Monsignor Bagnasco e le sue dichiarazioni su Dico, incesto e pedofilia

Il nuovo presidente della Cei non usa certo mezzi termini per discutere di un tema molto scottante degli ultimi tempi. Durante un incontro con gli animatori diocesani della cultura e della comunicazione è tornato a parlare dei Dico, scatenando polemiche durissime: l’accostamento di Dico e pedofilia non è piaciuto a molti.
Ecco alcuni passaggi del suo discorso. “Quando si perde la concezione corretta autotrascendente della persona umana, non vi è più un criterio per valutare il bene e il male – spiega Bagnasco – Quando il criterio dominante è l’opinione pubblica o le maggioranze vestite di democrazia – che possono diventare antidemocratiche o violente – allora è difficile dire dei no”. “Perché quindi dire no a varie forme di convivenza stabile giuridicamente, di diritto pubblico, riconosciute e quindi creare figure alternative alla famiglia?”. “Perché dire di no all’incesto, come in Inghilterra dove un fratello e sorella hanno figli, vivono insieme e si vogliono bene? Perché dire di no al partito dei pedofili in Olanda se ci sono due libertà che si incontrano? Bisogna avere in mente queste aberrazioni secondo il senso comune e che sono già presenti almeno come germogli iniziali”.
“Oggi ci scandalizziamo, ma se viene a cadere il criterio dell’etica che riguarda la natura umana, che è anzitutto un dato di natura e non di cultura, è difficile dire no. Se il criterio sommo del bene e del male è la libertà di ciascuno, come autodeterminazione, come scelta, allora se uno, due o più sono consenzienti, fanno quello che vogliono perché non esiste più un criterio oggettivo sul piano morale e questo criterio riguarda non più l’uomo nella sua libertà di scelta, ma nel suo dato di natura”.
Fonte | Corriere
Dom 01/04/2007 da Redazione in Dico, Monsignor Bagnasco, Pedofilia







