Mario Monicelli si è suicidato a Roma

Mario Monicelli, il noto regista italiano, è morto suicida all’età di 95 anni nella serata di lunedì. Ricoverato da alcuni giorno all’ospedale San Giovanni della capitale per un tumore alla prostata, dopo essere tornato in camera attorno alle 21 si è gettato dalla finestra; è stato ritrovato dal personale dell’ospedale tra le aiuole del giardino. Una morte che ha lasciato sgomenti soprattutto i molti che conoscevano il regista neorealista ma che in molti, visto proprio il suo carattere forte e indipendente, possono capire l’origine del suo gesto. Al San Giovanni sono subito accorsi la moglie accompagnata da parenti e amici.
Mario Monicelli, celebre regista autore di 60 pellicole, si è suicidato nella serata di ieri gettandosi dal quinto piano dell’ospedale San Giovanni di Roma dove era ricoverato per alcuni esami a causa del tumore alla prostata. Sgomento tra chi lo conosceva ma, come ha riferito un sanitario “Era stanco di vivere”. Classe 1915, Mario Monicelli era di Viareggio e ha sempre dato alle sue pellicole un sapore amarognolo dovuto al suo cinismo, tipico di lui. Nonostante questo, è sempre stato un carattere battagliero, come quando aveva incitato i giovani: “Viva voi, viva la vostra forza, viva la classe operaia, viva il lavoro. Dobbiamo costruire una Repubblica in cui ci sia giustizia, uguaglianza, e diritto al lavoro, che sono cose diverse dalla libertà “.
Amante della Roma più vera e più semplice, Mario Monicelli viveva nel quartiere Monti, in un piccolo appartamento assieme alla moglie, sopra una gelateria e circondato da botteghe di artigiani. Il suo gesto, benché improvviso e che ha colto tutti di sorpresa, è però comprensibile per chi lo conosceva bene, come Aurelio De Laurentiis “Io che lo conoscevo profondamente e sapevo della sua grande dignità e del suo desiderio di essere sempre indipendente e autonomo, posso capire questo gesto. Ultimamente aveva perso anche la vista ma fino all’ultimo era stato capace di una deambulazione perfetta. Insomma una persona sana che non tollerava l’idea di poter dipendere da qualcuno“.
Fonte | Corriere della Sera
Mar 30/11/2010 da Eleonora Gionchi in Suicidio











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