Maria Stella Gelmini: la riforma dell’universita’

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Il ministro della Pubblica Istruzione, Maria Stella Gelmini, ha reso nota la nuova riforma dell’Universita’ che sara’ presentata in un disegno di legge, che dovra’ poi essere approvato dal governo. Tante le novita’ previste in questa riforma: cerchiamo di capire insieme cosa si vuole cambiare.

Bisogna avere il coraggio di cambiare l`Università, non difendendo lo status quo ma premiando i giovani meritevoli, i nuovi ricercatori e le Università che puntano sulla qualità eliminando gli sprechi e i corsi inutili“, queste le parole di Maria Stella Gelmini, che prevede dunque tagli, ma anche altre novita’.

Cominciamo con i professori: i premi verranno consegnati solamente ai docenti piu’ bravi. Se invece un insegnante riceve una valutazione negativa, non avra’ lo scatto di stipendio. Ma non solo: non potra’ nemmeno partecipare come commissario nei vari concorsi indetti dall’ateneo.

Le universita’ si possono scordare piu’ soldi di quanti il governo ha deciso di stanziare. Soprattutto per le sedi distaccate o quei corsi di laurea ai quali sono iscritti pochi studenti: “non daremo più denaro a pioggia per alimentare sedi distaccate inutili o corsi di laurea che producono disoccupati, ma ci sarà una fortissima attenzione alla qualità e al merito. Siamo convinti che la riforma, che mi auguro che almeno in parte possa essere condivisa dall’opposizione, sia una riforma urgente e vada nella giusta direzione“.

Nel video qui sopra l’approvazione del Decreto Legge sulla Scuola di Maria Stella Gelmini.

Fonte | Quotidiano.net

Gio 16/07/2009 da chicca in , ,

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Diablo 16 luglio 2009 08:26
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Da ex universitario non posso trovarmi che d’accordo. Nel corso dei miei anni di studio ne ho viste di situazioni in cui venivano buttati soldi per corsi inutili e professori incompetenti. Speriamo che questo giro di vite serva a far cambiare qualcosa.

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Simona
Simona 16 luglio 2009 13:12
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Diablo, bisogna prima vedere COME tradurrà in legge queste belle parole. Intanto ha già tagliato le gambe a chi avrebbe voluto diventare ricercatore, giacchè potrà accedere alla ricerca solo una persona ogni tre docenti che vanno in pensione. E così ha virtualmente annullato il turning over del corpo docenti a livello nazionale. Stiamo proprio messi bene.

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Rita 18 settembre 2009 00:49
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ho una bimba disabile che ha iniziato l’anno scolatico senza in****nte di sostegno.discutiamo del fallimento della legge 104,ridateci le scuole speciali.

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