Miss Bimbo, il videogame in cui irrompe la chirurgia estetica

Mercoledì, 26 Marzo 2008.

miss bimbo

Su internet c’è un videogioco che ha sollevato numerose polemiche. Non per la violenza presente nelle sue scene, ma per la sua idea base. Il gioco in questione si chiama Miss Bimbo, ed è già stato lanciato in Francia e Gran Bretagna. Come funziona questo gioco? E’ molto semplice: ogni giocatore crea un avatar, che potrà vestire e modellare come vuole. Anche con l’aiuto della chirurgia estetica o di pillole dimagranti. Per vincere alla fine un concorso di bellezza.


Ogni giocatore può puntare sulla moda, scegliendo il look del proprio avatar, ma può anche puntare sul suo fisico, dandole una taglia di reggiseno in più oppure modellando pancia, fianchi e glutei. La chirurgia plastica ha invaso anche il mondo dei videogame. E ovviamente Miss Bimbo ha sollevato molte polemiche. In primo luogo perchè, se il giocatore finisce i soldi virtuali del gioco, per continuare a giocare deve inviare un sms a pagamento. Con il rischio che tanti ragazzini sperperino i loro soldi.

E poi non piace affatto il messaggio di fondo del videogame. Molto diseducativo per la ricerca ossessiva della perfezione che questo gioco suggerisce. E i creatori? Lo difendono: Nicolas Jacquart afferma che il videogame non fa altro che seguire le tendenze della società in cui viviamo!

Via | Corriere
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Commenti (8)

a parte per il discorso “se il giocatore finisce i soldi –> deve inviare un sms a pagamento” che è chiaramente “truffaldino”, sono d’accordo con tale Nicolas Jacquart: è solo un videogioco che segue le tendenze della società in cui viviamo, inutile fare gli ipocriti che fanno finta di non vedere e magari si stupiscono…
ps. ah, come sempre per chi ha problemi con queste cose, basta che non compri il gioco in questione e il problema è risolto, o no?

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AVATAR
Anonimo

No mi dispiace non è risolto! evidentemente non hai figli caro! i giochi se li passano o ci giocano assieme a casa di uno o dell’altro. Comunque trovo che far passare l’idea che essere belli a tutti i costi (e mezzi) sia un valore, ai piccoli che non hanno gli strumenti necessari per elaborare certi messaggi, sia veramente penoso. Se i grandi sbagliano, non è giusto fare spallucce e buttare addosso ai piccoli le nostre frustrazioni!

è vero non ho figli ma sono cresciuto guardando filmoni horror-splatter a go-go, giocando ai videogiochi più violenti (carmageddon, death rally, unreal & Co.) e guardando cartoni che oggi verrebbero proibiti per troppa violenza (kenshiro e amici vari) e non sono nè un assassino, nè uno psicopatico, nè altro… se poi i figli si fanno influenzare troppo è anche compito dei genitori far capire loro quale è la realtà e quale non lo è, anche se, almeno nella mia generazione (ne compio 27 tra poco) questo aiuto non serviva… chissà come mai…
ps. ovvio che, come insegnamenti, questo gioco non sia il massimo ma non ne farei un problema internazionale-mondiale…
1- basta non comprarlo…
2- basta parlare coi propri figli e spiegare loro come stanno le cose…
ogni volta, per ogni cosa, sia per tv o per computer o per dvd o per strada, sempre a fare polemiche e a menarla in difesa dei più piccoli… come avranno fatto le centinaia di generazioni prima di quest’ultima senza tutto questo controllo delle mirabolanti “associazioni dei genitori”???

che non sia per questo continuo controllo su tutto e per questo costante “addolcimento” della visione della vita, che le nuove generazioni sono composte da bambini che vanno dal maleducato all’ignorante, dal dispotico al super-viziato???
appare chiaro che, ormai, la protezione verso i bambini stia arrivando a un livello allucinante portando i “bambini” ad eccessi in ogni senso e in ogni campo… non sarebbe l’ora di proteggerli un po’ meno? o di proteggerli solo per le cose per cui serve veramente l’aiuto di un adulto e basta?

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AVATAR
Letterio Iannello Lillo

Purtroppo, l’affermazione che il gioco “Miss Bimbo” (che strano nome! Querelle grammaticale?) non faccia altro che “seguire le tendenze della società in cui viviamo” non fa una minima piega! E bisogna altresì ammettere che sia assolutamente logico che gli errori degli adulti ricadano sui bambini, ovvero nella società di domani che, per dirla già coi latini, è discepola di quella d’ieri.

(Per la serie “Se vuoi la bici, pedala!”)

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AVATAR
Predator87

è la dura realtà…la nostra società purtroppo è cosi ma penso che bisognerebbe evitare che anche le prossime lo siano…le persone non deve essere schiave delle mode…non devono essere schiave delle cose che comprano…questo ce lo impongono con la pubblicità in televisione…in mezzo alla strada… bombardando il nostro cervello ogni giorno…

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AVATAR
SaintJust

Il problema di fondo non sono tanto i contenuti di un videogioco ma quanto questi colludono con i tanti messaggi che gli adolescenti di oggi possono reperire in giro. Anche io mi guardavo Ken il guerriero ma contemporaneamente nn ero circondato da tv, giornali, video e quant’altro che mi dicevano che massacrare il prossimo era bello. La differenza tra fantasia e realtà era a tutti, ovviamente, ben chiara. Qui non mi sembra la stessa cosa e lo dice anche l’autore: il gioco rinforza di fatto quello che le adolescenti di oggi si sentono martellare ovunque: devi essere bella e magra per essere accettata, per essere qualcuno. Non sempre i genitori possono far fronte a messaggi forti di questo tipo, soprattutto in un’età in cui conta moltissimo il confronto con gli altri più che con la propria famiglia.

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AVATAR
Marco e Massimiliano’s Weblog

[…] Per rendere più bella la propria “bambola elettronica”, si possono ingerire pillole e, a pagamento tramite sms, comprare abiti e accessori. E il dubbio assale i blogger: «Videogame ludico? Mah…», commenta Atcherry. Aggiunge PatChi: «Non piace affatto il messaggio di fondo del videogame. Molto diseducativo per la ricerca ossessiva della perfezione che questo gioco suggerisce. E i creatori? Lo difendono: Nicolas Jacquart afferma che il videogame non fa altro che seguire le tendenze della società in cui viviamo!». […]

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