Matteo Bagnaresi, il tifoso del Parma ucciso dall’autobus dei tifosi della Juventus

  • Commenti (4)
  • Condividi
  • Email
  • Stampa

matteo bagnaresi

Ancora una tragedia macchia la giornata di calcio che si è giocata ieri. Ancora la morte di un tifoso: nella dodicesima giornata d’andata era stato Gabriele Sandri a morire in un autogrill, mentre andava a vedere la sua Lazio, per i colpi di pistola sparati da un poliziotto. E nella dodicesima giornata di ritorno un altro tifoso, questa volta del Parma, è morto in un autogrill mentre andava a guardare la sua squadra giocare contro la Juventus.

La dinamica di questo brutto incidente è ancora tutta da verificare. Matteo Bagnaresi, tifoso del Parma che dopo tre anni di diffida tornava a vedere la sua squadra allo stadio, si trovava nell’area di servizio Crocetta Nord, all’altezza di Alessandria. Non si sa se nell’autogrill ci sia stato o meno uno scontro tra tifosi, tra un autobus dei Boys del Parma e un pullman che trasportava i supporter della Juventus. L’unica certezza è che il giovane è stato investito dall’autobus che trasportava i tifosi juventini. Autobus che, con tutta probabilità, è partito di corsa per evitare gli scontri.

L’autista, secondo le prime dichiarazioni, non si sarebbe nemmeno accorto di aver travolto il giovane: ad avvisarlo un tifoso che era a bordo dell’autobus. La partita, Juventus contro Parma, è stata giustamente sospesa: “Era logico non giocare questa partita, per senso di responsabilità e rispetto nei confronti dei familiari“.

Fonte | La Gazzetta dello Sport

Commenta

Ricorda i miei dati

Pubblica commento
Gio 1 aprile 2008 10:51
Subtract karmaAdd karma-1 Punti

non dico che non mi dispiaccia che un rag**** sia morto!
che uno muoia non è mai bello!
ma, parlando chiaro, il tipo in questione era stato radiato per 3 anni dagli stadi per tafferugli, appena ha visto il pullman è partito coi suoi amici per avere quantomeno un diverbio (poteva non andare e non succedeva niente), vetri di bottiglie rotte sono stati trovati vicino al bus (l’han detto ieri sera)…
pensa anche all’autista (visto ora come l’Assassino Supremo) che si vede lanciare contro bottiglie… non è che sia come nei film, uno prende paura (e magari pensa anche ai danni al pullman) e scappa e accidentalmente lo tira sotto…
ognuno libero di pensarla come vuole ma non mi piacerebbe molto avere per amico uno così… con tutto il rispetto…
poi tutti subito a difendere un ultras scatenato che fa danni e rompe, e nessuno che pensi al povero autista che da un secondo all’altro, per nessuno motivo se non l’idiozia degli ultras, si è trovato in mezzo alla rissa di persone che usano il cervello solo per bilanciare il peso del proprio corpo… prima di difendere chi ha esagerato non sarebbe il caso di difendere chi non c’entra?
ps. resta il fatto che cmq se l’è cercata (“angelo” o “diavolo” o via di mezzo che sia) e, se te la cerchi, poi son ****i tuoi… non è proprio che fosse seduto in casa ad amare i suoi figli preparando loro una torta, e gli è caduto un meteorite in testa…

Rispondi Segnala abuso
Anonimo 1 aprile 2008 20:10
Subtract karmaAdd karma

La vita di stroncata di un rag**** lascia sempre una crepa nel cuore. Lo sport non è violenza ! In onore e per giustizia di Matteo lasciate perdere che fosse ultras o tant’altro pensate solo a chi lui lo conosceva e gli voleva bene. I suoi familiari , la sua ragazza i suoi amici… la vita è una e non è questo il modo di concluderla. L’appello va agli sporivi , ai politici, ai giornalisti e a tutti quelli che potrebbero fare qualcosa e che invece non ci pensano lontanamente perchè non è avvenuto a loro. Questi fatti vanno denunciati e va tirata fuori la verità! Chi sa cosa è veramente successo deve parlare perchè questa non sia stata una perdita inutile! Coraggio.

Rispondi Segnala abuso
Marco 1 aprile 2008 22:49
Subtract karmaAdd karma

Gio spero che il prossimo sia un tuo amico… così dirò io “uno di meno”!!! Fanxxxx!

Rispondi Segnala abuso
Anonimo 6 aprile 2008 02:31
Subtract karmaAdd karma1 Punti

SE PROPRIO VOLETE CREDERE AD OGNI BAGGIANATA CHE VI FANNO BERE, ABBIATE ALMENO RISPETTO PER LA MORTE ASSURDA E SFORTUNATA DI UN RAG****, ALTRIMENTI QUANDO SARA’ IL MOMENTO NESSUNO L’AVRA’ PER LA VOSTRA, IN QUALUNQUE MODO ESSA SI VERIFICHERA’ (perchè, è bene che lo sappiate, prima o poi tocca a tutti… e purtroppo o per fortuna uno spesso non se lo sceglie il modo in cui morire).
VISTO CHE NESSUNO DI VOI SA COME SI SONO SVOLTI DAVVERO I FATTI E NESSUNO DI VOI HA CONOSCIUTO MATTEO, TACETE E RISPETTATE IL DOLORE DI UNA MAMMA E DI UN PAPA’ E LA MEMORIA DI UN RAG**** NON MOLTO DIVERSO DA VOI, CON TUTTI I PREGI E I DIFETTI CHE UN RAG**** DI 27 ANNI PUO’ AVERE.

comunicato Boys Parma:

Matteo, “Il Bagna”, era un ultras, membro dei Boys Parma 1977. Era un giovane di 27 anni, con una famiglia, un lavoro e tante passioni. Tra queste c’era il Parma Calcio. Seguiva la squadra in casa e in trasferta e partecipava attivamente al tifo.
Oggi pomeriggio Il Bagna è morto. Si è spento in un autogrill, tra gli sguardi sgomenti dei suoi fratelli. Non rivedremo più il suo sorriso timido; non sentiremo più la sua voce amichevole e sanguigna. Qualcosa di caro, a cui eravamo abituati, c’è stato repentinamente sottratto. E adesso ne sentiamo la feroce mancanza.
E’ il momento delle lacrime e del dolore. Per la sua famiglia, per i suoi amici, per i suoi cari. Ed è il momento del rispetto e del silenzio, per chi ha un cuore e una coscienza.
Ma alcuni non si fermano neppure davanti alla morte. Stravolgono i fatti, e una giovane vita spezzata, grazie a mille menzogne, diventa il mezzo per supportare teorie, fare audience, inventare scoop. Un’opera di disinformazione che arriva al più becero sciacallaggio.
S’è parlato di catene, spranghe e bastoni. Ma né noi né gli juventini eravamo armati. S’è parlato di scontri e di tafferugli, ma le due fazioni non si sono date battaglia. S’è parlato ancora di tifo violento e di voler sospendere le trasferte dei tifosi, ma Il Bagna non è stato ucciso da altri ultras, è morto sotto le ruote di un pullman.
Un altro fatto di sangue, ma l’ultras non è il carnefice. E’ la vittima.
Si rispetti la verità, si rispetti la memoria di un rag**** che non c’è più, si rispetti il dolore di chi a Matteo ha voluto bene.

Rispondi Segnala abuso