Mario Monicelli morto: ai funerali suonata Bella Ciao

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monicelli camera ardente roma

La cerimonia funebre per Mario Monicelli si è svolta oggi nel quartiere Monti di Roma, dove il maestro abitava da circa vent’anni, al quale era molto legato. Durante le esequie in forma laica sono state suonate le note dell’inno partigiano Bella Ciao in onore del grande regista, autore di oltre sessanta opere entrate nella storia del cinema italiano, che si era suicidato lunedì sera nella capitale gettandosi da una finestra dell’ospedale in cui era ricoverato.

Mario Monicelli aveva 95 anni e in una delle sue ultime interviste aveva detto che “senza la cultura l’Italia non va da nessuna parte”. Ateo convinto, nel rispetto della sua volontà non sono stati eseguiti funerali religiosi. Oggi, oltre al ricordo per le sue fondamentali pellicole che hanno fatto la gloria del nostro cinema, la morte di Monicelli è diventata in parte anche un caso politico, riaprendo alla Camera dei deputati lo scontro sul tema della “dolce morte”.

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha invitato al “rispetto”, affermando che “Mario Monicelli se ne è andato con un’ultima manifestazione forte della sua personalità, un estremo scatto di volontà che bisogna rispettare”. Parole condivise dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta.

Ma nell’aula di Montecitorio l’ex deputata Pd e “teodem” Paola Binetti ha tuonato contro le parole di Walter Veltroni, che rifletteva sul gesto di Monicelli (“non si è lasciato vivere” e allo stesso tempo “non si è lasciato morire”), dichiarando: “Basta spot per l’eutanasia. Monicelli era stato lasciato solo dalla famiglia e il suo è un gesto di solitudine, non di libertà”.

Mer 01/12/2010 da Andrea Paternostro in

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