Milano: licenziato il professore che uccise due conigli in classe

A Milano è stato licenziato il professore dell’Istituto tecnico Molinari che aveva ucciso due conigli in classe, davanti agli occhi degli studenti. Carlo Rando, questo il nome del docente, è stato avvertito dal preside della scuola del licenziamento in tronco, dopo averne ricevuto conferma da parte di Giuliana Pupazzoni, il provveditore. Reazioni contrastanti fra i colleghi dell’uomo: chi è scoppiato a piangere e chi sostiene che “giustizia è fatta”. C’è anche chi protesta contro le nuove procedure, giudicate troppo veloci e eccessive, messe in atto dal ministro Brunetta.
Ma come è andata veramente questa vicenda? Nell’autunno del 2009 Rando porta in classe quattro conigli, acquistati in macelleria: secondo lui avrebbero dovuto essere già morti. Ma due sono ancora vivi, scappano impauriti per l’aula, parte la caccia. Che si conclude con l’uccisione dei due animali, secondo le dichiarazioni: “prima il professore tentò di strozzarli con uno spago, poi completò l’opera prendendo gli animaletti a martellate”. Alcuni studenti, inorriditi fuggono dalla classe, altri ridono divertiti. Ma qualcuno corre ad avvisare un altro insegnate e mettono in mezzo il Garante degli animali.
Secondo la versione di Carlo Rando: “Una bestiola dava ancora segni di vita. Erano spasmi respiratori. Non c’era niente da fare, ho dovuto finirlo come si fa in campagna, due colpi secchi sul cranio. E basta”. A ottobre vengono mandati due ispettori per ricercare la verità dei fatti. Secondo Giuliana Pupazzoni, il professore non si presentò neppure di persona per contestare le accuse.
Commenta amaro Carlo Rando: “Se per difendere un coniglio si massacra una persona, discutiamone. Saranno contenti gli animalisti che hanno fatto licenziare un professore dopo trent’anni di onesto lavoro” e dichiara che farà ricorso al magistrato del lavoro, non tanto per contestare l’uccisione dei due conigli, quanto perchè l’azione legale avrebbe qualche vizio di procedura. E non ha nessun rimorso di coscienza sull’utilizzo di animali vivi durante una lezione scolastica: “Ma la legge dice che, se necessario, questa pratica è consentita. E lo era, visto che si trattava di una lezione di biologia umana. In più la dissezione di animale morto – e ribadisco morto – era autorizzata dal consiglio di istituto”.
Fonte | Corriere
Mer 05/01/2011 da Manuela Chimera in Associazioni Animaliste, Licenziamento, Scuola











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