Milano: metrò bloccate per due mesi a causa del Seveso

La settimana della moda è cominciata a Milano ma i disagi che la città sta vivendo in questi giorni sono ben altri: a quattro giorni dalle forti piogge che hanno colpito il capoluogo lombardo nello scorso fine settimana, la città sta ancora pagando le conseguenze dell’esondazione del Seveso che ha allagato alcune fermate della linea della metro gialla mandando così in tilt parte della città . In alcune stazioni, tra le fermate Sondrio e Zara, ci sono almeno tra i sei e gli otto metri di acqua. Alle 6 di mercoledì mattina è stata riaperta la fermata Centrale, che ferma sotto la stazione Centrale, ma per riaprire anche le altre fermate occorreranno settimane, qualcuno parla addirittura di due mesi.
Si stanno contando i danni dell’esondazione del Seveso che ha colpito parte di Milano nello scorso fine settimana. Alcune fermate della metro gialla sono completamente allagate, in alcuni punti l’acqua arriva a otto metri, e i vigili del fuoco hanno montato idrovore che aspirano fino a 40 mila litri l’ora, ma non basta. Alcuni tecnici dell’Atm, l’azienda municipale dei trasposti, ritiene che ci vorranno almeno due mesi per ritornare alla normalità . E intanto Milano è immersa nel caos. Un intero pezzo di città è completamente bloccata, con code continue sulle circonvallazioni e i pendolari che a fatica riescono a raggiungere il capoluogo. Con l’aggravante che nella giornata di ieri anche un altro tratto della linea gialla, da Repubblica fino a Porta Romana, è stata chiusa per un’ora, dalle nove alle dieci, aumentando così il traffico.
Intanto le stazioni sono completamente sommerse da acqua, detriti e fango, senza contare i danni agli impianti elettrici: “Sarà piuttosto improbabile che un impianto rimasto ammollo per cinque giorni non abbia riportato danni” ha infatti dichiarato un tecnico. Lavori fermi anche per la nuova linea della metropolitana, la 5, la fermata Marche era ormai conclusa: ora è completamente sommersa dal fango, tanto che si può toccare il soffitto con le mani, e la giunta comunale teme così di non poterla più inaugurare prima delle elezioni della prossima primavera. Sono gli effetti di 200-300 mila metri cubi d’acqua che si sono riversati, oltre ai danni che alcune tubature hanno subito nella zona di viale Zara. La giornata di ieri si è intanto conclusa con una pesantissima contestazione cittadina nella zona 2 della città , davanti all’unico assessore che si è presentato, Andrea Mascaretti.

Gio 23/09/2010 da Eleonora Gionchi











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