Milano: rimossa pubblicità sconcia dal cortile della scuola

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rimossa pubblicità silvian heach

Alla fine hanno vinto le mamme: la pubblicità sconcia nel cortile della scuola dei loro figli è stata finalmente rimossa. E’ successo a Milano, alla scuola elementare Renzo Pezzani di viale Puglie, dove le mamme e le maestre sono insorte per un cartellone pubblicitario che dominava il cortile della scuola e che mostrava una modella senza slip: le proteste sono partite immediatamente e hanno anche avuto successo. Ieri una squadra di operai ha subito rimosso il cartellone incriminato: via la pubblicità della nuova collezione di abbigliamento femminile di Silvian Heach.

Non è piaciuta alle mamme e alle maestre la nuova pubblicità della collezione primavera estate 2011 di Silvian Heach: una donna vista di spalle si affaccia su un fiume. Peccato che sia senza slip. I genitori non ci hanno pensato due volte e hanno subito chiesto la rimozione di questo cartellone, anche se l’azienda produttrice ha sostenuto che si trattava di una foto artistica del grande Terry Richardson e che “bisogna essere più cauti nel dare apodittici giudizi morali, che rischiano di apparire evidentemente ipocriti”.

Ma le maestre non sono d’accordo con le parole dell’azienda. Pare che proprio ieri mattina una bambina abbia condotto appositamente l’insegnante sotto il cartellone pubblicitario e abbia detto: “Guarda di sotto… guarda… quella è senza mutande”. E a chi accusa il corpo insegnanti di essere troppo moralisti, rispondono: “Non siamo moralisti. Non ci interessa il discorso sulle pubblicità sessiste. Quella immagine era molto chiara ed esplicita. Certo, il nostro sembra un discorso ipocrita, ma quando i bambini sono fuori dalla scuola, in giro per la città, se ne occuperanno i genitori a dare la risposta giusta ai loro interrogativi. Il problema è che qui a scuola ne parlavano fra di loro”.

Soddisfazione anche da parte delle madri che si erano rivolte in Comune, preoccupate per quell’immagina sconcia che campeggiava sul cortile della scuola dei loro figli: “Pensiamo che fare delle differenze sia già qualcosa: cioè non è la stessa cosa avere un’immagine del genere in un cortile di una scuola o averla in un angolo qualsiasi della città. Certo vorremmo non ci fosse da nessuna parte, ma è già qualcosa”.

Fonte | Corriere

Sab 26/02/2011 da Manuela Chimera in

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