Marea nera: tensioni tra Stati Uniti e Londra

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Darryl Willis, vicepresidente della Bp, ha fatto sapere che la compagnia pagherà tutti i danni causati dall’incidente del 20 aprile; intervistato dalla Bbc, Tony Hayward, l’amministratore delegato, ha inoltre aggiunto che il tentativo ora in atto sembra funzionare, l’imbuto posizionato sopra la falla sta pompando 10 mila barili di petrolio al giorno, all’incirca la metà del greggio che fuoriesce dalla falla. “Al momento è difficile quantificare, ma ci attendiamo che si arrivi a recuperare la maggior parte del petrolio” ha precisato Hayward.

L’amministratore delegato ha inoltre aggiunto che la compagnia ripulirà l’intera zona riportando l’area alle condizioni ambientali precedenti.
La Bp ha inoltre girato uno spot, trasmesso negli Stati Uniti in televisione ma anche sul web, via radio e stampa, in cui la compagnia si scusa per l’enorme disastro ambientale causato, garantendo al paese che non ricapiterà mai più e che verranno pagati tutti i danni. Dura la reazione di Obama allo spot; secondo il Presidente, infatti, i soldi spesi per la pubblicità potevano essere investiti nei tentativi di riportare la normalità nel Golfo. Alla reazione americana ha risposto il portavoce della compagnia affermando che nessun centesimo utilizzato per la campagna pubblicitaria doveva essere impiegato per risarcire il paese, precisando che finora la Bp ha versato 46 milioni di dollari e che altrettanti verranno versati nel mese di giugno.

La tensione però tra gli Stati Uniti e Londra è ormai comunque evidente. Gli inglesi si lamentano della retorica “anti-britannica” che il presidente americano e molta stampa stanno facendo e criticano la disinvoltura con cui la responsabilità dell’incidente sia stata data alla British Petroleum. In modo particolare, Londra si lamenta dell’accento posto sul “british”; il ministro delle Attività produttive, Vince Cable, è intervenuto affermando che ormai da tempo la compagnia petrolifera ha cambiato nome semplicemente in Bp, non identificandosi più quindi solo come compagnia inglese. Cable ha proseguito che questo risentimento anti-inglese è alquanto ingiustificato e che se la compagnia fosse stata americana, come lo era la Exxon, responsabile finora del pià grave incidente ambientale negli Stati Uniti, molto probabilmente il Presidente non si sarebbe scagliato così ferocemente contro la compagnia.

Fonte | Corriere della Sera

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