Moana Pozzi: il marito la aiutò a morire

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Foto: moana pozzi

Ancora ombre e rivelazioni eclatanti sul caso della morte di Moana Pozzi. Dopo il presunto figlio dell’ex pornostar, questa volta a parlare è proprio il marito di Moana. Lui l’avrebbe aiutata a morire. “Ho fatto entrare piccole bolle d’aria attraverso la flebo”. Antonio Di Ciesco lo ha confessato in un’intervista pubblicata oggi sul Messaggero.

Antonio Di Ciesco ha confessato di aver aiutato Moana a morire nella clinica francese Hotel de Dieu a Lione. Proprio l’ex pornostar gli aveva chiesto questa promessa per porre fine alle sue sofferenze. “Antonio, ti chiedo di farmi una promessa per una cosa che richiede tanto amore e sacrificio. Arriverà un momento in cui non sarò più in grado di potermi difendere e la mente sarà offuscata e il mio corpo sarà torturato e usato contro il mio volere. Non voglio trovarmi in un letto con tubi dappertutto e non sarò più padrona di me stessa. Allora dovrai aiutarmi ad andare, dovrai mettere fine alle mie sofferenze. So di chiederti molto, ma so anche che tu capisci e sai che lo voglio. Non mi lasciare sola ora, non mi abbandonare, promettimelo”.

Moana aveva un tumore al fegato. “Nell’estate ’94 andammo in India. Moana stette male, disturbi gastrointestinali ma non ci preoccupammo, in India era quasi normale. Quando tornammo a Roma però stava ancora male, era dimagrita, debolissima”. Andarono in una clinica francese, per non far diffondere la notizia in Italia. E qui la richiesta di eutanasia, una volta raggiunto il punto di massima sofferenza della malattia. Sarà la verità o l’ennesima leggenda che circola intorno al nome di Moana?

Foto prese da Messaggero,Stampa e google images

Fonte | La Stampa

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Nevius 2 aprile 2007 17:25
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Secondo me è ancora viva…e si sta facendo un sacco di risate…

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Antonio di ciesco 14 maggio 2007 20:02
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caro nevius o come preferisci farti chiamare, secondo me sei poco fiducioso in quello che ti accade intorno, pensa se dovessero parlare di te senza che tu possa ribbattere o difenderti o metterti in bocca parole non tue, e per gli sciocchi che ho dichiarato le modalità della sua morte, e dovrò sotenere un processo. per la prossima volta invece di parlare al vento rifletti i neuroni servono a quello sempre che non sono andati in vacanza. nulla contro di te e che oggi sopporto poco. buona riflessione

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