, ma le cure proposte dai dottori non hanno avuto esito positivo.

Dopodiche’ la donna livornese era stata trasferita nel reparto di cure palliative dell’ospedale di Livorno: qui e’ arrivata gia’ in coma e i trattamenti ai quali viene sottoposta sono quelli per alleviare le sofferenze nella fase terminale di questa malattia. Malattia la cui diagnosi precoce e’ difficile e che puo’ incubare nel nostro corpo anche per 10-12 anni.

E’ difficile fare una diagnosi precoce di questa malattia. A volte i primi segnali possono essere dolori articolari e solo con il tempo campaiono segni neurologici e, rivolgendosi a uno specialista, si può arrivare a una diagnosi“, queste le parole di Maurizio Pocchiari, direttore del reparto Patologie neurologiche degenerative e infiammatorie presso l’Istituto Superiore di Sanità, nonche’ responsabile del registro per la Mucca Pazza in Italia .

Fonte | Repubblica

Gio 22/07/2010 da Patrizia Chimera in ,

Commenta

Ricorda i miei dati

Inviami una e-mail quando ci sono altri commenti

Pubblica commento
Emanuele 24 luglio 2010 17:00
Subtract karmaAdd karma

Perché nessuno parla della teoria di Mark Purdey? Solo perché autodidatta fu oltraggiato dalla scienza ufficale in modo spietato.. Nessuno però dice che la teoria ufficale non sta in piedi, che è poco plausibile che una proteina prionica sia infettiva per ingerimento (può esserlo invece per contataminazione diretta es: operazioni cerebrali), che se così fosse avremmo assistito a un epidemia di tutt’altra portata… Tra l’altro anche alcuni studi “ufficiali” hanno riscontrato le implicazione del manganese nei meccanismi di degenerazione prionica all’interno del cervello..

Rispondi Segnala abuso