Milano, Stefania Boleso, manager della Red Bull, licenziata dopo il parto

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Stefania Boleso

Stefania Boleso è una donna di 39 anni, che fino a qualche tempo fa rivestiva un importante ruolo all’interno della Red Bull Italia, la multinazionale austriaca che ci propone il suo energy drink, famoso in tutto il mondo: lei era la Marketing Manager. Usiamo il passato perchè questa donna manager è stata licenziata, non appena rientrata in ufficio dopo aver dato alla luce la sua bambina e dopo aver trascorso lontano dal lavoro i 10 mesi di maternità. Davvero un colpo allo stomaco per lei, che però non è stata a guardare passivamente ed ha voluto raccontare a tutti questa storia.

Buongiorno dottoressa. Il direttore generale la aspetta nel suo ufficio“, queste le parole che la segretaria del direttore ha rivolto a Stefania Boleso, che ha capito dalla sua voce che c’era qualcosa che non andava. “Buongiorno Stefania. Scusa ma… Per motivi di costi la tua posizione non è più prevista”, queste invece le parole del Direttore, che l’ha licenziata lo scorso 30 settembre 2009.

Stefania Boleso aveva lavorato in quell’azienda per 10 anni: “Mi hanno fatto una proposta economica. Ho rifiutato. Ho deciso di tenere duro per orgoglio. Gestivo un budget di 18 milioni di euro ed ero il punto di riferimento di 28 persone: tutta l’area marketing. Durante la maternità ero sempre rimasta in contatto con l’azienda. Per dire, mia figlia doveva nascere il 25 dicembre e io il 18 ero a una riunione. A quel progetto ho dato l’anima. Invece l’azienda non mi ha nemmeno messa alla prova. Come si sono sbagliati. Io ci sarei riuscita a mettere insieme la famiglia con il lavoro. Avrei dato il sangue pur di farcela“.

Stefania Boleso ha resistito finchè ha potuto, dopo essere stata trasferita in un altro reparto, dove lavorava da sola perchè le altre colleghe erano in maternità: “Un giorno mi è venuto un attacco di panico, ho creduto di morire. Al pronto soccorso mi hanno detto che stavo rischiando l’esaurimento. Alla fine ho mollato. Il 19 dicembre ho firmato la resa. Ho scambiato i miei diritti con una buonuscita. Non avevo alternativa: dopo aver perso cinque chili e la serenità, non mi sono sentita di imporre altre tensioni alla mia famiglia“.

Lei ha raccontato la sua storia, correndo anche il rischio di non essere più riassunta da nessun’altra azienda: ma lei ha voluto tentare lo stesso!

Immagine presa da:
milano.corriere.it.

Fonte | Corriere

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