Maria è stata ritrovata

La piccola bambina bielorussa, nascosta dai genitori affidatari, i coniugi Giusto, per evitare che tornasse nel suo paese dov’era stata maltrattata, è stata ritrovata dai carabinieri. Si trovava in Val D’Aosta, insieme alle due nonne, Maria Elena Dagnino e Maria Bordi. La piccola Maria, tenuta nascosta dai Giusto per 20 giorni, si trovava a Saint Oyen, un paesino della valle del Gran San Bernardo, in un convento di frati. I carabinieri sarebbero risaliti al luogo del rifugio, grazie ad una segnalazione di una persona che aveva riconosciuto le due signore dalle foto segnaletiche diramate dalla polizia.
La bambina stava bene: secondo i carabinieri “non ci sono stati grossi traumi, tutti, anche le nonne, hanno mantenuto la calma”. I carabinieri, intervenuti insieme ad alcuni psicologi, hanno trovato Maria mentre tranquillamente stava giocando al computer. Intanto i due coniugi Giusto, che fino all’ultimo hanno cercato di nascondere la piccola per impedirle di tornare nel luogo dove, secondo loro, avrebbe subito violenze, sono disperati.
“Io vi prego abbiate pietà di lei è una bambina che sta soffrendo da quando è nata”: questo l’appello lanciato dal padre affidatario a “chiunque avrà nelle sue mani” la vita della piccola Maria.
IN ITALIA, PER ORA – Ora la bambina non tornerà subito in Bielorussia, ma verrà affidata temporaneamente a una struttura italiana. Il magistrato genovese Paola Calleri d’accordo con il Tribunale dei minori, sta decidendo ora a quale struttura affidare la bambina.
L’AMBASCIATORE DI MINSK – «Appena la bambina sarà in grado di
Il rifugio del Gran San bernardo dove è stata ritrovata la piccoloa Maria (Cavicchi)
viaggiare, provvederemo al rimpatrio», mette in chiaro l’ambasciatore bielorusso Aleksey Skripko.« Ho parlato con il comandante dei carabinieri di Genova che mi ha assicurato che Maria stava bene ed era calma e serena. Abbiamo concordato insieme un posto dove sistemare la bambina, una struttura idonea. Poi provvederemo al rimpatrio non appena possibile». Alla preoccupazione dei coniugi Giusto, l’ambasciatore risponde: «Anche noi eravamo preoccupati mentre era nascosta, non meno di quanto lo sono loro adesso. Loro non sono genitori affidatari erano solo una coppia ospitante. Dobbiamo finirla con queste emozioni e pensare solo al bene di Maria che può avere un futuro felice e sereno anche in Bielorussia».
IL MAGISTRATO MINORILE – È «più che giusto» che Maria torni in patria «con tutte le cautele del caso» ma ora «non sia strappata in maniera violenta dalla famiglia affidataria». L’appello arriva da Melita Cavallo, ex presidente della commissione Adozioni Internazionali ora magistrato minorile presso il Gabinetto del Guardasigilli, secondo la quale la risoluzione della vicenda della bambina «servirà ad aiutare il rapporto non facile che c’è sempre stato con la Bielorussia».
Gio 28/09/2006 da Patrizia Chimera







