Mario Renato Capecchi: un italiano vince il Nobel per la medicina

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mario capecchi

Grande soddisfazione nel mondo della scienza italiana. Un italo-americano, Mario Renato Capecchi, ha infatti ricevuto quest’anno il Premio Nobel per la medicina. In realtà il premio è stato spartito a pari merito anche con i suoi due colleghi, l’inglese Martin J. Evans e l’americano Oliver Smithies, con i quali Capecchi ha fondato un team grazie al quale è stata realizzata la tecnica del “gene targeting“.

Tale tecnica permette di inserire delle mutazioni geniche programmate nei topi in modo da assistere al tipo di alterazioni che queste sequenze di DNA mutate possono causare durante la vita embrionale e anche oltre. Questa tecnica permette così di studiare non solo l’embriogenesi, ma anche lo sviluppo di diverse malattie. Lo scopo è quello di creare animali con specifiche malattie genetiche in modo da poter controllare lo sviluppo della malattia e l’efficacia delle eventuali terapie. Non si esclude in futuro un possibile utilizzo nella prevenzioni delle malattie genetiche.

Mario Renato Capecchi è nato a Verona nel 1937, ma si è trasferito da giovane in America. Si è successivamente diplomato in chimica e fisica all’Antioch College nel 1961 e poi ha ottenuto il Ph.D. in biofisica ad Harvard nel 1967. Da anni collabora al progetto con Evans e Smithies, ognuno nel proprio laboratorio.

Fonte | Corriere

Lun 08/10/2007 da Redazione in , ,

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8 ottobre 2007 22:49
Subtract karmaAdd karma

Ma siamo certi ( e per esserlo occorre non un’alta probabilità, ma il 100%)che queste mutazioni genetiche programmate siano anche controllate nelle reazioni, soprattutto sulle future generazioni (mi ricorda i leciti dubbi sugli ogm.. )?
Nel caso si voglia andare avanti comunque (nei propositi di questa scienza sostituita anche a Dio), è gia ora il tempo di chiedersi chi pagherà i danni nel caso delle più diverse reazioni non desiderate?

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Aphrael 9 ottobre 2007 12:29
Subtract karmaAdd karma

Il problema è che finchè non le provi non puoi sapere quali saranno gli effetti a lunga scadenza.

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