Michela Vittoria Brambilla: inno nazionale con saluto romano

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Michela Vittoria Brambilla ha dato scandalo a Lecco. Il neo Ministro per il Turismo, infatti, si trovava li’ per le celebrazioni della festa dei Carabinieri. Ovviamente e’ stato suonato il nostro inno nazionale: ecco che lei alla fine alza il braccio facendo un tanto criticato saluto romano.

Michela Vittoria Brambilla, che si trova li’ con il padre, che e’ il signore con la barba, si trovava nella citta’ lombarda per presenziare alle cerimonie per l’Arma dei Carabinieri. L’Inno Nazionale suona, tutti lo cantano a squarciagola e quando vengono pronunciate le ultime parole, “l’Italia chiamo’“, ecco che il ministro per il turismo alza il braccio teso con la mano a punta. Un saluto romano in piena regola. Se notate, alla sua destra, c’e’ un’altra persona che alza il braccio nello stesso gesto: Repubblica ci dice che e’ il padre!

Il ministro del governo Berlusconi non ha voluto rispondere a questo video, che sta pero’ destando moltissime polemiche. Andrea Lulli, capogruppo del Partito Democratico commenta cosi’: “Vergogna senza limiti. Il saluto romano dell’on. Brambilla e’ una offesa ai valori della Resistenza che sono a fondamento della Costituzione repubblicana sulla quale il ministro ha giurato. Per questo, con un’interrogazione parlamentare, chiediamo spiegazioni al ministro del suo gesto inqualificabile che rappresenta apologia del fascismo“.

Giancarla Pessina, presidente dell’Anpi provinciale di Lecco si chiede se il reato di apologia del fascismo sia ancora un reato valido: “Vogliamo sapere se quella norma è ancora valida. Le leggi sono cose serie. Ci sono ministri e sottosegretari che ripropongono pubblicamente simboli fascisti e poi, quando gli vengono chieste spiegazioni, ci scherzano su. Noi, invece, su quell’inferno vissuto sulla nostra pelle non abbiamo nessuna voglia di ridere“.

Aggiornamento delle ore 18.00 del 17 giugno 2009: ecco la risposta di Michela Vittoria Brambilla.
Ovviamente, l’unica risposta è quella semplice e che mi sembrava logica e vera per tutti e cioè che la foto mi ritrae mentre saluto la folla. Non mi è passato nemmeno per la mente che qualcuno potesse equivocare il mio gesto. A chi insiste nel sospetto, ove non fosse in malafede (come credo siano quelli che hanno sollevato il caso), rivolgo comunque un mio rispettoso e definitivo chiarimento: mai fatto nè pensato di fare alcun gesto apologetico del regime fascista verso cui non ho mai mostrato indulgenza e men che meno simpatia“.

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Simona
Simona 17 giugno 2009 18:38
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Ma l’apologia di fascismo non era un reato?

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Anonimo 18 giugno 2009 01:54
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dovrebbe esserlo ma secondo me oggi piu’ ke reato in Italia e’ incoraggiata l’apologia del fascismo,basta vedere l’ondata di voti che ha preso l’estrema destra in tutta europa,in Italia la lega nord fa le veci dell’estrema destra.Stiamo prendendo una deriva secono me pericolosissima!Il passato ahime’ non insegna niente

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J,Book 18 giugno 2009 18:53
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Il pugno soviet invece non è reato………

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Veronica lario 19 giugno 2009 21:54
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Permettimi J.Book il punto è che i simboli hanno valenza diversa a seconda della storia e della cultura di un paese. Un esempio è la cosidetta svstica che a noi in Europa ricorda un periodo terrificante, mentre dall’altra parte del mondo in India, è simbolo del sole, di luce, significato completamente contrario a quello che apartine alla nostra storia. Così vale per il pugno e il saluto romano. In Italia dal ’29 al ’45 c’è stata una dittatura totalitaria fascista che ha ucciso e privato della propria libertà milioni di italiani, mentre è grazie ai partigiani, che pur macchiandosi a volte anche loro di violenze, che oggi viviamo (forse ancora per poco) in un paese democratico dove io e tu possiamo esprimere liberamente il nostro pensiero e non essere uccisi in qualche lager (perché i fascisti hanno anche avuto i loro lager).

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iannone ippolito
Iannone ippolito 18 giugno 2009 19:26
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Credo che al momento del finale dell’inno Nazionale il Ministro non sapeva come comportasi, cioè non sapeva se usare le propie mani con un gesto oppure fare qualche cosa di diverso, se poi viene dalle stirpe della vecchia fiamma, allora è spontaneo un gesto del genere, se quel gesto è nel proprio animo, quindi non è più giustificabile.

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Gaetano 19 giugno 2009 13:12
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Ma il gesto al quale Brambilla, Carfagna et similia erano abituate, non dovrebbe essere quello di asciugarsi il bordo delle labbra col mignolo?

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