Milano: Letizia Moratti contestata alla commemorazione di Piazza Fontana

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Letizia Moratti è stata duramente contestata a Milano durante la commemorazione della strage di Piazza Fontana. Insieme a lei è stato aspramente fischiato anche Guido Podestà , presidente della Provincia di Milano. Responsabili della contestazione un gruppetto di giovani, appartenenti ai centri sociali. Hanno iniziato con fischia e urla: anche durante il Silenzio hanno continuato con i loro motteggi. Hanno proseguito poi mentre la Moratti e Podestà mettevano delle corone di fiori davanti alla Banca nazionale dell’agricoltura, centro della strage. Alla fine della cerimonia la Moratti, sempre mantenendo un rigoroso silenzio, ha lasciato piazza Fontana di corsa, scortata dalle forze dell’ordine.
Non ha rilasciato alcun commento Letizia Moratti in merito alle contestazioni (non è la prima volta che il sindaco di Milano viene criticata pubblicamente) alla cerimonia di commemorazione della strage di piazza Fontana. I giovani dei centri sociali hanno però smesso di lanciare slogan e urla quando sul palco sono saliti i parenti delle vittime.
Dopo la deposizione delle corone di fiori da parte delle autorità , alle 16,37 (ora dell’esplosione che causò 17 vittime) è stato dapprima osservato un minuto di silenzio e poi Aglaia Zannetti, uno dei parenti delle vittime, ha letto un brano del libro “La città degli untori” di Corrado Stajano: “Non avrei mai immaginato, allora, quanto quel fatto atroce sarebbe stato importante nelle scelte della vita di molti, significò il rifiuto di tutto quanto viene dato per scontato, la necessità di una continua riconquista dei diritti acquisiti e poi cancellati, il dovere di mettere perennemente in discussione le verità del potere politico e istituzionale e le certezze di chi, in nome della ragion di Stato, ritiene oro colato anche le bugie più impudiche”.
Poi sul palco è il turno di Carlo Arnoldi, presidente dell’associazione delle vittime che dichiara: “Come piazza Fontana anche piazza della Loggia non avrà una verità giudiziaria, non ci resta che la verità storica” e chiede che vengano aperti gli archivi di Stato per rendere di dominio pubblico i documenti relativi alla strage. E termina la sua orazione criticando i contestatori: “Si può contestare anche in silenzio, perché il rischio è che la commemorazione venga cancellata dalle polemiche”. Milano, in questi giorni, è al centro di una serie di contestazioni pubbliche: l’altro giorno manifestazioni di dissenso si sono svolte durante la prima del Teatro alla Scala.
Fonte | Corriere
Lun 13/12/2010 da Manuela Chimera in Letizia Moratti, Protesta











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